L’AQUILA, TRA “ORARI D’UFFICIO” E CARENZA ANESTESISTI: “CANCELLATO IL PARTO INDOLORE”, LA DENUNCIA

di Azzurra Caldi

21 Settembre 2021 07:59

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – “Prima ci hanno dato una disponibilità praticamente limitata ad orari di ufficio, poi ci hanno direttamente comunicato l’impossibilità di effettuare il parto indolore, è stato cancellato. Un’inaccettabile ingiustizia sotto troppi punti di vista”.

A raccontare la sua esperienza all’interno dell’ospedale “San Salvatore”, nel capoluogo regionale, un’aquilana che ha tentato invano di accompagnare la figlia nel tortuoso percorso per accedere al servizio di partoanalgesia, il parto indolore, dal reparto di Ostetricia e Ginecologia diretto dal 2020 dal primario Maurizio Guido. La giovane donna ha dato alla luce una bambina la scorsa settimana.

“Nonostante la presenza delle locandine che informano del servizio, al quale almeno concettualmente si può accedere dopo esplicita richiesta, ad oggi è praticamente impossibile ricorrere al parto indolore – denuncia la donna ad AbruzzoWeb – A mia figlia è stato detto che se avesse partorito dal lunedì al venerdì, in un orario compreso tra le 8 e le 15, avrebbero potuto chiamare l’anestesista per l’epidurale, altrimenti non sarebbe stato possibile”.

Praticamente orari di ufficio,  ma il servizio oggi c’è o no? “Abbiamo saputo che l’anestesista che dovrebbe garantirlo è impegnato nel G8, la struttura  che ha riaperto per ospitare i pazienti covid. Quindi in questo periodo non funziona neanche per quel breve arco della giornata”.

A quasi due anni dall’inizio dell’emergenza, quindi, i disservizi sembrano essere l’unica certezza di una sanità che, ben prima del covid, soffriva di importanti problemi su più livelli: “in Italia c’è una nota carenza di specialisti che dura da anni, dovuta dai tagli alla spesa ed un’errata programmazione, questo si ripercuote negativamente su tutte le attività e quindi dobbiamo provare a razionalizzare per affrontare tutte le urgenze”, ha spiegato proprio nei giorni scorsi il dottor Alessandro Grimaldi, primario del reparto Malattie Infettive del “San Salvatore”. In un’intervista, Grimaldi aveva già evidenziato: “All’Aquila, come accade anche a livello nazionale, c’è un arretrato soprattutto di interventi chirurgici, perché per effettuarli c’è bisogno di anestesisti e una parte consistente in questo periodo è stata impegnata nella Rianimazione Covid”.

Oltre all’ennesimo taglio, giustificato con l’emergenza sanitaria, aggiunge la donna: “in questo caso trovo questa una modalità antiquata e irrispettosa nei confronti di tutte le donne in attesa di avere un bambino. Parliamo di una pratica ormai comune ovunque, tranne nel nostro ospedale. Nel 2021 è francamente inaccettabile, soprattutto dopo tutti i soldi che abbiamo speso per la sanità”.

Per questo motivo, “faccio un appello al presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore alla sanità Nicoletta Verì e al direttore generale Asl dell’Aquila Ferdinando Romano, per quanto di loro competenza, a mettere fine a questa vergognosa mancanza di possibilità, per tutte le donne desiderose di non patire come le loro antenate e di poter ricorrere al parto indolore”.

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