L’AQUILA: UN CORSO GRATUITO SCUOLA NIWA KAI PER DIFENDERSI DALLA VIOLENZA

7 Novembre 2018 12:17

L'AQUILA – “Non esistono trucchi per sopravvivere, occorrono tencacia, spirito di sacrificio e una grande forza di volontà”.

Con quelle parole Andrea Petrelli, avvocato aquilano e maestro di arti marziale spiega “l'essenza” delle tre lezioni gratuite di krav maga (difesa personale), organizzate per martedì 13, giovedì 15 e martedì 20 novembre, in concomitanza con il mese internazionale contro la violenza di genere, nella scuola che dirige all'Aquila, la Niwa Kai, in via Rocco Carabba 12.

Una scelta non casuale, ma dettata dalla passione per la sua professione con la quale vuole lanciare un messaggio positivo e di speranza.

“Sono diventato papà da poco di una splendida bambina – spiega Petrelli ad AbruzzoWeb – è ancora piccola ma comunque proiettata in un mondo fatto di cose belle ma purtroppo anche molto brutte, come la cronaca quotidiana ogni giorni ci ricorda e in cui troppo spesso le donne si ritrovano a essere le vittime”.

“Sento il dovere morale di diffondere la consapevolezza che difendersi è possibile – aggiunge – riceviamo costantemente tante richieste, probabilmente perchè uno dei motivi principali che spingono le donne ad avvicinarsi in un corso antiaggressione è la paura di subire una violenza anche in un posto considerato tranquillo come la nostra città, anche se purtroppo gli ultimi episodi di cronaca hanno smentito anche questa consapevolezza”.

E sapersi difendere per Petrelli è quindi fondamentale e non impossibile, proprio poche settimane fa, all'Aquila, una donna ha sventato con un'abile mossa di kickboxing un tentativo di aggressone da parte di un extracomunitario.

“Le violenze sessuali rappresentano una piaga vergognosa che affligge il nostro Paese – è il commento di Petrelli – mi sbilancio senza problema, ritengo che non vi siano adeguati strumenti culturali e sociali che tutelino la donna nella sua dignità e integrità”.

E non tutte secondo il maestro sono in grado di arginare la violenza come nel caso della ragazza aquilana di qualche settimana fa, “solitamente è usato l'effetto 'sorpresa' per approcciare la vittima. Spesso questa viene approcciata quando sola. Solitamente le minacce o la presenza di un'arma sono alla base di questo approccio, ma la forza fisica è raramente messa in atto”.

Altro problema comune è quello dello stalking, “incubo per ogni donna, ma non solo, in alcuni casi anche per gli uomini”.

Il termine inglese stalking, intende indicare un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate.

“Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte si tratta di un conoscente, un collega, un ex-compagno o ex-compagna che agisce spinto dal desiderio di vendetta o nella vana speranza di recuperare il precedente rapporto, in altri casi ci si trova, invece, davanti a persone con problemi di interazione sociale”, conclude

E durante il corso oltre ad un addestramento fisico verranno dati consigli utili per contrastare gli aggressori. 

Per partecipare bisogna aver compiuto 15 anni e godere di un buono stato di salute, per informazioni contattare la scuola al numero 3913720280. (l.l.)

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