L’AQUILA: UN “PAPA’ SPERANZOSO”, “VOGLIO ASSISTERE A PARTO MIA COMPAGNA!”

28 Settembre 2020 09:28

L’AQUILA – “A seguito di colloqui con il personale dell’ospedale dell’Aquila abbiamo dovuto apprendere l’assurda decisione da parte della direzione sanitaria di non far presenziare il padre alla nascita del proprio figlio/figlia. Trovo questa disposizione di una violenza morale, in quanto trattasi un momento particolare, delicato ed irripetibile che non può essere perso per un genitore. Inoltre vedendo la questione dalla prospettiva della mamma non trovo giusto che sia lasciata “sola” senza il marito in un momento del genere, specialmente se emotivamente fragile”.

Così un lettore che s firma “papà speranzoso”, in una lettera.





“Ci sono regioni anche più colpite rispetto all’Abruzzo dove gli ospedali fanno entrare il padre previa effettuazione del tampone per verificare il contagio da covid-19 – prosegue. e quindi non si riesce a comprendere perché l’ospedale di L’Aquila non prevede questa procedura (anche pagando personalmente il costo del tampone qualora il problema fosse il costo). Quanto sta accadendo è di una violenza morale inaudita, perché non è assolutamente giustificabile una disposizione del genere che priva un genitore di un evento indimenticabile ed irripetibile.
Avere il marito presente per la futura mamma non è come avere il solo personale medico perché il coniuge conosce la propria moglie  e può fornire un apporto che non può essere umanamente dato da terzi”.

 

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