CGIA MESTRE: DATI IN REGIONE SUPERIORI ALLA MEDIA NAZIONALE, A FAVORIRE IRREGOLARITÀ LA CRISI CAUSATA DA LOCKDOWN E PANDEMIA IN MOLTI SETTORI

LAVORATORI IN NERO: UN “ESERCITO” DI OLTRE 80 MILA IN ABRUZZO, BOOM CAUSA PANDEMIA COVID

27 Settembre 2020 08:21

L’AQUILA – La crisi determinata dal Covid 19 potrebbe far “esplodere” in Italia l’esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero.

In Abruzzo sono più di 80mila i lavoratori non regolari, con un tasso che si attesta al 15,4%, al di sopra della media nazionale, al 13% .

Stando alle previsioni dell’Istat, entro la fine del 2020 circa 3,6 milioni di persone rischiano di perdere il posto di lavoro.

Lo rileva la Cgia la quale segnala che una parte di questi esuberi verrà di sicuro “assorbita” dall’economia sommersa.

“Nel 2009, che viene ricordato come l’annus horribilis dell’economia italiana degli ultimi 75 anni, – spiega Paolo Zabeo – il Pil in Italia scese del 5,5% e la disoccupazione nel giro di due anni passò dal 6 al 12%. Quest’anno, invece, se le cose andranno bene la contrazione del Pil sarà del 10%. Alla luce di ciò, è molto probabile, dal momento in cui verranno meno la Cig introdotta nel periodo Covid e il blocco dei licenziamenti, che il tasso di disoccupazione assumerà dimensioni molto preoccupanti”.

In Italia ci sono 3,3 mln di occupati in nero (38% nelle regioni del Sud) e, producono 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso.

A fronte di poco più di 1.253.000 occupati irregolari (38% del totale nazionale), nel Sud il valore aggiunto generato dall’economia sommersa è di 26,8 mld (34% dato nazionale).





La realtà meno investita dal fenomeno è il Nordest: il valore aggiunto prodotto dal sommerso è di 14,8 miliardi.

Oltre 3,3 mln di lavoratori irregolari, costituiti prevalentemente da dipendenti che fanno il secondo/terzo lavoro, da cassaintegrati o pensionati che ‘arrotondano’ o da disoccupati che in attesa di rientrare nel mercato del lavoro sopravvivono grazie a un’attività irregolare.

Dall’ultima stima Istat all’1 gennaio 2018, in Calabria gli irregolari erano il 21,6% (136.400), in Campania il 19,8% (370.900), in Sicilia il 19,4% (296.300), in Puglia il 16,6% (229.200) e nel Lazio il 15,9% (428.200). La media nazionale è dei 13,1%.

Diverso invece al Nordest.

Se in Emilia Romagna gli irregolari erano il 10,1% (216.200), in Valle d’Aosta il 9,3% (5.700), in Veneto il 9,1% (206.400) e nella Provincia autonoma di Bolzano il 9% (26.400).

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nei primi 6 mesi 2020 la produzione delle costruzioni ha segnato -24,2% (dato riferito ai primi 5 mesi); ordinativi industria -20,9%; export beni e servizi -20,4%; fatturato industria -19%; produzione industriale.-18,3%; fatturato dei servizi.-16,9%; investimenti -14,7%; consumi delle famiglie.-11,9%; Pil -11,7%; commercio al dettaglio -8,8

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