LE NUOVE SFIDE DELLA TELEMEDICINA DOPO LA PANDEMIA: CONVEGNO ALL’INI CITTA’ BIANCA 28 E 29 GENNAIO

27 Gennaio 2022 18:17

Italia - Sanità

L’AQUILA – Creare un nuovo sistema di comunicazione per incentivare la telemedicina anche dopo la pandemia.

È questa una delle sfide che saranno lanciate al congresso che si svolgerà alla Casa di Cura INI Città Bianca di Veroli, venerdì 28 e sabato 29 gennaio.

Il congresso dal titolo “La telemedicina nella terapia del diabete e la obesità”, sarà articolato in due sessioni dedicate alle nuove opportunità terapeutiche offerte da questa pratica clinica, soprattutto in ambito diabetologico e per la cura dell’obesità.

Responsabile scientifico è l’endocrinologo Patrizio Tatti, responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia dell’INI Città Bianca, che ha condotto uno studio insieme alla dottoressa Pavandeep Singh, raccogliendo dati e numeri su come è cambiato l’approccio terapeutico grazie alla telemedicina.

“Attualmente abbiamo in cura circa 200 pazienti, con un incremento di nuove visite di circa l’80 per cento – spiega Tatti – Questo ci fa capire che la telemedicina ormai deve essere trattata come una vera e propria disciplina e non come una versione minore della visita medica”.

“La pandemia causata dal Covid ha spinto la telemedicina in uno stato di caos – prosegue lo specialista – è stata trascurata la dimensione nuova di questa pratica, che invece si può porre come vera e propria disciplina, perché́ offre delle possibilità di supporto del paziente poco utilizzate o che non sono affatto emerse. La dimensione nuova più evidente è legata alla cura domiciliare e alla deospedalizzazione, che offre il vantaggio di evitare lunghe attese in sala d’aspetto. Il paziente, poi, affronta la visita con più serenità, nel proprio ambiente domestico. Ma a noi medici la telemedicina dà anche la possibilità di reperire documenti e informazioni che spesso il paziente non porta con sé”.

“Con questo convegno – conclude – cercheremo di capire se la telemedicina continuerà a trovare spazio anche dopo il Covid. Se usata con giudizio, coscienza, esperienza e saggezza, è una nuova forma che consentirà un importante risparmio per il Servizio sanitario nazionale ed aumenterà il benessere dei nostri pazienti”.

Il Gruppo INI conta 10 strutture sanitarie, oltre 1.200 posti letto e circa 2mila dipendenti. A Canistro, in Abruzzo, la clinica INI è convenzionata nella monospecialistica in ortopedia e riabilitazione con il sistema sanitario nazionale.

 

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