“LE PAROLE UCCIDONO PIU’ DEL VIRUS”,
DG ASL L’AQUILA VS ORGANI DI INFORMAZIONE

2 Dicembre 2020 14:22

L’AQUILA – “Le parole uccidono più del virus”, così titola un comunicato stampa di fuoco il direttore della Asl Avezzano, Roberto Testa, in cui vengono scagliate pesanti accuse a non precisati “organi di informazione locale”, veicolo di “fake news” e “falsità”, che provengono, aggiunge il dg, “molto spesso da soggetti che ricoprono importanti ruoli istituzionali”. Testa e la Asl sono stati spesso nell’occhio del ciclone delle polemiche per la gestione dell’emergenza coronavirus che nella seconda ondata ha colpito con particolare violenza proprio la provincia dell’Aquila.

Argomentando che questa escalation mediatica “crea una immagine distorta della sanità, negativa e pericolosa”, “mina profondamente la fiducia del cittadino verso l’Azienda” e  crea “sfiducia”, negli stessi operatori, in veste di rappresentante legale della Asl Testa annuncia di aver “già interessato l’Autorità Giudiziaria competente, e lo ho fatto senza esitazione alcuna, senza timore, affinché emerga la verità”. Da quanto si apprende sotto mira l’inchiesta sull’ospedale di Avezzano, della trasmissione di Italia 1 Le Iene, ripresa anche da organi di informazione locali.

Di “vergogna assoluta” parlano i consiglieri regionali di centrosinistra che lo definiscono un “comunicato gravissimo e risibile” aggiungendo che “dopo aver cercato di imbavagliare gli infermieri, in pratica, adesso Testa vorrebbe imbavagliare la stampa”.

LA NOTA INTEGRALE  

È un periodo, purtroppo lungo e con prospettive incerte, nel quale ci troviamo ad affrontare una pandemia che sta mettendo a dura prova il sistema economico e sociale ma, soprattutto, quello sanitario, mondo nel quale mi trovo ad operare da 30 anni, che è sempre stato oggetto di massima attenzione, giustamente, e destinatario della maggior parte delle risorse impegnate a livello regionale, mediamente il 70%, in quanto garante di un bene fondamentale e senza prezzo: la salute.

Ho avuto modo di vedere e di sentire, ancora una volta, l’alto grado di responsabilità, professionalità e abnegazione degli operatori dell’Azienda, a tutti i livelli, chiamati a fronteggiare questa seconda “ondata”, ma anche per assicurare l’attività “ordinaria”, atta a difendere e tutelare la salute collettiva, operatori ai quali va sempre il mio doveroso ringraziamento.

Ho parimenti avuto modo di leggere e di ascoltare, sulle varie testate giornalistiche, notizie riguardanti molteplici aspetti legati all’assistenza sanitaria dell’Azienda, talora con dovizia di particolari, che riportano fatti e situazioni gravi, quando non sconcertanti.

Nel massimo rispetto del diritto di informazione e di una dialettica sana e costruttiva, è parimenti doveroso ed obbligatorio – quale Rappresentante Legale dell’Azienda più importante a livello provinciale con i suoi 3500 operatori ed un bilancio di 700 milioni di euro – andare a verificare queste notizie, molto spesso provenienti da soggetti che ricoprono importanti ruoli istituzionali.

Sono sotto gli occhi di tutti, i numerosi articoli che mi sono trovato costretto a scrivere – distogliendo energie fisiche e mentali per combattere questo virus – per confutare, con elementi documentali oggettivi, quei fatti e circostante riportate sui media – in una sorta di progressiva escalation – che non rispondono alla realtà dei fatti e che hanno creato un clima mediatico, il cui risultato è quello:

– di presentare una immagine distorta della sanità, negativa e pericolosa;




– di minare profondamente la fiducia del cittadino verso l’Azienda, quando non allontanandolo dalla stessa;

– di creare un clima aziendale negli operatori di sfiducia, quando non di prostrazione, a fronte del gravoso e quotidiano impegno profuso, che richiede invece la massima concentrazione e l’assenza di distrazioni, per l’alta responsabilità insita negli atti quotidiani posti in essere.

Avrei voluto dedicare tutte le energie solo in questa impari lotta contro il nemico invisibile quale è il coronavirus, ma è mio dovere tutelare anche l’immagine dell’Azienda e di tutti gli operatori che con spirito di abnegazione utilizzano quotidianamente le loro risorse fisiche e mentali nello svolgimento di lavori resi più difficili e complessi dalla pandemia.

I rappresentanti delle istituzioni, in particolare, hanno l’obbligo di agire con correttezza in ossequio ai principi stabiliti dalla Carta Costituzionale, evitando strumentalizzazioni dal sapore squisitamente politico.

Come detto, recentemente, ho avuto modo di riscontrare troppa disinformazione, troppe fake news, troppe condotte contrarie ai codici deontologici e di comportamento che fanno male non solo a chi ne è oggetto, ma ancor di più ai cittadini che da tale modus agendi escono disorientati.

Perciò, dopo avere contestato con dovizia di particolari le falsità apparse recentemente sugli organi di informazione locali, avevo e ho l’obbligo morale, oltre che giuridico, di interessare l’Autorità Giudiziaria competente, e lo ho fatto senza esitazione alcuna, senza timore, affinché emerga la verità.

“Dicono di più su un’epoca le parole che non si usano più che le parole che si abusano” (Stanislaw Jerzy Lec)

A Testa rispondono, con una nota, i consiglieri regionali di centrosinistra: “È proprio vero che al peggio non c’è mai fine. Mentre l’Abruzzo resta in zona rossa – unica regione in Italia – nonostante gli annunci del presidente Marco Marsilio (queste sì che sono fake news che illudono e confondono cittadini e imprese) e mentre resta aperta e grave la sfida contro la pandemia, il direttore generale della Asl dell’Aquila, Roberto Testa, decide di querelare i media locali perché troppo attenti e severi sul suo fallimentare operato. Con un comunicato gravissimo e risibile annuncia querele verso il mondo dell’informazione, senza specificare né quali testate, né quali notizie abbiano provocato tale reazione: dopo aver cercato di imbavagliare gli infermieri, in pratica, adesso Testa vorrebbe imbavagliare la stampa”.

“È una vergogna assoluta – sottolineano i consiglieri dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in comune e Gruppo Misto – Ma il direttore sappia che se davvero procederà come ha annunciato, saremo pronti ad autodenunciarci e chiameremo operatori sanitari, amministratori locali e cittadini a fare fronte: così se dalle parole passerà ai fatti, Testa in Tribunale troverà la società civile dall’altra parte della barricata. Da 8 mesi, ormai, cerchiamo di contribuire ad affrontare la situazione con azioni, proposte, suggerimenti e critiche, sì perché le critiche e le denunce di ritardi e inefficienze sono prima che un diritto, un dovere civile per migliorare gestioni sbagliate. Ma il Dg ha voluto ignorarle, continuando a portare avanti scelte insufficienti e dannose. E’ stato umiliato dalle politiche della Giunta che ha trascurato le richieste di potenziamento della Asl1 e dalla tutela sanitaria degli operatori, ai vaccini antinfluenzali, ai problemi di tracciamento, alla chiusura di interi reparti, alle Usca e alla medicina territoriale, è stata finora una brutta sequenza di errori e fallimenti”.

“Riconoscere limiti e difficoltà sarebbe la cosa più corretta e onesta intellettualmente. Reagire, invece, levando l’ascia di guerra con superbia e arroganza, è la cosa peggiore, soprattutto in un momento come questo. Se qualcuno ha diffuso notizie false e dannose la Asl ha l’ufficio legale per tutelarsi. Ma lo faccia senza spocchia e arroganza: le querele – se ci si ritiene lesi – si fanno, non si annunciano. Perché gli annunci assumono il sapore delle minacce e delle intimidazioni. Né riteniamo che gli si addica il ruolo di vittima, perché adesso le vere vittime sono quelle del Covid e della malasanità e non perda più nemmeno un minuto del suo tempo a scrivere comunicati, ma si occupi risolutivamente della gestione della pandemia, della gestione del sistema sanitario aquilano e della cura dei cittadini. Se farà bene (cosa che possiamo solo sperare) scoprirà che la gente sa valutare e apprezzare e che le cose fatte bene non possono essere smentite”, concludono.

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