LE PREOCCUPAZIONI DI CHIODI, ”GLI ARRESTI CONTINUI NON AIUTANO L’ABRUZZO”

18 Gennaio 2012 16:10

Regione: Cronaca

L’AQUILA – Gli arresti ordinati dalla procura della Repubblica dell’Aquila su tangenti e appalti sono “un fatto molto molto preoccupante per l’Abruzzo, che ci mette in grandissima difficoltà nei confronti dell’Unione europea, anche a livello di immagine”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che commenta amareggiato la nuova bufera giudiziaria che ha travolto l’ente, in particolare con l’arresto dell’ormai ex dirigente del servizio Attività internazionali, Vanna Andreola.

Su quest’ultima e sulla sua sostituzione dopo le dimissioni, Chiodi spiega che “già domani mi sentirò con la mia struttura, ci sarà una nomina d’emergenza. Nei prossimi giorni, poi, avrò un colloquio con l’Unione”.

Quanto alla vicenda giudiziaria dell’Andreola, il governatore pensa che “sono convinto che avrà modo di chiarire”.

Al di là di questo, secondo Chiodi i danni saranno molti e seri. “Lei era autorità di gestione Ipa, Fesr – ricorda – I miei dirigenti si stanno incontrando con quelli del governo, del ministero per lo Sviluppo economico, ma quanto accaduto ci mette in grandissima difficoltà con la Ue. Dopo le vicende con della Fira (la Finanziaria regionale rovesciata dagli arresti nel 2006, ndr), dopo Abruzzo Engineering (l’arresto dell’ex assessore regionale Daniela Stati nel 2010, ndr), anche questa vicenda ci mette in grande difficoltà”.

“Stavamo per ottenere – svela infatti il presidente – anche la leadership per il programma futuro di cooperazione internazionale, ora invece temo che l’Unione possa avere da ridire, soprattutto per Ipa. Altri Paesi stranieri con cui abbiamo già avuto problemi credo proprio che ora riavanzeranno pretese”.

Chiodi preoccupato “anche per l’immagine che questa regione continua ad avere, nonostante tutto l’impegno che cerco di metterci non riusciamo ad acquisire autorevolezza. Abbiamo fatto un lavoro incredibili per quanto riguarda la finanza regionale – rivendica – tanto che anche il premier Mario Monti è rimasto sbigottito, per la sanità, per il risanamento senza aumentare le tasse. Ma questo susseguirsi di azioni giudiziarie, che non metto in discussione, ci ricaccia sempre indietro nella reputazione”.

E anche oggi c’è stato un arresto eccellente, quello di Giancarlo Santariga, responsabile del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna. “Come per il caso dell’Andreola – prosegue Chiodi – non conosco le carte e quindi non sono in grado di esprimere giudizi. Mi auguro solo che queste operazioni si facciano con la prudenza che deve guidare tutti noi”.

“Devo capire – conclude Chiodi – se davvero da noi c’è un tasso così grosso, più che nelle altre regioni meridionali. Io sono contro le condanne a priori, la verità giudiziaria la fanno i processi, poi vedremo. L’importante è che ci sia prudenza, prudenza, prudenza. Se l’analisi inquirenti è vera, quello che succede ce lo meritiamo, altrimenti vorrà dire che avremo ricevuto danni per niente”. (alb.or.)

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