LEGA ABRUZZO, BELLACHIOMA CHIEDE DIMISSIONI D’ERAMO. “DISASTRO ELETTORALE, AZZERARE VERTICI”

EX DEPUTATO NON RICADITATO SI SCAGLIA CONTRO SEGRETARIO REGIONALE NON RIELETTO ALLA CAMERA. "PARTITO SENZA PIÙ ANIMA, GESTIONE DISCUTIBILE, MANCANZA DI ASCOLTO, LITIGI E DEFEZIONI, DECISIONI SCELLERATE, IL TEMPO È SCADUTO"

27 Settembre 2022 10:38

Regione - Politica

TERAMO – “Ritengo necessario e oltremodo legittimo chiedere le dimissioni del segretario regionale Luigi D’Eramo, con relativo azzeramento di tutte le cariche regionali e provinciali, nonché della segreteria politica del partito e di ogni ulteriore vertice decisionale che ha contribuito a questa disfatta”.

E’ già guerra nella Lega abruzzese, e ad accendere le micce, con una nota di fuoco, è il deputato uscente, e non ricandidato Giuseppe Bellachioma, che si scaglia contro il deputato e segretario regionale del partito Luigi D’Eramo, capolista non rieletto al proporzionale alla Camera.

Bellachioma, uno dei fondatori della Lega in Abruzzo, come da lui stesso comunicato, aveva rinunciato alla proposta di D’Eramo di una candidatura al terzo e ultimo posto nel collegio plurinominale del Senato, che non dava nessuna possibilità di rielezione. “Da fondatore del partito in Abruzzo nonché parlamentare uscente ho ritenuto giusto farmi da parte per rispetto della mia storia e di quanti mi hanno sostenuto e ancora mi sostengono”, aveva detto. Poi ha mantenuto il silenzio durante la campagna elettorale, in cui ha avuto un ruolo defilato, annunciando la fuoriuscita da tutti i ruoli e arrivando a prefigurare il suo addio al partito.

Ora il durissimo affondo, in cui si parla di “disastro elettorale”, di un partito che “non ha più un’ anima, dilaniato da litigi, fuoriuscite, abbandoni e con una gestione discutibile anche per quanto riguarda le nomine ed incarichi regionali e decisioni politiche incomprensibili e scellerate”.

“Alla luce dei risultati della Lega Abruzzo ottenuti in occasioni delle recenti elezioni politiche nonché della mancata rielezione del segretario regionale Luigi D’Eramo mi corre l’obbligo, in qualità di fondatore del partito, di richiamare tutti ad un atteggiamento di coerenza e di responsabilità. Pur addolorato per la perdita enorme di consensi in una regione governata con ben 7 consiglieri ( ne erano 10 originariamente), 4 assessori e presidenti di commissioni in quota Lega, ritengo necessario e oltremodo legittimo chiedere le dimissioni del segretario regionale Luigi D’Eramo, con relativo azzeramento di tutte le cariche regionali e provinciali, nonché della segreteria politica del partito e di ogni ulteriore vertice decisionale che ha contribuito a questa disfatta”, incalza Bellachioma.

“È necessario un cambio di passo ora e non più tardi, perché aver preso 8 %, dopo aver toccato vette inimmaginabili di consenso – ammonisce Bellachioma -, può essere solo l’inizio della fine per la Lega in Abruzzo, tenendo ben presente che fra un anno e mezzo ricorrono le elezioni regionali e non è consentito a nessuno di finire a distruggere un patrimonio politico faticosamente costruito in un decennio prima di arrivare al 28% delle regionali e al 35% delle europee”.

Per Bellachioma, “la Lega Abruzzo va riconsegnata ai bravi amministratori locali, ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri, ma ancor di più va restituita ai militanti che hanno messo cuore e passione (e spesso anche denaro proprio) per dimostrare spirito di appartenenza ad un partito che non ha più anima, dilaniato da litigi, fuoriuscite, abbandoni e con una gestione discutibile anche per quanto riguarda le nomine ed incarichi regionali e decisioni politiche incomprensibili e scellerate. Essere incapaci di gestire un gruppo non è una colpa, lo diventa se dalla incapacità poi non si genera l’ascolto, la considerazione, il coinvolgimento e l’allargamento del perimetro del partito verso chi è più competente, più forte e più solido elettoralmente”.

Anzi, prosegue Bellachioma: “vi è stata in questi anni il tentativo di evitare di aprire e dare rilievo a costoro perché considerati un pericolo per chi pianifica di rimanere ‘padrone e sotto’, insieme a una cerchia ristretta di persone altrettanto incapaci sia nelle relazioni umane che in quelle politiche, ma pronti a far pesare il potere indiretto che deriva da essere nelle grazie del capo. A loro le responsabilità maggiori della mancata crescita ed anzi della vistosa sconfitta elettorale della Lega. Non c’è più tempo ed è finito un tempo. Ora occorre solo ritrovare il senso della partecipazione, della condivisione con la base e con i territori, della meritocrazia e della trasparenza, della capacita di fare squadra nei comuni ed anche in Regione per il bene degli abruzzesi ( basta litigi e guerre, occorre governare), ma soprattutto dell’orgoglio leghista. Chi lo è veramente leghista non può più stare a guardare questo disastro”.

“Chi invece non lo è si faccia da parte e lasci il passo a coloro le cui voci e le cui azioni per troppo tempo sono state silenziate e bloccate. Da una pesante lezione si può e si deve ripartire ma con umiltà e coraggio, tornando tra la gente e facendo politica per la gente. Questo è l’unico modo che abbiamo per risorgere altrimenti il destino della Lega Abruzzo è segnato e tutto sarà destinato alla fine politica di un sogno che è stato interrotto a metà diventando poi, ahimè, il peggior incubo” conclude Bellachioma.

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