OGGI A PESCARA PRIMA USCITA UFFICIALE PER IL NEO COORDINATORE REGIONALE. IL DEPUTATO INDICHERA' LE NUOVE LINEE GUIDA E CHIEDERA' UNA SVOLTA PER IMPRIMERE PRINCIPI LEGHISTI ALLA MAGGIORANZA REGIONALE DI CENTRODESTRA 

LEGA, BATTESIMO DI FUOCO PER D’ERAMO: VERTICE PER RICOMPATTARE IL PARTITO

11 Ottobre 2019 07:04

L’AQUILA – Il battesimo del fuoco è fissato per oggi pomeriggio a Pescara. È il giorno dell’esordio ufficiale del deputato aquilano Luigi D’Eramo a capo della Lega abruzzese.

È il giorno della ratifica del cambio della guardia dopo la decisione del leader,  Matteo Salvini, di destituire l’altro deputato Giuseppe Bellachioma, segretario da anni, e di affidare il comando della truppa regionale al deputato aquilano, che ha conservato anche l’incarico di commissario della Puglia, in una sorta di super casella che fa oggi di D’Eramo uno degli esponenti di spicco del partito a livello nazionale.

Per la “prima” non ci dovrebbe essere l’uscente Bellachioma, promosso nello staff nazionale del partito.

Il suo era stato un saluto ufficialmente “morbido“: parole al miele nei confronti di Salvini e la promessa a D’Eramo di stargli accanto. Il passaggio non nasconde alcune grandi insidie.  

Il partito ha  bisogno di voltare pagina dopo mesi, quelli seguiti al trionfo elettorale, di inattesa burrasca e di eccessive tensioni.

D’Eramo porterà sul tavolo il mandato ottenuto direttamente dal numero due della Lega, Andrea Crippa, il giovanissimo delfino di Salvini che si è caricato sulle spalle, su input del Capitano, la questione abruzzese, nelle scorse settimane.

È filtrato il suo incontro a Roma con l’assessore Piero Fioretti, finito nel mirino per l’incarico ottenuto dalla moglie, l’avvocato Caterina Longo, nella commissione adozioni internazionali. Casella alla quale la Longo ha rinunciato dopo la crisi esplosa all’interno del partito.





Un faccia a faccia lunghissimo che ha permesso a Fioretti di chiarire la sua posizione e restare in giunta. Fioretti  che l’altro ieri, sempre a Roma, ha avuto un lungo confonto con lo stesso D’Eramo.

Oggi al cospetto del neo coordinatore ci saranno i quattro assessori regionali, i 10 consiglieri e tanti amministratori.

Sarà il primo faccia a faccia ufficiale dopo la drammatica riunione di Martinsicuro, una domenica sera che passerà alla storia della Lega abruzzese per la dura reprimenda di Salvini e per le conseguenze che essa ha scaturito nell’assetto del partito. L’assessore Fioretti è rimasto al suo posto, anche grazie alla pazienza di Marco Marsilio, presidente della Regione, che ha atteso le decisioni della Lega senza alcuna decisione roboante, pur ritrovandosi in difficoltà all’interno della giunta in seguito al fatto che Bellachioma che pochi giorni dopo avrebbe perso lo scettro, aveva chiesto la testa dell’assessore esterno, da lui stesso imposto solo sette mesi fa. D’Eramo traccerà le linee dei prossimi mesi di governo, e lo farà sulla scorta di quanto ha già dichiarato Salvini in  Abruzzo. Ovvero dicendo alla nutrita pattuglia degli amministratori che bisognerà tornare sui temi, ovvero affrontare, uno dopo l’altro, i dossier sul tavolo. Sanità, lavoro, trasporti, programmazione urbanistica, riorganizzazione.

Dicendo, inoltre, a chiare lettere, che non saranno più tollerati errori di sorta e operazioni politico amministrative che possano ledere i principi fondanti della Lega e disorientare l’elettorato.

E soprattutto bisognerà stoppare i tanti comportamenti extra politica che hanno macchiato l’immagine del Carroccio abruzzese, non ultime le difficoltà ad approvare alla fine di settembre il quesito elettorale sul maggioritario da parte del Consiglio regionale che è arrivato come sesta regione italiana nonostante la promessa di Bellachioma della intenzione di un Abruzzo apripista. 

Salvini è stato chiaro: i territori devono prepararsi al ritorno alle urne a livello nazionale. Il leader auspica che ciò avvenga già entro pochi mesi e per questo vuole tenere amministratori e dirigenti sulla corda. cancellando i tanti errori che, soprattutto in Regione, hanno contrassegnato questi ultimi mesi post vittoria elettorale.

Sara' un test probante per capire se la sfuriata di Salvini avrà prodotto i risultati sperati fino in fondo. E sarà anche un test probante per il nuovo coordinatore, chiamato a rimettere insieme le tante anime del partito.

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