LEGGE ELETTORALE: MARCOZZI, ‘CASSAZIONE BLOCCA RICHIESTA LEGA, INCAPACI DI SCRIVERE BENE DOCUMENTO’

22 Ottobre 2019 13:41

L'AQUILA – “La Lega bloccherà nuovamente l'Abruzzo per sottostare alla propaganda di Salvini. È notizia di oggi infatti che la Corte di Cassazione ha richiesto integrazioni al quesito di referendum di iniziativa regionale per abrogare la parte proporzionale dell'attuale legge elettorale. Ciò significa che gli esponenti leghisti, promotori del quesito, hanno dimostrato di non saper scrivere un documento e di aver sbagliato, oltre al contenuto, anche la forma. Infatti sappiamo tutti che il quesito, per come è stato redatto, non supererà il vaglio della Corte Costituzionale dal momento che creerebbe un vuoto normativo, in mancanza di un'altra legge immediatamente utilizzabile in caso di voto”.

Lo afferma il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che prosegue: “Il tema è già stato affrontato anche in Regione Abruzzo, con la maggioranza che ha stoppato i regolari lavori del Consiglio pur di chinarsi di fronte ai diktat arrivati da Roma, ribaltando le priorità e utilizzando questa Assise come uno strumento al servizio dei vertici di partito. Grazie alle nostre battaglie in Commissione e nelle sedute del Consiglio regionale, in Abruzzo abbiamo reso inutile l'approvazione della maggioranza, arrivata come sesta Regione quando ne sarebbero bastate cinque per presentare la richiesta di referendum, facendo capire a tutti che le vere esigenze della nostra terra sono e devono restare in cima all'agenda del governo regionale”.





“Adesso arriva la comunicazione della Corte di Cassazione. Voglio dire fin da subito a tutti gli esponenti della maggioranza che noi non faremo sconti nemmeno questa volta. La Lega in Abruzzo sperava di diventare la prima Regione ad approvare il quesito, salvo poi ritrovarsi a essere da apripista a ultima, e inutile, ruota del Carroccio. Non avremo problemi a fare una seconda battaglia. Il centro destra e tutta la Giunta Marsilio deve capire che per noi prima di tutto vengono davvero gli abruzzesi. Loro lo dicono a parole, nelle piazze e sui social, salvo poi rimangiarsi tutto quando sono chiamati alla prova dei fatti. Per noi invece è un principio fondamentale dell'attività che siamo orgogliosi di svolgere ogni giorno, rappresentando i nostri cittadini nelle istituzioni. E siamo pronti a ricordarglielo un'altra volta”.

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