LEGGE ELETTORALE REGIONE: D’ERAMO, “OK RIFORMA”; SIGISMONDI: “PROPOSTA MARSILIO DI BUON SENSO”

29 Ottobre 2022 16:20

Regione - Politica

L’AQUILA . Il rinnovo della legge elettorale regionale al centro del dibattito in Abruzzo a seguito della proposta del presidente Marco Marsilio della Giunta, di FdI,  che tra gli aspetti salienti, prevede un collegio unico regionale, al posto degli attuali quattro, su base provinciale.

La proposta di Marsilio, che ha auspicato “ampia condivisione” certo che “non debba essere imposta a colpi di maggioranza” e assicurando che “se dovessi riscontrare che da parte delle forze politiche non ci sia voglia di modificare, a me la legge attuale va benissimo così”, è stata nei giorni scorsi fortemente criticata dal Pd, partito che ad oggi l’ha respinta con maggior forza definendola “una porcata”.

Oggi nel dibattito intervengono dal centrodestra il coordinatore regionale di FdI, il neo senatore Etel Sigismondi, e il segretario della Lega Abruzzo, Luigi D’Eramo.





“La proposta di riforma della legge elettorale regionale dimostra, ancora una volta, l’alta caratura istituzionale del presidente Marsilio. L’aspetto più rilevante, infatti, contenuto nel testo, quello cioè relativo alla ‘sprovincializzazione’ dei consiglieri regionali attraverso l’istituzione del collegio unico, rappresenta un salto storico-culturale e sul quale è stato giusto e opportuno aprire in commissione un confronto tra le forze politiche. Va proprio in tal senso la scelta del Presidente di depositare la proposta di legge, a sua sola firma, caratterizzandola, dunque, come una bozza di lavoro frutto dell’analisi di chi ha governato in prima persona l’Abruzzo e non come proposta di una parte politica.”, dice Sigismondi.

D’Eramo spiega: “Siamo evidentemente aperti a ragionare a un rinnovamento del sistema elettorale regionale”.

Per Sigismondi, “il documento contiene spunti importanti che impongono un’attenta riflessione. Non può sfuggire come il collegio unico regionale permetterebbe ad ogni singolo consigliere di non rappresentare solo un ambito territoriale bensì l’intera regione, superando ad esempio la dicotomia tra aree interne e fascia costiera a tutto vantaggio, evidentemente, degli atti di programmazione”.





“A tal proposito – osserva -, a chi paventa che la riforma penalizzerebbe l’elezione dei candidati delle aree interne, va detto che questo timore non risponde a realtà: basta applicare il collegio unico ai risultati elettorali delle scorse elezioni per verificare come il territorio regionale sarebbe uniformemente rappresentato. Non solo, il collegio unico elettorale garantisce l’elezione, per ciascuna lista, dei candidati più votati, realtà niente affatto scontata, paradossalmente, con la legge vigente per quelle liste che non eleggono in tutti e quattro gli attuali collegi provinciali. Così come l’aumento del numero dei candidati favorirebbe una maggiore partecipazione alla competizione elettorale, incrementando la rappresentanza dei territori in ciascuna lista. La possibilità di elezione anche del secondo presidente non eletto, inoltre, si ispira alle dinamiche delle elezioni amministrative e supera l’incongruenza secondo la quale un candidato presidente che ottiene il terzo risultato, riuscendo a superare lo sbarramento del 4%, e con la rappresentanza di almeno due seggi della lista o della coalizione a lui collegata, non possa sedere in Consiglio regionale. Infine, la terza preferenza non è una novità assoluta: si ricorda, infatti, come alle elezioni europee siano previste appunto tre preferenze, di cui una di genere. È un sistema, quindi, che favorisce il dialogo tra i territori ed è utile anche per la riduzione del costo della competizione elettorale in virtù dell’aumento dell’estensione del collegio elettorale”.

“A chi cerca di sminuire questa proposta migliorativa della legge bollandola, invece, come un tentativo di Marsilio di blindare le elezioni per una sua riconferma, faccio presente che nulla cambia in merito alla elezione del presidente ed evidenzio come lo stesso Marsilio ed il centrodestra non abbiano bisogno di escogitare alcun artificio visto il largo consenso di cui beneficiano. La riforma proposta da Marsilio è di buon senso. Comprendo le difficoltà a valutarla serenamente da parte di chi si trova nella doppia veste, oggi, di dover licenziare il testo e tra un anno di cimentarsi con le nuove regole. Ritengo che per l’attuale Consiglio regionale l’approvazione della nuova legge elettorale rappresenterebbe un bel segnale di maturità politica”, conclude Sigismondi.

Più cauto D’Eramo: “Personalmente la guardo con interesse, nei prossimi giorni faremo una riunione con la dirigenza del partito e il gruppo al Consiglio regionale in cui approfondiremo la proposta”.

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