LEGGE RICOSTRUZIONI: LEGNINI, ‘SERVONO NORME CERTE’. LANDINI, ‘PRIORITA’ RILANCIO ECONOMICO’

CONVEGNO CGIL A L'AQUILA SU PROPGETTO NORMATIVO SU GOVERNANCE, DIRITTI E PROCEDURE POST SISMA ALLA PRESENZA DEL COMMISSARIO CRATERE 2016 E SEGRETARIO NAZIONALE SINDACATO, VIDEO INTEGRALE

9 Luglio 2021 13:14

Italia: Abruzzo

L’AQUILA – “Una legge quadro sulle ricostruzioni post-sismiche è una necessità non eludibile, non è possibile che cittadini colpiti da terremoti abbiano norme e condizioni differenti, volta per volta. Così non si può andare avanti. I tempi sono maturi, anche per il lavoro svolto in prima liea da chi ha vissuto sulla sua pelle gli effetti del terremoto”.

Così il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, nelle conclusioni del convegno dell’Aquila nell’Aula magna del dipartimento Scienze umane dell’Università,  sulla proposta di legge quadro, elaborata dalla Cgil,  per ridurre l’impatto delle calamità naturali, garantire una qualità della ricostruzione, favorire la salvaguardia dai rischi.

Hanno partecipato al convegno Giovanni Legnini, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Edoardo Alesse, rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila; Francesco Marrelli, segretario generale Cgil dell’Aquila; Laura Mariani, responsabile politiche per la ricostruzione e la prevenzione antisismica e dei rischi naturali Cgil Nazionale; Fausto Guzzetti, direttore dell’ufficio attività tecnico-scientifiche per la previsione e prevenzione dei rischi, dipartimento della Protezione Civile, e ancora i segretari regionali Cgil Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

“Una legge quadro deve affrontare diverse questioni, dalla struttura organizzativa, con un comitato operativo nazionale incardinato nella Presidenza del consiglio – ha detto ancora Legnini -. La ricostruzione deve essere dall’inizio anche rigenerazione socio-economica, e va in ogni modo garantita la qualità del lavoro, sbarrando la strada al massimo ribasso, alle finte cooperative. Inoltre, non è possibile che tutte le volte che arriva il terremoto si dica,  ‘che sfortuna!’: abbiamo le tecnologie e conoscenze per potenziare la prevenzione, e la capacita di reazione nei territori più a rischio nel caso che terremoto accada, “.

“Nel nostro Paese, per quanto riguarda la governance di un post sisma abbiamo un problema in più con la modifica del titolo 5 della costituzione che ha frammentato il livello decisionale nelle singole regioni, il cui effetto si vede anche nelle normative e gli approcci alla ricostruzioni”, ha aggiunto Landini.

Denso di contenuti l’intervento di Legnini.

“Vanno superare le incertezze post emergenza sismica che abbiamo vissuto negli ultimi 10-15 anni, e teniamo conto che stiamo oggi affrontando in Italia sette processi di ricostruzione.
Il problema è che nella Carta fondamentale non c’è il diritto dell’emergenza, manca un ancoraggio solido, tutto nasce da questa mancanza, che porta all’utilizzo dei dpcm, al diluvio di interventi normativi eterogenei e differenziati.

“Ora però i tempi per un intervento normativo sono maturi, i gruppi parlamentari e le strutture tecniche stanno lavorando ad un testo di legge delega, con un codice delle ricostruzione, con una disciplina dei diritti dopo un evento catastrofico, in quale misura e a beneficio di chi.
L’altro grande pilastro della futura legge quadro è la codificazione del procedimento, senza cui i diritti non possono essere garantiti, diventare realtà”, ha aggiunto Legnini.

“Occorre poi stabilire la governance che deve guidare il processo, e quando finisce l’emergenza e inizia la ricostruzione, che in media non dura meno di 10 anni.  Infine il rapporto tra ricostruzione edilizia e dell’ tessuto socio economico, un tema che va normato, deve essere sancito all’inizio del processo, e non strada facendo, e superare il dualismo tra a semplificazione e legalità tra velocità dei processi e controllo dei cantieri”, conclude Legnini.

LA DIRETTA

 

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