LEOPOLDA: INTERVISTA DELL’AQUILANO DE ANGELIS, RENZI SULLA GRATICOLA. D’ALESSANDRO, “RESTO IN IV”

20 Novembre 2021 14:50

Italia: Politica

L’AQUILA – “Se il Pd conferma il matrimonio con Conte e Di Maio e la destra continua ad avere una trazione sovranista sulla linea Salvini e Meloni è del tutto evidente che c’è uno spazio, una prateria per chi sta dentro l’area Renew europe. Un’area decisiva in tutti i principali paesi europei, a cominciare da Francia e Germania: finirà che saremo l’ago della bilancia anche nel prossimo Parlamento”.  E ancora chi vuole andare a votare sono “Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte. È il loro vero obiettivo. A parole dicono alcune cose, ma nella sostanza non vedono l’ora di andare ad elezioni, chi per un motivo chi per l’altro”.

Così il leader di Italia Viva ed ex premier, Matteo Renzi, in una lunga e piccante intervista sull’Huffington Post di Alessandro De Angelis, vicedirettore e giornalista aquilano alla vigilia della Leopolda, la kermesse del partito che è iniziata oggi a Firenze.

Renzi è sotto pressione per l’inchiesta della procura di Firenze sulla Fondazione Open, che dal 2012 al 2018 finanziava parte delle attività dell’ex segretario del Partito Democratico Renzi, con l’accusa che siano stati raccolti soldi da privati per eventi legati alla propria attività, senza però che questa rispettasse i requisiti di trasparenza e tracciabilità richiesti alle fondazioni che agiscono come organi di partito. Renzi è anche da tempo sulla graticola per i suoi rapporti con il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed Bin Salman e al suo ruolo nell’esecutivo del Fii (Future investment initiative), il fondo che fa capo allo stesso Bin Salman,  fortemente indiziato dall’intelligence internazionale, a partire dall’americana Cia, come il mandante dell’omicidio Kashoggi, giornalista del Washington Post entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul nell’ottobre 2018 e mai più uscito, perché ucciso e fatto a pezzi.

Inoltre crea fibrillazioni al già fragili equilibri politici del governo di Mario Draghi, le aperture di Renzi a Forza Italia. Tanto che tra gli scontenti di questa deriva a destra del piccolo partito renziano, è stato annoverato anche il deputato pescarese ed ex consigliere regionale dem Camillo D’Alessandro dato come in uscita da Italia viva. Il diretto interessato ha però smentito all’Adnkronos: ” Io non lascio. Non so chi ha messo in giro queste voci ma di certo lo ha fatto qualcuno che è al di fuori di Italia Viva” . E ha spiegato: “una cosa è dialogare nelle realtà locali con Forza Italia per rompere il centrodestra e costruire poli di centro, altro sarebbe dialogare con Forza Italia quale ponte per andare altrove. Questo non esiste”.

Nell’intervista di De Angelis Renzi non manca però il perfetto stile Berlusconi di attaccare la magistratura, per la pubblicazione dei suoi conti correnti.

“I pm hanno violato la legge e la Costituzione, non io  – afferma sicuro -. Ma questo lo illustrerò mercoledì prossimo in Giunta per le autorizzazioni ai colleghi senatori. Magari se ne accorgeranno anche i miei silenziosi amici del Pd, che sulla giustizia hanno abbandonato la svolta garantista impressa col nostro governo e si sono buttati tra le braccia dei manettari. È chiaro il punto? Quelle comunicazioni non hanno alcun rilievo nel processo. Ma sono acquisite in modo illegittimo violando l’articolo 68 della Costituzione e vari articoli di legge”.

E incalza: “sono due anni che ascoltiamo il punto di vista dei giustizialisti, un paio d’ore per ascoltare anche me non mi sembra un dramma. Mi segua però. La questione, a questo punto, non riguarda più me. Il mio conto corrente è di dominio pubblico, le mie comunicazioni telefoniche con i miei amici comprese “che pizza comprare” e “a che ora si va alla messa” sono in rete e non le toglierai mai più. Io sono trasparente”

Alla domanda “si possono prendere soldi da regimi autoritari e stare nelle Aule parlamentari, si possono scalare i partiti con i soldi delle lobby?”, Renzi risponde: “Lei sposta il campo dalla questione giudiziaria a quella morale. Dalla giustizia all’etica. Io la seguo. Vogliamo parlare di collaborazioni con istituzioni non pienamente democratiche? Ci sono. Me lo organizza lei un confronto etico con il professor Romano Prodi su questo? Lei vuole parlare di lobby e finanziamento? Ci sono. Me lo organizza un confronto etico con D’Alema e Bersani su questo? La doppia morale di una certa sinistra è più noiosa che irritante. Quando Vasco Errani è stato condannato in appello, io l’ho difeso e mi sono schierato al suo fianco, non ho strumentalizzato politicamente perché apparteneva alla minoranza. Comunque faccio dibattiti con tutti sull’opportunità: lei organizzi, io vengo.

Ha poi ricordato De Angelis. “Lei disse: se uno ha più di 15mila euro sul conto corrente e fa politica c’è qualcosa che non torna. Si è pentito di averla detta o quella frase è una accusa su di lei oggi?. E Renzi ha risposto: “Io non alludo, dichiaro. Non la butto in caciara, rispondo. Se qualcuno pensa di trovarmi impaurito non mi conosce. Quanto alla sua domanda. In quelle ora era in atto una vergognosa campagna social per dire che io lucravo sui sacchetti di plastica, perché si riteneva che il mio governo avesse favorito una imprenditrice delle rinnovabili. E l’ho mostrata per dire che chi sta al governo non guadagna. Chi sta al Governo ha un duro, e giusto, regime di incompatibilità”.

Nega poi di votare organicamente con la destra: “Ma non scherziamo. Si riferisce forse al Senato si è votato sull’emendamento per i bus turistici colmi al 100 per cento?” precisando che “Gli amici di Italia viva al Senato hanno votato leggendo le carte, gli altri hanno commentato pensando alla politica. Non ho mai visto una crisi politica aperta sulla capienza dei bus turistici! È la strumentalizzazione di questo voto, come pure era accaduto sul ddl Zan, che dice molto della voglia dei leader di andare a votare”.

Ovvero, ad andare a votare sono: “Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte. È il loro vero obiettivo. A parole dicono alcune cose, ma nella sostanza non vedono l’ora di andare ad elezioni, chi per un motivo chi per l’altro: Letta e Conte per cambiare i gruppi parlamentari, la destra perché pensa di vincere. Gli unici che non si sono accorti del giochino sono i parlamentari del centrosinistra e dei grillini che si stanno consegnando a chi li manderà a casa un anno prima. Guardi, è come con il ddl Zan: a parole lo difendevano, poi creavano le condizioni per affrontarlo”.

Alla domanda “Se Draghi va al Colle, lei dà così per scontato il voto? Come suo primo atto scioglie le Camere?”

“Il rischio elezioni c’è con qualsiasi presidente. Se il Parlamento si sfilaccia, infatti, si vota. L’ha vista la destra? Si sta schiacciando su posizioni sovraniste, Salvini non fa l’operazione Ppe per non dare spazio a Meloni, Meloni litiga con Le Pen perché la considera troppo moderata, e non so se mi spiego. Tirano a votare, Letta e Conte glielo ho detto. Bisognerebbe pensare all’obbligo vaccinale, alla ripresa economica, al Pnrr. E invece questi stanno già facendo le liste”.

 

 

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