LETTERA DEI SINDACATI AL DIRETTORE CARCERE DI SULMONA: ”URGONO RISPOSTE SU CASI COVID E SCABBIA”

21 Settembre 2023 17:47

L'Aquila - Cronaca

SULMONA – “Egregio Sig. Direttore, Le scriventi Oo.Ss. sono qui a rappresentarLe i timori, le ansie e le incertezze operative del personale tutto di polizia penitenziaria per quanto in oggetto. Lo stesso personale ormai stremato da una pesantissima estate dovuta alle eccezionali carenze di personale che hanno portato a doppi e tripli turni ed accorpamenti di molteplici posti di servizio, così come evidenziato nella nostra nota del 18 c.m., si trova oggi ad affrontare un pericolo ancor più insidioso, la possibilità di infezioni dovute a rischio batteriologico per il mai estinto Covid-19 e per una ‘sospettata’ epidemia da Sarcoptinae, l’acaro della scabbia”.





Sono queste le parole di apertura della lettera che i sindacati Osapp, Uil, Uspp, Cgil hanno inviato al direttore della Casa reclusione Sulmona (L’Aquila), il dottor Stefano Luca Antonino Liberatore.

“È cosa nota che i primi casi di sospette ‘dermatiti’ ed ‘acarosi’ risalgano a maggio 2023, di cui il caso più grave è un detenuto che ad oggi è ricoverato presso l’ospedale cittadino da settimane, nei mesi trascorsi ci sono state ufficiose rassicurazioni sui 3 o 4 casi segnalati e che fossero non infettivi, ma dipendenti da malattie autoimmuni o da presunti morsi di insetti. Da una stima di voci non ufficiali del personale sanitario interno all’istituto i malati di ‘acarosi’ risulterebbero essere di circa 5 detenuti al Reparto verde e di circa 10 detenuti al Reparto blu, e contestualmente n. 3 casi accertati di detenuti positivi al Covid-19”, si legge nella lettera.





“Se fosse confermata questa stima, ripetiamo non ufficiale, è palese che tale dermatite, acarosi o scabbia che sia risulta essere infettiva e bisognosa di interventi seri da parte degli uffici Asl e dell’amministrazione penitenziaria, entrambi in colpevole ritardo. La gestione è ovviamente resa difficoltosa anche per il sovraffollamento in cui versa l’istituto che relativamente ai detenuti As 3 ha una capacità regolamentare di n. 200 posti, mentre gli attuali presenti sono 375, quindi siamo al 187,5% della capacità regolamentare, ciò ovviamente riduce se non rende impossibile la necessità terapeutica di isolare tanto i malati di Covid-19, quanto i malati di scabbia. Al fine di rassicurare il personale operante e la comunità tutta Le chiediamo un urgente riscontro”. Con queste parole si chiude la lettera, firmata da Tiziana Sciarra (Osapp), Gaetano Consolati (Uil), Giuseppe Mazzagatta (Uspp), Davide Tabolitzki (Cgil).

 

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