L’EX EUROPARLAMENTARE COSTA E PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA: GLI INTRECCI DIETRO LA CANDIDATURA

28 Gennaio 2021 09:48

L’AQUILA – Ha sbaragliato altre nove città finaliste, tra cui L’Aquila, aggiudicandosi il titolo di Capitale italiana della cultura 2022, il che rappresenta una grande occasione per Procida e, in generale, per tutta la Campania, ma c’è chi non è soddisfatto di questa decisione e, anzi, ha iniziato ad avanzare dei dubbi sulle modalità di selezione messe in atto da alcuni membri della Commissione esaminatrice. Non tanto per la decisione di premiare le immense potenzialità culturali e paesaggistiche dell’isola, ma per una serie di legami intrattenuti dai giudici, con noti personaggi politici e non, alcuni dei quali hanno anche ricoperto cariche istituzionali di rilievo. Prima tra tutte l’ex europarlamentare Silvia Costa.

Si legge infatti su un articolo pubblicato ieri sul quotidiano La Verità che, al momento della nomina di Procida, l’esponente del Partito democratico avrebbe “curiosamente” precisato di essere “già in contatto” con il primo cittadino di Procida Raimondo Ambrosino “con cui dobbiamo collaborare dal momento che Procida e Santo Stefano/Ventotene hanno in comune l’isularità e la presenza di un carcere […]. Possiamo essere capofila di una prospettiva strategica e interessante”.

Affermazioni, quelle dell’eurodeputata, legittime e lungimiranti nella misura in cui si consideri la vittoria come una grande occasione di valorizzazione turistica dell’isola campana, ma che “a guardare certi intrecci” priva la stessa decisione della commissione Mibact della sua neutralità originaria.

“Tanto per cominciare, a presiederla c’era Stefano Baia Curioni, professore tanto vicino alla gongolante Costa, visto che da lei (e da Invitalia, dell’ubiquo Domenico Arcuri), aveva da poco ottenuto l’incarico di presentare con un team di esperti un “documento strategico” di recupero del carcere di Ventotene”, scrive Ignazio Mangrano.




Ma non finisce qui. Stando alle parole del giornalista del quotidiano di Maurizio Belpietro, tra i membri della commissione erano presenti Cristina Loglio, che ha più volte dichiarato  di aver affiancato la Costa in diversi progetti, tra cui anche quello volto al recupero del carcere della vicina Santo Stefano, e in passato nel cda della fondazione sponsor della candidatura di Procida, e l’ex candidato dei Ds, Salvatore Adduce. Proprio quell’Adduce che, quando la città di Matera, nel 2019, ha corso per il titolo di capitale europea della cultura, era il presidente della fondazione che ne sostenne la corsa.

“Ebbene. Indovinate chi era il direttore della candidatura di Procida? – scrive ancora Mangrano – Il manager culturale Agostino Riitano, già ‘project manager supervisor’ della stessa organizzazione pro Matera che era guidata da Adduce”.

Ora. Che si parli di intrecci, vittoria meritata i semplice colpo di fortuna, la “perla del Golfo di Napoli” manterrà il titolo per tutto il 2022. Un titolo che sarà, covid permettendo, anche una grande occasione di rilancio turistico per l’intero sud Italia, grazie soprattutto alle sue bellezze naturalistiche e storiche. A prescindere dagli intrecci.

 

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