“L’INCANTESIMO DEL RE”, IL LIBRO DELL’AQUILANO MATTHEW RIVELLI CHE RACCONTA IL COVID AI BAMBINI

di Mariangela Speranza

3 Gennaio 2022 08:21

L'Aquila - Cultura

L’AQUILA – Una storia che parla della pandemia che, seppur raccontata implicitamente, diventa un pretesto da cui partire per insegnare ai più l’importanza dell’unione e dell’altruismo,

E’ quella narrata ne “L’incantesimo del re”, il libro, scritto dall’insegnante aquilano Matthew Rivelli ed edito da BookSprint Edizioni, che tra qualche tempo sarà disponibile anche nelle librerie aquilane.

Protagonista, il piccolo Marco che, spiega l’autore, “vive in un pianeta parallelo alla terra, il cui re, un appassionato di statue, lancia un incantesimo che pietrifica tutti coloro si toccano, abbracciano o semplicemente si stringono la mano. A poco a poco, il bambino rimane da solo, senza famiglia e senza amici, ma alcuni elfi, fino a quel momento sottovalutati in tutto il regno, lo aiutano a ripristinare la normalità e a trasformare tutti di nuovo in persone”.

“Tutta la vicenda – dice – deve essere interpretata, perché attua una sorta di parallelismo implicito tra fantasia e realtà, cercando di spiegare al lettore che è sbagliato sottovalutare sia le capacità dei bambini che quelle di tutti coloro che cercano di aiutarci”.

Marco, in pratica, “rappresenta tutti noi  e le sfide che oggi ci  troviamo ad affrontare”. Ad aiutarlo a sconfiggere il mostro malvagio, cioè il virus rappresentato dal re che lancia l’incantesimo sulla gente, l’elfetto Salvatore, che impersona i medici e l’intero personale sanitario e ad alcune lucine, che sono invece il vaccino e le cure mediche.

Tutti personaggi che hanno una funzione precisa e, cioè, quella di insegnare che, soprattutto nei momenti di difficoltà, unione e altruismo possono rendere chiunque, anche coloro che fino a qualche tempo prima venivano messi in secondo piano, dei veri e propri super eroi.

“La morale implicita è che non bisogna trascurare la capacità dei bambini e nemmeno quella delle persone che cercano di aiutarci e, in caso di difficoltà, fanno di tutto per riportare la situazione alla normalità”, aggiunge ancora il giovane insegnante aquilano, che ad AbruzzoWeb racconta come, circa un anno fa, il racconto sia stato ispirato da una semplice chiacchierata con il fratello Andrew, conosciuto in città per aver gestito per circa due anni, insieme ad Alfredo Specchio, il Club Circolo Tennis.

“Era da poco passato Natale – riferisce – e  una sera mi sono chiesto ‘perché non scrivere una storia rispetto alla situazione che stiamo vivendo?’. Eravamo ancora in piena pandemia e i vaccini non erano ancora stati messi a disposizione della popolazione. Sin da subito, la mia intenzione è stata quella di dedicarmi alla stesura del racconto, ma con un obiettivo fondamentale: renderlo leggero e fruibile anche per i bambini”.

Bambini a cui Matthew, nato in Australia ma cresciuto all’Aquila, insegna inglese al British Institutes del capoluogo, dove lavora ormai da qualche anno.

“E’ stato solo nel corso della stesura che mi sono accorto come il libro potesse essere adatto anche agli adulti – conclude -. In fondo si tratta di una storia che si ricollega alle difficoltà dei nostri giorni e che, proprio per questo, è in grado di interessare tutti, senza distinzioni rispetto all’età”.

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