IN AZIONE TRE MEZZI AEREI: DUE DEI VIGILI DEL FUOCO E UNO DELL'ESERCITO;
LA PROCURA APRE INCHIESTA, PRIMO SOPRALLUOGO DEL PM

L’INCENDIO SUL MORRONE NON DA’ TREGUA, POLEMICHE PER VIDEOSORVEGLIANZA KO

22 Agosto 2017 09:11

SULMONA – Brucia ancora il monte Morrone a Sulmona (L'Aquila), dove sabato è divampato un pauroso incendio e dove i vigili del fuoco stanno riscontrando numerose difficoltà a causa del vento forte che non si placa, facendo estendere il fronte del rogo, che scende sempre più a valle.

Siamo a lavoro sia da terra, con tre squadre – spiegano dal comando provinciale dei vigili del fuoco dell'Aquila – sia con i mezzi aerei: un elicottero e un canadair del 115. Sul posto è giunto anche un elicottero dell'esercito, ma la situazione resta estremamente grave, si cerca di contenere le fiamme, per evitare che arrivino a lambire il centro abitato.

Molte le abitazioni presidiate dai vigili del fuoco, che ieri sono intervenuti anche nella villa dell'ex sindaco di Sulmona Fabio Federico, interessata da un principio di incendio, subito domato.

A causa del fuoco che si avvicina alle frazioni pedemontane di Sulmona i vigili hanno ordinato l'evacuazione di una stalla dove erano ricoverati 15 cavalli da corsa. Nel frattempo sono stati potenziati i vari presidi di soccorso con 50 vigili del fuoco pronti a intervenire da terra.

Potenziata anche la pattuglia aerea: ai due canadair sono stati affiancati due elicotteri dei vigili del fuoco e uno dell'esercito.

Sul posto, ieri pomeriggio, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, insieme al presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, i quali hanno voluto rendersi conto di persona della situazione per poter prendere ulteriori decisioni qualora la situazione lo richiedesse.

Secondo il responsabile provinciale dei Vigili del fuoco, Domenico De Bartolomeo, occorreranno alcuni giorni prima che la situazione torni alla normalità perché il fronte dell'incendio è molto vasto e la zona interessata dalle fiamme si può raggiungere solo con i mezzi dall'alto.

“Attualmente il problema principale è il fumo – ha spiegato De Bartolomeo – Abbiamo chiamato il medico della Asl per verificare la salubrità dell'aria in modo che i cittadini possano prendere adeguati provvedimenti. Contro il fumo, purtroppo non possiamo far niente”.

Molte le zone della città dove le auto sono ricoperte di cenere.

In Abruzzo altri incendi sono in atto a Castel di Sangro (L'Aquila) e nel Teramano a Valle Castellana.

FUORI USO VIDEOSORVEGLIANZA DEL PARCO

“Il sistema di videosorveglianza del Parco allo stato attuale non è funzionante e, stante anche il tempo trascorso dall'acquisto, necessita di interventi di manutenzione straordinaria per quanto concerne in generale il funzionamento dell'apparato. L'importo stimato per l'intervento non è inferiore a 50mila euro”.

Così recitava nel 2015 il Piano di previsione, prevenzione e lotta agli incendi nel Parco nazionale della Majella, approvato dal Consiglio direttivo dell'Ente Parco nel luglio di quell'anno e relativo al periodo 2015-2019. L'impianto era stato fornito a seguito di appalto concorso del 2003, con un sistema fisso e/o mobile di videocontrollo ambientale per l'avvistamento di incendi boschivi, controllo faunistico e ausilio all'attività antibracconaggio.

Il sistema, di tipo mobile con due postazioni fisse, prevedeva “unità di ripresa, sia di tipo diurno (colore), che notturno/diurno (ad immagine termica)”: di giorno telecamere per l'individuazione visiva di fumo e fonte di calore, in caso di incendi anche di piccole dimensioni, mediante la sezione termica dell'apparato. Di notte in azione “principalmente la sezione termica, in grado di rilevare tanto gli incendi quanto la presenza di fonti di calore prodotte da animali, persone e mezzi”.

“Nel territorio del Parco nazionale della Majella l'attività di avvistamento a terra avverrà ad opera del personale del Corpo Forestale dello Stato e delle associazioni di volontariato – si legge ancora nel documento del 2015 – A questa si aggiunge l'attività integrativa che potrebbe essere svolta con il sistema di videocontrollo ambientale del Parco”.




Nel Piano si elencano poi gli interventi e le possibilità di finanziamento, con previsioni di spesa complessive, dettagliate per ogni categoria di intervento. Poiché per il 2015 l'Ente Parco dichiara, nel Piano, di non avere risorse in bilancio, specifica che “il quadro programmatorio individuato deve essere visto esclusivamente come strumento a disposizione da utilizzare per sensibilizzare e sollecitare tutti gli enti preposti, Ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo in primis, a farsi carico di tali spese attraverso Piani e Programmi di finanziamento da questi gestiti, oltre che a verificare la possibilità di partecipare a bandi e misure di finanziamento periodicamente pubblicati dalla Comunità Europea”.

Tra le attività da finanziare si cita appunto la “manutenzione straordinaria dell'impianto di videocontrollo ambientale”, con previsione di una centrale di videocontrollo presso il centro di visita del parco di Pizzoferrato (Chieti) e importo stimato “non inferiore a 50.000 euro”.

SOPRALLUOGO PM, C'È INCHIESTA

La Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta sul rogo del Monte Morrone e nella tarda mattinata il procuratore capo Giuseppe Bellelli ha compiuto un sopralluogo.

“Stiamo cercando le tracce e gli elementi utili a ricostruire le cause di questo incendio – ha dichiarato il magistrato – si tratta di reati gravi, come incendio boschivo doloso e forse anche di disastro ambientale, questo lo valuteremo. Di certo faremo di tutto per assicurare alla giustizia i responsabili”.

Intanto sono riprese da questa mattina presto le operazioni di spegnimento del rogo sul Morrone con l'impiego di due canadair sostituiti intorno a mezzogiorno da due elicotteri dell'Esercito e dei Carabinieri Forestali. Sempre questa mattina i carabinieri forestali hanno recuperato due fuoristrada che domenica scorsa erano rimasti bloccati tra le fiamme in località Vicenne.

Dieci persone che erano salite fino alla chiesetta di San Pietro per ricordare un loro amico escursionista scomparso nei mesi scorsi e pregare vicino alla stele che lo ricorda sono riuscite a mettersi in salvo riscendendo a valle, percorrendo il bosco dal versante opposto, raggiungendo Colle delle Vacche, dove erano attesi da squadre di soccorso, intorno alle 22.

Tra queste persone anche l'ex vice sindaco di Pratola, Costantino Cianfaglione e l'imprenditore Piergiorgio Schiavo. Nella serata di ieri alcune persone hanno avvertito fastidi per il fumo provocato dall'incendio ed una donna, A.L.G., è stata ricoverata in ospedale per problemi alle vie respiratorie.

L'ARTA MONITORA LA QUALITA' DELL'ARIA

Arta Abruzzo, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, è impegnata nelle operazioni di emergenza scattate a seguito del vasto incendio che da sabato scorso sta interessando il monte Morrone, alle porte di Sulmona.

Il vice sindaco, Mariella Olmi, si è rivolta ieri alla Regione Abruzzo per verificare la qualità dell'aria in città e il direttore generale dell'Arta, Francesco Chiavaroli, ha subito allertato il distretto provinciale dell'Aquila, competente per territorio, e il distretto provinciale di Chieti, che ha in dotazione il laboratorio mobile per il rilevamento degli inquinanti atmosferici.

Il mezzo attrezzato è stato posizionato in località Marane, nel sito individuato nel corso di una riunione tecnica, dove è stato avviato il monitoraggio delle sostanze inquinanti presenti nell'aria.

Domani saranno disponibili i primi risultati, che saranno pubblicati sul sito istituzionale www.artaabruzzo.it con la relazione tecnica esplicativa.

“Non ci dovrebbero essere problemi per la popolazione sul fronte della qualità dell'aria – commenta Chiavaroli – ma aspettiamo l'ufficialità dei dati, che come sempre sono ottenuti con metodologie scientifiche certificate e accreditate”.

“Arta è intervenuta nell'emergenza a supporto di Regione Abruzzo e Comune di Sulmona, nonostante la cronica carenza di personale e strumentazione – aggiunge – tant'è che avendo a disposizione un solo laboratorio mobile di rilevamento della qualità dell'aria per l'intero territorio regionale siamo stati costretti per motivi di urgenza a posticipare un altro monitoraggio precedentemente programmato”.

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