L’ULTIMO SALUTO A DAVID SASSOLI, LA MOGLIE: “CI HAI DIMOSTRATO CHE NIENTE E’ IMPOSSIBILE”

14 Gennaio 2022 16:49

ROMA – La bandiera dell’Ue ad avvolgere il feretro, gli applausi in basilica e la folla davanti al maxischermo all’esterno. Poi il ricordo “intimo” in Chiesa di moglie e figli con l’amico cardinale, conosciuto sui banchi di scuola, che durante la messa lo ricorda come il “compagno di classe desiderato da tutti” e come “uomo di parte ma anche uomo di tutti”. Infine, il saluto affettuoso di Sergio Mattarella ai parenti.

Ai funerali di Stato per David Sassoli cadono le formalità delle esequie solenni per far posto ad una sorta di ‘famiglia allargata” – amici, parenti, colleghi giornalisti, capi di Stato e di governo e le più alte cariche istituzionali italiane ed europee – stretta attorno al presidente del Parlamento Ue, morto ad Aviano a 65 anni, nella notte tra lunedì e martedì scorsi.

“Ci siamo cercati e trovati sui banchi di scuola, ti ho sempre condiviso con altri tra famiglia, lavoro, politica, altri luoghi e altri tempi… ho avuto una vita bella: questo mi dicevi solo due settimane fa”, le parole di Alessandra Vittorini, moglie di Sassoli, nel suo ricordo durante i funerali nella basilica di Santa Maria Maggiore degli Angeli.  L’aquilana Alessandra Vittorini, architetto, è figlia dell’urbanista Marcello Vittorini, al vertice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila dal 2015, dalla quale ha avuto due figli, Livia e Giulio.

“Sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile”, ha aggiunto.

A rappresentare l’Abruzzo oggi al funerale il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, delegato dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, di FdI.

“Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella, anche se un po’ complicata, e finirla a 65 anni è davvero troppo presto”. Questo diceva David Sassoli settimane fa quando aveva “capito già tutto”, come ha raccontato Vittorini. “Questo mi dicevi, quando noi giocavamo a nasconderci la realtà sperando l’impossibile – ha detto ancora la donna, che dopo aver letto il messaggio è stata confortata dai due figli con un commovente abbraccio – È troppo presto, per le tante cose che avevamo ancora da dirci, per il futuro che progettavamo per noi due e i nostri ragazzi. Ce le diremo ancora quelle cose, penseremo ai progetti e immagineremo il futuro. Cammineremo certi della tua presenza, che ci accompagnerà ancora ma in un altro modo, più denso e profondo. Il vuoto prodotto da una perdita può trasformarsi in pieno”.

L’ultimo “abbraccio” a Sassoli rimbalza dall’Italia all’Europa. Nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma – che da sempre ospita le celebrazioni ufficiali col rito cattolico, dello Stato italiano – arrivano poco prima di mezzogiorno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella; il premier, Mario Draghi; la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen; il
presidente del Consiglio dell’Unione europea, Charles Michel. Tra i presenti anche il premier spagnolo Pedro Sanchez.

“Ci stringiamo ad Alessandra che con Davide ha camminato, mano nella mano dai banchi di scuola, Livia, Giulio, ai suoi fratelli e sorelle e ai tanti che lo consideravano uno di noi, quasi istintivamente, per quell’aria priva di supponenza e alterità, empatica, insomma un po’ per tutti un compagno di classe. Quello che tutti avremmo desiderato e che ci avrebbe sicuramente aiutato”, il ricordo del cardinale Matteo Zuppi in un passaggio della sua omelia.

Sassoli e l’arcivescovo di Bologna erano amici fin dai tempi del liceo (il Virgilio) a Roma: il loro legame, cementato dalla comune fede cattolica, nacque sui banchi di scuola. E al cardinale non poteva sfuggire uno dei tratti più caratteristici dell’ex giornalista: “di Davide credo che tutti portiamo nel cuore il suo sorriso. Il primo modo per accogliere l’altro, senza compiacimento, semplicemente, quasi timido. Davide era un uomo di parte e anche un uomo di tutti perché la sua parte era quella della persona. Per questo per lui la politica doveva essere per il bene comune e la democrazia sempre inclusiva, umanitaria e umanista. Ecco perché voleva l’Europa unita e con i valori fondativi che ha servito perché le sue istituzioni funzionassero”.

Prorio l’Ue è stata il filo conduttore dei vari interventi in Chiesa. A partire dalle parole, citate da Livia la figlia di Sassoli, scritte dallo stesso padre a Natale, qualche settimana prima della sua morte.

“I doveri delle istituzioni europee di proteggere i più deboli e di abbandonare l’indifferenza – questo il suo messaggio – rappresentano la nostra sfida, quella di un mondo nuovo che rispetta persone, natura e crede in una nuova economia basata non solo sul profitto di pochi ma sul profitto di tutti. La speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno e quando non alziamo muri davanti ai nostri confini”.

Dimensione pubblica e privata, passioni e lavoro, vanno quasi a confondersi per il mezzo busto (prima) e il politico (poi) che non si era mai sottratto al confronto con gli altri.

Di “famiglia allargata” parla il figlio, Giulio Sassoli che descrive il padre con tre parole: “Dignità, passione e amore. Buona strada papà e mi raccomando giudizio”.

Avvolto dalla bandiera Ue – una sorta di bussola per la vita di Sassoli – il feretro ha raccolto applausi dentro alla chiesa (300 le persone ammesse) e nel piazzale esterno dove è stato caricato sul carro funebre diretto a Sutri (Viterbo) paese amato dal parlamentare Ue dove sarà tumulato.

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