LUNGO IL CAMMINO ROMANTICO DI EDWARD LEAR:
PRESENTATO A L’AQUILA LIBRO SU GERACE

EVENTO A PALAZZO ALESSANDRI NEL CAPOLUOGO PER RISTAMPA VOLUME DEDICATO AD ANTICHISSIMO BORGO CALABRESE, A FIRMA DI SALVATORE GEMELLI, MEDICO E DOCENTE SCOMPARSO NEL 1988

19 Luglio 2021 22:07

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Un luogo lontano, Gerace, perla mediterranea della Locride in Calabria “piena di palazzi bellamente situati”, che sembravano “essere sistemati e colorati apposta per gli artisti” e “meravigliati da tanti panorami”. Gerace che lungo il cammino del gran tour di metà ottocento di Edward Lear, ha un nesso inaspettato con l’Abruzzo e L’Aquila. Due città accomunate infatti dalle devastazioni del terremoto e dal loro essere risorte, più belle e forti di prima, in dialogo intimo con la natura che le circonda, guardando al futuro a far leva sulla loro storia e sul patrimonio artistico.

Plurime le chiavi di lettura che ha regalato, nel cortile seicentesco del ricostruito palazzo Alessandri, in corso Vittorio Emanuele a L’Aquila, la presentazione della terza ristampa di “Gerace Paradiso d’Europa”, opera  del 1983 dell’indimenticato Salvatore Gemelli, medico chirurgo, primario ospedaliero con specializzazioni in cardiologia e geriatria, e professore universitario, apprezzato e stimato uomo di cultura, scomparso nel marzo del 1988, a soli 48 anni, lasciando un segno indelebile anche fuori dai confini della Calabria.

Un omaggio alla sua terra, la Locride, ma che trascende, per la felicità di scrittura e profondità di osservazione e pensiero, ogni confine, e parla anche all’Aquila e ai suoi borghi in ricostruzione, presentato oggi da uno dei quattro figli, l’avvocato Paolo Maria Gemelli, che ha legami molto forti con il capoluogo abruzzese. Al suo fianco l’avvocato Francesco Maria Spanò, che ha curato la postfazione della terza ristampa, a cura della casa editrice Cangemi, e ancora dagli avvocati aquilani  Alessandra Lopardi e Riccardo Lopardi, alla presenza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. A moderare il giornalista e saggista Salvatore Santangelo.

L’iniziativa è stata sostenuta dall’associazione Tratturo magno 4.0 di cui è presidente il costruttore Danilo Taddei. A completare questo viaggio nella bellezza, la mostra fotografica virtuale della fotografa canadese Cindi Emond, “For all the ‘I Love You’s’ we forgot to say” sulle terre pastorali dell’Abruzzo, affiancata dalla mostra virtuale di litografie di Edward Lear.

“Quando questo libro è nato – ha detto Gemelli – io avevo 12 anni,  e ancora fa parlare di sé, ha ancora molto da raccontare. A partire dalla finestra del reparto di geriatria da cui si affacciava mio padre, aperta sul mare Jonio.  Siamo qui anche a celebrare la vicinanza storica tra L’Aquila e Gerace, lungo il camino dei viaggiatori romantici, come Lear, coloro che hanno di fatto inventato il turismo. Un gemellaggio che viene rinnovato oggi, dalla grande amicizia, che mi lega, io di Gerace, a tante persone di questa terra. E’ importante la consapevolezza dei luoghi, della bellezza, di quello che hanno da raccontare. La consapevolezza è la vera nemica dell’ignoranza, parlando della mia terra anche la vera arma contro la criminalità organizzata”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Biondi “ci sono molti punti in comune tra L’Aquila e Gerace. Da una parte un capoluogo di Regione, dall’altro un paesino della Locride di 2500 abitanti. Entrambe hanno subito terremoti devastanti, entrambe sono stati nei secoli città di contaminazione e di incontri, ricche e potenti, come testimonia questo palazzo che nel suo cortile ci ospita. Attraverso la riscoperta dei piccoli luoghi si riscopre un pezzo di memoria e identità, Gerace è per noi di ispirazione, perché parla di un modello di decentramento, di smart land, di riaffermazione della centralità dei piccoli borghi, di cui L’Aquila, nel suo territorio di area vasta, è baricentro”.

L’avvocato Riccardo Lopardi ha ripercorso a volo d’angelo l’incontro del viaggiatore Lear con L’Aquila, di cui “ apprezzò i palazzi, vestigia di una  grandezza passata, la gentilezza e l’ospitalità degli abitanti, rimase commosso dalla basilica di Collemaggio e dalla sua grandiosa solitudine, pensò che San Domenico fosse, come si credeva all’epoca, il palazzo di Federico II, rimase folgorato dalla rocca di Calascio e dal castello di Celano, si soffermò sui campi palentini, teatro della grande battaglia di Tagliacozzo tra i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo I d’Angiò”.

L’avvocato  Spanò ha confermato che “ho rivisto molto della mia Gerace qui a L’Aquila, accomunate da una visione che suscita meraviglia. ‘Qui le pietre sono più importanti degli uomini’, ha detto un contadino dopo il recente sisma delle Marche, una riflessione illuminante per prendere consapevolezza di quanto in certi luoghi la storia secolare sia preponderante”.

“Nel libro di Gemelli  – ha aggiunto – rivive lo spirito dei grandi viaggiatori dell’ottocento, che non venivano solo a toccare con mano la tradizione classica, ma ad ammirare la natura, il paesaggio e la sua forza. E ad accomunare Gerace e L’Aquila è proprio la natura che le circondano, come pure i terremoti che hanno subito e da cui si sono risollevate. Gerace ha come simbolo lo sparviero, e come L’Aquila diventò ricca e potente  per la sua posizione strategica come crocevia di commercio”.

Alessandra Lopardi, psicologa oltre che avvocato, ha chiosato: “la nostra città sta vivendo una  fortunata ricostruzione, ma ha bisogno di relazioni e cultura, che riassorbano la diaspora. questo evento va nell’auspicata direzione.  Una amica restauratrice mi ha confidato che nel lavorare al restauro dei beni architettonici aquilani, le energie passano dal cuore alle mani. Gerace e L’Aquila sono accomunate da una bellezza catartica, questo libro, che ho letto due volte, mi ha fatto vivere con gli occhi infantili la bellezza di un luogo lontano, eppure prossimo”.

LA DIRETTA

 

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