M5S, GIARRUSSO: “ECATOMBE ELETTORALE, SCELTE SUICIDE A L’AQUILA, PALERMO, MESSINA, OVUNQUE”

17 Giugno 2022 20:15

Italia - Politica

ROMA – “Il cerchio tragico di Conte non si sta assumendo la responsabilità di un’ecatombe elettorale senza precedenti, anzi punta il ditino dopo aver promosso scelte suicide a Palermo, Messina, L’Aquila e ovunque: onestamente al di là delle possibili scissioni credo che non ci sia un gran futuro per il fu M5S, e per questo a breve presenterò il mio Movimento federativo, che riserverà belle sorprese a chi ha davvero voglia di partecipare”.

Non usa mezzi termini l’europarlamentare Dino Giarrusso che, tra le altre cose, a commento dello scontro fra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, parla di “un brutto spettacolo, una lotta per il potere interno, frutto marcio dei veleni contro cui combatto da anni e che mi hanno costretto ad andar via”.

“Di Maio era un accentratore, e aveva iniziato – sbagliando – a perdere il contatto con la base creandosi un cerchio magico rinchiuso nel palazzo. Conte paradossalmente è riuscito a fare di peggio: ha esautorato completamente la base da ogni decisione, ha distribuito poltroncine ai fedelissimi, calando dall’alto tutti i ruoli previsti da uno Statuto che si è scritto da solo, su misura per un partito personale e autocratico, senza alcuna parvenza di democrazia diretta. Facilitatori nazionali e regionali almeno li avevamo votati, tanto per fare un esempio, mentre adesso Conte nomina personalmente pure l’addetto ai caffe’. E’ un tradimento dei valori del M5S che sarebbe gia’ triste in se’, ma diventa ridicolo se pensiamo che mentre si uccide la partecipazione della base e si scippa agli iscritti ogni potere decisionale, si ha la faccia tosta di glorificare la democrazia diretta e l’importanza dei territori”, continua Giarrusso.

“Il governo Draghi sta facendo il contrario dell’interesse dei cittadini, per esempio sul bonus 110, gettando sul lastrico migliaia di imprese. Ma al di là delle parole di circostanza, sia Conte che Di Maio vogliono restare al governo e ci resteranno. Lo scontro di potere è legato ai nomi dei referenti regionali e al terzo mandato, non ad altro”.

“È vero che c’è un violento odio interno: l’ho subito per anni e sorrido quando sento i lamenti proprio di chi lo ha creato”.

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