L’AQUILA – Circa un sesto della popolazione italiana negli anni Novanta è entrata in contatto con il famosissimo scherzo “della lavatrice” a Mario Magnotta, che si è diffuso con meccanismi di vitalità impensabili ai tempi, tanto da poter considerare l’ex bidello aquilano il primo “influencer” della storia.

È quanto emerso nel convegno scientifico-culturale “Magnotta: viralità spontanea che anticipa l’era degli influencer”, organizzato dall’Associazione Culturale Residenti nei Centri Storici 3:33, di cui è presidente il fisico aquilano Mirko Rocci, che si è tenuto nei giorni scorsi presso la sala Ipogea dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila.

Obiettivo della manifestazione offrire al pubblico una chiave di lettura innovativa e analitica del fenomeno, legando la viralità e l’”influencerismo” dell’era analogica alle dinamiche tipiche della società digitale contemporanea.

Durante il dibattito, moderato, dal giornalista Rai Alberto Orsini, sono intervenuti il sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, collegato da Brest (Francia), che ha condiviso saluti istituzionali ricchi di aneddoti e spunti storici; la consigliera comunale Claudia Pagliariccio, presente su delega dell’assessore Roberto Santangelo; Federico Fioriti di CTE; il produttore di Duende Film, Stefano Bacchiocchi, e ancora analisti, psicologi, divulgatori, comunicatori e altri professionisti hanno tracciato un profilo della vittima dello scherzo, scomparsa nel 2008, ma anche degli autori, i ristoratori aquilani Maurizio Videtta e Antonello De Dominicis, entrambi presenti in sala.

Tra loro e la figlia di Magnotta, Romina, alla prima uscita pubblica dopo anni di oblio per sfuggire a derisioni sfociate anche in bullismo, si è svolta una storica  pacificazione: i due burloni hanno ribadito che lo scherzo era destinato a rimanere riservato e fu reso pubblico da ignoti che rubarono le cassette registrate.

Romina Magnotta si è detta ora più serena “e consapevole dell’affetto che anche tramite gli scherzi circonda lei e la figura di suo padre da tutta Italia”.

Sono stati esaminati, anche con simulazioni numeriche e analisi psico-sociologiche, i meccanismi della viralità spontanea, nata in assenza dei social network, per identificare gli elementi che hanno reso possibile un successo così esteso e duraturo – ingredienti che proprio oggi possono risultare determinanti a chi si occupa di comunicazione, social media e cultura pop.

Altro motivo di interesse del convegno, l’inserimento di alcuni momenti nel documentario in corso di realizzazione “semplice cliente”, prodotto duende film di Stefano Bacchiocchi per la regia di Alessio de Leonardis, entrambi presenti in sala.

Uno dei momenti più iconici dell’evento è stato l’ingresso a sorpresa dell’attore che interpreta Mario Magnotta nel documentario, nelle stesse vesti dell’intervista più nota “I Fatti Vostri” di Fabrizio Frizzi dei primi anni ‘90 dell’indimenticato bidello.

Il presidente Rocci, fisico, ideatore e organizzatore dell’evento, ha introdotto l’incontro ripercorrendo la storia dello scherzo, soffermandosi sulla sofisticata architettura dello stesso, sull’imponente opera di ingegneria sociale applicata inconsapevolmente dagli autori e sulla sostanziale differenza tra la condivisione rapida dei contenuti digitali di oggi e la duplicazione di audiocassette nell’era analogica.

Fondamentali sono stati gli approfondimenti del divulgatore scientifico Andrea Palladino, che ha mostrato una dettagliata analisi numerica comparativa sulla viralità pre-social e digitale, con cenni e parallelismi alla persistenza delle fake news, e dello psicologo e scrittore Enrico Chelini, che ha indagato le dinamiche emotive e psicologiche sottese al caso Magnotta. Samuele Comandini, in arte “Zio Command”, ha tracciato un efficace confronto tra influencerismo di ieri e quello di oggi, restituendo al pubblico strumenti per comprendere quanto la viralità sia un fenomeno trasversale alle epoche.

L’evento si è concluso con la consegna delle targhe commemorative a relatori e protagonisti, insieme a un omaggio gentilmente concesso da BIO Profumeria Aquilana in edizione speciale, a testimonianza della gratitudine dell’associazione verso chi ha permesso la riuscita dell’evento.

Particolarmente apprezzato anche il momento dedicato alla solidarietà, con la presenza, sul piazzale dell’Emiciclo, di un gazebo dell’Associazione Nazionale Trapiantati di Rene (ANTR), grazie alla
testimonianza di Maurizio Videtta, autore dello scherzo e trapiantato di rene, che da anni è impegnato in attività benefiche legate al tema della donazione degli organi. A sostegno delle attività dell’ANTR, durante i saluti istituzionali sono stati invitati a intervenire: Fabio Vistoli, direttore del Centro Trapianti e Chirurgia Universitaria, e Daniela Maccarone, responsabile del Centro Regionale Trapianti Abruzzo e Molise.

“Questa giornata non è stata una celebrazione di Mario Magnotta come personaggio, bensì una condivisione di testimonianze e approfondimenti scientifici sui meccanismi alla base del successo dello scherzo telefonico più famoso d’Italia – ha dichiarato Mirko Rocci – Ciò che resterà impresso, oltre all’approccio nuovo al tema, è la dimensione profondamente umana vissuta insieme: la commozione di Romina Magnotta di fronte al ricordo del padre, la capacità dei protagonisti di andare oltre il mito e aggiungere un nuovo tassello di verità e rispetto a una vicenda entrata nell’immaginario collettivo. Abbiamo fornito al pubblico una visione originale del fenomeno che unisce generazioni, lasciando spazio al sorriso, al ricordo, ma anche alla riflessione e alla solidarietà”.

“Da ricercatore e da aquilano, auspico che tutto questo possa diventare oggetto di uno studio accademico strutturato, in particolare di un dottorato di ricerca multidisciplinare sulle dinamiche della viralità analogica e della sua proiezione nel digitale, in collaborazione con le università del territorio, affinché la memoria collettiva di uno scherzo ‘amatoriale’ diventi patrimonio universale e strumento di comprensione e crescita culturale”.