“MALAFFARE MUNICIPALE ROMA”: SPUNTA NOME MARSILIO, “DISGUSTOSA TECNICA SCANDALISTICA”

23 Novembre 2020 18:07

L’AQUILA – “Non ho fatto altro che esercitare il mio diritto/dovere di accedere agli atti, pretendere trasparenza e informazioni su una procedura pubblica sospetta di irregolarità e finisco nel calderone come se stessi abusando della mia funzione, secondo l’autore del servizio, chiedendo e ottenendo favori per ‘accelerare pratiche’ di mio interesse”.

Sono le parole del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio che, in merito all’inchiesta sul “malaffare che si nasconde nel Corpo di Polizia Municipale” di Roma Capitale, della trasmissione “Report”, che andrà in onda stasera alle 21,20 su Rai Tre, si dicefrancamente molto disgustato da questa tecnica scandalistica, che lasciando sospesa a mezz’aria un’illazione e un accostamento obliquo, serve a dare il condimento giusto a un’inchiesta che – almeno sul mio nome – non ha nulla da dire”.

“Da questa mattina si annuncia che durante la trasmissione emergerà il mio nome citato nel corso di una telefonata intercettata tra Comandanti del Corpo stesso”, spiega Marsilio.

Nell’inchiesta di Report come annunciato da “Repubblica” in un articolo di Daniele Autieri, autore del servizio in onda stasera, vengono riportate alcune intercettazioni inedite che ricostruiscono il rapporto tra Angelo Giuliani, il controverso ex- comandante finito sotto processo per corruzione,  e l’attuale comandante Stefano Napoli,  nominato nello scorso luglio dalla sindaca Virginia Raggi. “Dialoghi nei quali l’allora comandante Giuliani chiede a Napoli di accelerare le pratiche che interessano politici e imprenditori. Tra loro anche Marco Marsilio, allora deputato, poi fondatore di Fratelli d’Italia insieme a Giorgia Meloni, oggi presidente dell’Abruzzo”, si legge nell’articolo, e ancora: “Corruzione, conflitti di interesse, abuso di potere, violenza. Tutto questo sopravvive all’interno del Corpo di polizia locale di Roma capitale, uno dei più grandi d’Europa, con oltre 6mila agenti operativi e competenti sui settori più disparati, dal commercio all’edilizia, dalla sicurezza all’applicazione delle misure anti- Covid”.




“La notizia rimbalza sui siti e sui social, assume subito i contorni del politico intrallazzone che chiede (e ottiene) ‘favori’ e ‘aiuto’. Poi viene pubblicato l’audio, che almeno mi permette di capire e togliermi la curiosità di quali ‘favori’ avessi mai chiesto. Ascoltato l’audio, non posso che rimanere basito”, sottolinea Marsilio.

“Si parla di una vicenda del settembre 2011: nove anni fa – ricorda il governatore – Di una telefonata che l’allora Comandante in capo effettua verso il comandante del I Gruppo, nella quale Giuliani chiede a Napoli di fornirgli una relazione che l’ispettorato edilizio della Pm e l’ufficio tecnico del Municipio avevano effettuato mesi prima su un fabbricato in via del Vantaggio sottoposto a lavori di ristrutturazione. Ho faticato non poco a ricostruire l’episodio, e tuttora ammetto di non ricordare con precisione tutti i contorni di una vicenda così lontana nel tempo e così marginale. Ma quello che posso sicuramente dire è questo: a via del Vantaggio vi è un fabbricato di proprietà della Comunità ebraica, utilizzato per scopi sociali, da molto tempo in degrado e sostanziale disuso, che sin dal 2005 è oggetto di un Accordo di Programma con il sindaco Veltroni per la sua riqualificazione; il locatore dell’immobile nel corso del 2011 conduce i lavori di ristrutturazione, a causa dei quali il Comune riceve diverse segnalazioni ed esposti, che portano all’apertura di un’inchiesta per abusi edilizi, in particolare nella cantina trasformata in spa (da quel che mi consta, finita pressoché nel nulla, essendo l’albergo tuttora aperto); anche il sottoscritto riceve da un residente del posto la richiesta di ‘vederci chiaro’ per opere che riteneva irregolari. Mi rivolgo quindi alla Polizia Municipale per avere documentazione utile a capire se la segnalazione è meritevole o no di attenzione”.

“Questo ‘accesso agli atti’ va a rilento, sollecito più volte il Comandante che, evidentemente in imbarazzo per il ritardo e la scarsa trasparenza degli uffici nel fornire quanto richiesto, chiama il comandante del I Gruppo, Napoli, per ottenere una risposta, non sapendo più cosa dire alle insistenti richieste del sottoscritto tese a ottenere documenti chiusi in un cassetto per motivi poco chiari. Sarebbe questo il ‘favore’ richiesto? L’aiuto che il Comandante della PM fornisce al ‘politico’ di turno per chissà quali biechi interessi privati?”, chiede Marsilio.

Per il presidente della Regione, se l’inchiesta “fosse dotata di onestà intellettuale, dovrebbe semplicemente registrare il fatto che un rappresentante del popolo chiede a chi di dovere di fornire documenti e informazioni in possesso dei suoi uffici, al fine di esercitare funzioni di controllo e di sindacato ispettivo che rientrano nelle sue prerogative. Senza opacità, con il massimo della trasparenza”.

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