MALATTIE NELL’ANTICHITA’: L’AQUILANO LUCA VENTURA TRA I PROTAGONISTI DEL VI MEETING PALEOPATOLOGIA

17 Giugno 2021 08:24

L’AQUILA – Due giorni importante quella del 18 e 19 giugno per il settore della paleopatologia, con il VI Meeting del Gruppo Italiano di Paleopatologia (GIPaleo), l’appuntamento annuale che riunisce gli esperti italiani del settore. Il convegno avrà luogo sulla piattaforma Zoom e sarà successivamente riproposto su Facebook.

Il GIPaleo, gruppo di studio della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica – Divisione Italiana della International Academy of Pathology (Siapec-Iac), è diretto dal professor Luca Ventura, anatomopatologo dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila e Perito Medico della Sacra Lipsanoteca dell’Arcidiocesi Aquilana.

L’evento, patrocinato dall’Università degli Studi dell’Insubria e dal Comune di Varese, grazie al sostegno della onlus Fondazione Comunitaria del Varesotto e della Fondazione Cariplo col supporto della Società Storica Varesina, è stato organizzato dal Centro di Ricerca in Osteoarcheologia e Paleopatologia dell’Università dell’Insubria ed avrebbe dovuto svolgersi a Varese nel 2020.

A causa della pandemia l’incontro è stato posticipato di circa un anno ed infine organizzato per via telematica.

Il programma scientifico prevede 31 comunicazioni orali e 7 poster. Tra gli interventi in programma spiccano gli importanti contributi sui tumori nell’Antichità. In particolare, saranno illustrati casi risalenti ad epoca imperiale romana, al medioevo toscano, al periodo rinascimentale Napoletano ed al primo Novecento, a dimostrazione che il cancro non è una malattia ad esclusiva dell’era contemporanea.

A coprire l’intero spettro della patologia umana, ulteriori contributi su malattie degenerative come arteriosclerosi, obesità ed osteoporosi, sulle malformazioni feto-neonatali, sulle malattie infettive. Interessanti relazioni riguarderanno inoltre l’archeoantropologia, illustrando il recupero dei resti umani in scavi archeologici sul territorio nazionale ed all’estero, le indagini scientifiche su reliquie di Santi e Beati, tra le quali una riguardante il “nostro” Jean Bassand conservato nella Basilica di Collemaggio, e la bioetica dei resti umani.

 

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