MANGIARSANO: L’IMPORTANZA DEL VEGETARIANISMO, MA ATTENTI A EQUILIBRI

Autore dell'articolo: Daniele Percossi*

11 Marzo 2013 08:32

L’AQUILA – Il vegetarismo, detto anche vegetarianismo o vegetarianesimo, è una forma di alimentazione che esclude il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale principalmente per motivi etici.

Tra le diverse filosofie di comportamento vegetariano primeggiano i latto-ovo-vegetariani, che escludono carne, pesce e volatili, e i vegani, i quali escludono dalla loro alimentazione non solo carne, pesce e volatili, ma anche i latticini, e qualunque altro prodotto di origine animale.

Le ragioni etiche del vegetarismo scaturiscono dalla tesi secondo la quale agli animali, essendo similmente all’uomo degli esseri senzienti, ovvero capaci di provare emozioni quali gioia o dolore, dovrebbero essere riconosciuti i medesimi diritti alla vita e alla libertà che la società riconosce agli esseri umani.

Altra motivazione che sta spingendo sempre più persone ad avvicinarsi a questo modello alimentare è di natura ecologista.

Questo in relazione all’enorme impatto ambientale che ha avuto il consumo crescente di carne negli ultimi decenni.

Basti pensare che la produzione di carne è la prima consumatrice di terra. L’allevamento consuma, infatti, il 70 per cento di tutte le terre agricole, il 30 per cento di tutta la superficie terrestre. Il 70 per cento di quella che era la foresta amazzonica è diventato ormai pascolo o coltivazioni per alimentazione animale. Per non parlare poi delle migliaia di litri di acqua necessari alla produzione di un solo chilo di carne.

Indipendentemente dalle motivazioni che portano a scegliere un’alimentazione di tipo vegetariano, il fenomeno è sicuramente in netta espansione.






In Italia i vegetariani, sono ben il 10 per cento con il primato europeo, superati a livello mondiale solo dall’India dove la percentuale sale addirittura al 40 per cento. Dal punto di vista della salute non si può negare che una dieta vegetariana appropriatamente pianificata dal punto di vista sia dei macro che dei micronutrienti, sia particolarmente benefica ed in grado di prevenire, se non addirittura curare, numerose patologie cronico-degenerative tipiche della società moderna.

Se la scelta vegetariana può essere quindi ampiamente condivisa da un punto di vista etico, non vanno però trascurati i danni ai quali l’organismo può facilmente andare incontro attraverso le carenze nutrizionali che sono tipicamente presenti in soggetti vegetariani inesperti.

I problemi di salute che spesso si riscontrano nei vegetariani sono dovuti a carenze di proteine, acidi grassi omega 3, vitamina D, calcio e di vitamina B12.

Questi sono, infatti, definiti nutrienti critici per i vegetariani e devono essere introdotti nelle giuste quantità attraverso la scelta degli alimenti che ne contengono quantità adeguate.

La carenza di vitamina B12, solo per fare un esempio, crea seri problemi al sistema nervoso centrale ed anemia; non esiste nessun alimento di origine vegetale che ne contenga adeguate concentrazioni. In questo caso il ricorso ad un integratore di vitamina B12 risulta l’unica scelta possibile, soprattutto in Italia dove è veramente difficile reperire alimenti fortificati.

Queste evidenze testimoniano come il ruolo del nutrizionista, esperto anche nell’elaborazione di diete vegetariane, possa consentire a persone in tutti gli stadi della vita, inclusi gravidanza, allattamento, infanzia e adolescenza, di sposare bene la propria scelta etica con tutti i vantaggi salutistici che solo una dieta vegetariana equilibrata e personalizzata può dare.

* biologo nutrizionista www.danielepercossi.it

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