OMESSA MANUTENZIONE VIADOTTI A25: INDAGATI VERTICI STRADA DEI PARCHI

11 Novembre 2020 19:25

PESCARA –  Omessa manutenzione di alcuni viadotti dell’autostrada A25, che avrebbe messo “in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti autostradali”. Per questi motivi i vertici di Strada dei Parchi Spa, tra cui il presidente del Cda, Lelio Scopa, e l’amministratore delegato, Cesare Ramadori, sono indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Pescara relativa ai lavori di manutenzione dell’A25. In sette sono indagati, a vario titolo, in concorso tra loro, per inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.

I viadotti in questione sono quelli denominati “Popoli”, “Bussi”, “Gole di Popoli” e “Svincolo di Bussi”. Delle indagini, nate nel 2018 da un esposto di un’associazione ambientalista, si sono occupati i Carabinieri Forestali di Pescara. Oltre a Scopa e Ramadori, sono indagati il direttore generale di esercizio, Gino Lai, il direttore operativo, Marco Carlo Rocchi, il direttore tecnico, Gabriele Nati, il predecessore, Mario Bellesia (in carica fino a ottobre 2017) e il responsabile settore Viabilità, Manutenzione e Ambiente, Marco Pellicciardi. In particolare, si legge nell’avviso di conclusione indagini, gli indagati non avrebbero eseguito i dovuti interventi di manutenzione, non avrebbero fornito al ministero le informazioni necessarie alla verifica degli interventi eseguiti e, di conseguenza, “facevano mancare opere necessarie a un pubblico servizio, non assicurando la funzionalità e l’esercizio in sicurezza dell’infrastruttura A25 Torano-Pescara; segnatamente – si legge – contribuivano alla diminuzione delle condizioni di sicurezza” di quattro viadotti. Inoltre avrebbero messo “in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti autostradali, mantenendo in pieno esercizio” gli stessi viadotti.

Gli indagati, si legge ancora, “non eseguivano i dovuti interventi di manutenzione ordinaria, sia predittivi (impermeabilizzazioni, protezioni anticorrosive, verniciature, corretta regimazione delle acque di piattaforma ecc.) sia di riparazione, tesi a salvaguardia, conservazione e ripristino delle opere d’arte, costituite da pile, impalcati, solette e strutture in genere dei viadotti dell’A25 Torano – Pescara, tra i quali anche i viadotti Popoli, Bussi, Gole di Popoli e Svincolo di Bussi”. Gli effetti dei mancati interventi consistono in “avanzati stadi di degrado manutentivo”. Gli indagati, inoltre, “fornivano al ministero Infrastrutture e dei Trasporti informazioni e dati insufficienti e generici, sia in sede di programmazione annuale sia in sede di rendiconti consuntivi, in guisa da non consentire al personale del ministero di verificare entità e tipologia degli interventi di manutenzione ordinaria programmati ed eseguiti”. Fatti commessi “almeno dal novembre 2009, con consumazione ancora in atto nel mese di novembre 2020”. A causa di tali condotte, “mettevano in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti autostradali, mantenendo in pieno esercizio” i quattro viadotti. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Luca Sciarretta.




“Apprendiamo dalla stampa che anche la Procura di Pescara, dopo quella di L’Aquila, ha concluso le indagini, condotte in questo caso dai Carabinieri-Forestali e avviate a seguito del nostro esposto del settembre 2018, sullo stato di manutenzione delle autostrade A24 e A25. Anche in questo caso le ipotesi di reato sono gravissime. Due anni fa avevamo svolto numerosi sopralluoghi al di sotto dei viadotti di A24 e A25 presi a campione e avevamo realizzato un’accurata analisi dei dati economici su investimenti su manutenzione ordinaria e straordinaria da cui emergevano gravissime criticità, molte delle quali inequivocabili”, si legge in una nota del Forum H2O, SOA e Nuovo Senso Civico: “Il tutto per un’autostrada costosissima per gli utenti. Pile dei viadotti e impalcati con ferri scoperti e cemento che si sbriciolava sotto alle nostre dita, con animali domestici e selvatici, da orsi a vacche, che entrano periodicamente sull’autostrada con gravissimi rischi per l’incolumità degli automobilisti. Per questo presentammo un corposo dossier a 9 procure tra Abruzzo e Lazio, con tanto di immagini drammatiche.

“Ovviamente il percorso penale di questa inchiesta farà il suo corso per valutare le eventuali responsabilità. Restano i fatti e le problematiche enormi, sottaciute da troppi soggetti, pubblici e privati. Ricordiamo le accuse nei nostri confronti proprio da Strada dei Parchi che negava pure davanti all’evidenza. Purtroppo dobbiamo constatare che permane una diffusa mancanza di trasparenza attorno a infrastrutture fondamentali per la vita dei cittadini.  I dati sulla gestione dovrebbero essere resi pubblici proattivamente dal Ministero perché i cittadini hanno il diritto di sapere se e come sono spesi i soldi su infrastrutture pubbliche date in concessione ai privati che ci lucrano”, concludono le associazioni.

Segue…

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