MARE ABRUZZO: GOLETTA VERDE, 4 PUNTI SU 8 INQUINATI. MONITORAGGIO NAZIONALE ACQUE, REGIONE ULTIMA

3 Agosto 2022 13:19

Pescara - AbruzzoGreen

PESCARA – Sono 4 i punti su 8 campionati sono oltre i limiti di legge   in Abruzzo.

Lo ha reso noto Legambiente oggi presso il porto turistico di Pescara dove si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei risultati delle analisi microbiologiche eseguite da Goletta Verde lungo le coste dell’Abruzzo.

Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio. Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare. Quattro in tutto i punti oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde.

Sulla qualità delle acque abruzzesi interviene oggi anche la  consigliera regionale Sara Marcozzi, di Insieme per il futuro che spiega “L’Abruzzo è la regione ultima in classifica sulla qualità delle acque di balneazione italiane. È questa la fotografia che emerge dall’analisi dei dati del quadriennio 2018-2021 che hanno portato a stilare una graduatoria che ci vede come fanalino di coda a livello nazionale. Un dato su cui è necessario fare chiarezza e su cui interrogherò la Giunta regionale in Consiglio, per andare a fondo su una questione fondamentale per la salute dei cittadini”.

Il riferimento è al report del monitoraggio condotto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, la rete che coordina le varie agenzie regionali per l’ambiente presenti sul territorio nazionale

A livello nazionale anche quest’anno sono numerose le regioni in cui oltre il 90% di acque è nella classe eccellente; sommando anche le buone, si arriva a livello nazionale al 94%.

I controlli sulle acque di balneazione riguardano anche laghi e (in pochi casi) fiumi, dove alcune regioni raggiungono il 100% di acque eccellenti. In particolare la Puglia ha, appunto, il 99% di acque eccellenti, la Sardegna il 97,6% e la Toscana il 96%.

Seguono Emilia-Romagna con il 93,8% di acque eccellenti, Veneto con il 91,4%, Friuli- Venezia Giulia con il 90,9%.

Tra le regioni che hanno oltre l’80% di acque eccellenti ci sono: Marche (89,8%) Basilicata (86,7%), Liguria (86,3%) , Calabria (85,5%), Lazio (84,1%), Molise (83,3%), Campania (82,8%) e Sicilia (80,6%).

In fondo alla classifica c’è l’Abruzzo con il 71,9%.

LA NOTA DI LEGAMBIENTE 

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Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio. Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare.

La metà dei punti campionati, quattro, sono risultati oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde: inquinato il punto presso la foce del Vibrata al confine tra i comuni di Martinsicuro (Teramo) e Alba Adriatica (Teramo); inquinati anche il punto presso la foce del Saline tra i comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo nella provincia di Pescara e il punto a mare di fronte la foce del fiume Feltrino nel comune di San Vito Chietino (Chieti), in località Marina di San Vito. Unico punto giudicato fortemente inquinato quello presso la foce del fiume Alento a Francavilla a mare (Chieti).

Le foci di fiumi e torrenti che sfociano in mare sono ancora il tallone d’Achille delle coste abruzzesi in quanto spesso veicolo di cariche batteriche con elevate concentrazioni che minacciano la salubrità delle acque marino costiere. Un problema, quella della scarsa o assente depurazione, che arriva dall’entroterra ma che reca danni alle attività dei comuni lungo la costa.

Comuni che devono prestare più attenzione anche all’informazione ai bagnanti: in nessuno degli otto punti campionati dai volontari di Legambiente è stata avvistata la cartellonistica relativa alla qualità delle acque che dovrebbe essere obbligatoria ormai da diversi anni. Per di più in due delle tre foci monitorate manca anche il divieto di balneazione, altro elemento importante per avvisare le persone dei potenziali pericoli lungo la costa.

“Il fatto che almeno un punto nelle tre province della regione Abruzzo, analizzato dai volontari di Legambiente, ha ricevuto un giudizio negativo non può far altro che alzare ancor di più l’asticella dell’attenzione sullo stato dei mari che bagnano le nostre coste – commenta Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. In particolare occorre migliorare il livello di depurazione dei reflui che dalle foci dei fiumi e dei torrenti sfociano in mare. Il mare e il turismo sono degli asset fondamentali per tutto l’Abruzzo e dobbiamo necessariamente accelerare sul miglioramento della depurazione e sistemazione dei nostri impianti in modo da fare il salto di qualità richiesto”.

“Con le nostre analisi delle acque, prelevate e campionate in punti critici, non ci vogliamo sostituire al lavoro delle autorità ma vogliamo affiancare il lavoro svoto sulla qualità delle acque dei nostri mari. Mare che, troppo spesso, soffrono a causa dell’assenza di adeguati sistemi di trattamento dei reflui, sia urbani che industriali – afferma Federica Barbera, portavoce Goletta Verde –  L’incontro di oggi ha rappresentato un’occasione per parlare anche del progetto Life Delfi che ha come obiettivo la mitigazione delle interazioni tra specie a rischio, come i delfini, e la pesca professionale. Per ricordare l’importanza di tutelare la preziosa biodiversità marina, nel primo pomeriggio di oggi una tartaruga verrà rilasciata durante una veleggiata verso l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano”.

Hanno preso la parola alla conferenza stampa Federica Barbera, Portavoce Goletta Verde Legambiente; Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente Abruzzo; Silvia Tauro, Legambiente Abruzzo Youth4Planet; Maurizio Dionisio, Direttore ARTA Abruzzo; Emanuele Imprudente, Vicepresidente Regione Abruzzo; Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud e Sergio Guccione, consulente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

LA NOTA DI MARCOZZI

Spiega Marcozzi:  “Il monitoraggio viene effettuato quasi ovunque dal personale delle Agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente, gli enti pubblici che, insieme a Ispra, formano il Sistema nazionale di protezione ambientale. In totale ogni anno vengono effettuate le analisi su circa 30.000 campioni prelevati nei mari e nei laghi italiani. Le regole della classificazione in tutta la Comunità Europea delle acque di balneazione prevedono una divisione in quattro classi di qualità: eccellente, buona, sufficiente, scarsa. Tra le regioni con sbocco sul mare, l’Abruzzo è quella ad avere la più bassa percentuale di “eccellente”, ferma al 71,9%, e la più alta nel dato di qualità “scarsa”, che raggiunge addirittura l’8,3% quando la seconda col peggior risultato, la Campania, è ferma al 4%”.

“Le bandiere blu, in crescita in Abruzzo, non bastano quindi a dare garanzie. Questo riconoscimento, infatti, vede nella qualità dell’acqua solamente una delle categorie che influiscono sul premio finale. I numeri che invece evidenzia il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente devono far riflettere, da qui ai prossimi anni. E chiederò presto alla Giunta cosa abbia intenzione di fare per non lasciare la nostra regione in fondo anche a questa classifica”, conclude Marcozzi.

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