MARZIA PITOLLI: L’IMPRENDITRICE CHE TIENE DURO, ‘DALL’EDILIZIA AI GIOIELLI’

Autore dell'articolo: Marianna Mascioletti

3 Novembre 2013 08:17

L’AQUILA – Marzia Pitolli, imprenditrice romana di origine e aquilana di adozione, non è una che le manda a dire.

“Qui non è possibile fare impresa se sei fuori dai giri. Io ho cercato di fare qualcosa nel settore delle costruzioni, ma sono stata costretta a chiudere”.

Arrendersi, però, non è contemplato. Tosta come suo marito, il celebre buttafuori Pino Galli.

Marzia ha cambiato completamente settore di attività: dall'edilzia ai gioielli artigianali. Qualche domenica fa, alla Villa comunale dell’Aquila, il suo banchetto era tra i più ricchi e colorati del mercatino.

Marzia, come mai un cambiamento così radicale?

È da quando avevo 14 anni che lavoro, non ho certo intenzione di fermarmi ora. Da ragazza, a Roma, lavoravo in gioielleria, perciò mi sono messa a usare le tecniche che ho imparato allora per creare dei gioielli originali. Adesso vendo le mie creazioni nei mercatini.

Come mai ha dovuto lasciare il settore delle costruzioni?






È dura quando fai di tutto per far funzionare bene le cose, per dare lavoro alle persone e nonostante questo finisci per dover chiudere. Io ero rappresentante di prodotti per l’edilizia e, pur avendo sofferto, come tutti, per il terremoto, mi aspettavo di poter lavorare molto grazie alla ricostruzione. Purtroppo, invece, dopo la prima fase di ‘soldi facili’ si sono creati dei centri di potere per cui poche imprese si sono spartite tutti i lavori, raccomandando i propri fornitori e non lasciando spazio a noi outsider.

Ci dica qualcosa di più: c’entra anche la crisi?

Beh, sicuramente sì. Noi rappresentanti siamo tra l’incudine e il martello: non riusciamo quasi mai a ottenere credito dai fornitori, ma dobbiamo concederlo alle aziende e ai privati a cui rivendiamo. A lungo andare, visto anche che le banche ormai non prestano più quasi niente, non si può reggere anticipando tutto da soli. Le piccole imprese, tra tasse da pagare e crediti che non riescono a riscuotere, non sopravvivono a lungo, specie qui a L’Aquila.

Quindi lei ha deciso di cambiare completamente?

Sì, perché il segreto è non fermarsi. Se una cosa che hai fatto è andata male, certo c’è il dolore, il senso di fallimento, ma devi essere capace di reinventarti. È vero che non si trova lavoro, ma, proprio perché la situazione è così difficile, non possiamo stare ad aspettare che ci caschi addosso la benedizione del “posto fisso”. Io ho deciso, come dicevo prima, di prendere una licenza per poter vendere nei mercatini gli oggetti che produco.

Come va questa nuova attività?

Beh, qualche volta va bene, qualche volta meno bene, comunque almeno riesco a campare senza pesare su mio marito e a non far mancare niente a mia figlia. Insomma, non è facile, ma qualche volta ci sono delle belle soddisfazioni. Tante persone si sono avvicinate alla mia bancarella alla Villa premettendo “Io non compro mai nei mercatini”, poi però sono rimaste affascinate dalle mie creazioni e hanno acquistato. L’importante è non arrendersi mai.

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