MASSIMO ZORZI, IL MERCANTE AQUILANO DI FUMETTI. ”ORGANIZZIAMO UNA FIERA DEI COMICS AD APRILE”

Autore dell'articolo: Sara Ciambotti

3 Novembre 2011 08:19

L’AQUILA – Massimo Zorzi è un “ragazzo” classe ‘58. Nato a Roma ma naturalizzato aquilano, lavorava nel settore del turismo ma in città da più di dieci anni tutti lo conoscono come l’uomo dei fumetti.

Dopo essersi trasferito insieme alla moglie nel capoluogo, infatti, ha deciso di reinventarsi, e per farlo ha spolverato la passione della sua fanciullezza.

La chiacchierata avviene nel suo regno a Sassa, dove si trova il suo nuovo negozio, è mattina e il sole è ancora gelido.

La “nuova” Altantide, questo il nome del negozio, è separata in due edifici, il primo è una casetta di legno scuro rivestito di librerie che custodiscono valanghe di albi colorati, l’altro edificio è una casetta bianca con la porticina di legno dal quale si scorge il bancone e poi spade, katane, action figures e miniature.

Tra i due edifici c’è un cartello troneggiato da un teschio che indica la direzione da seguire a seconda di quello che si cerca.

“Dopo il terremoto – spiega Massimo orgoglioso – un amico mi ha detto che potevo usare questo posto come magazzino; ho deciso di riaprire dopo numerose chiamate dei clienti che mi chiedevano di fare qualcosa”.

Sul prato dietro la casetta di legno con Sam e Black, rispettivamente il cane e il gatto, comincia l’intervista ad AbruzzoWeb, tra i sogni di riapertura nella storica sede di via Pastorelli e il sogno di organizzare all’Aquila una fiera del fumetto fatta bene.

Atlantide è la fumetteria storica di questa città, a quanto pare l’unica che riesca a rimanere aperta: cos’è che ti ha spinto ad aprire proprio questo tipo di attività, abbastanza fuori le righe, soprattutto in una realtà come questa?

Nel ’97 io e mia moglie ci siamo trasferiti da Roma all’Aquila, lì ho lavorato sempre nel settore turistico e speravo di poter rimanere nel campo anche qui, soprattutto perché mi aspettavo che questa città fosse molto più turistica. Essendo libero professionista e dopo qualche mese di ricerca infruttuosa ho deciso di voltare pagina e cercare di fare qualcosa di totalmente diverso, magari aprire un’attività.

Vendere fumetti era l’unica cosa che mi avrebbe dato veramente tanta soddisfazione, così ho cercato il posto e dopo aver preso il locale ho chiamato due amici romani e mi sono fatto rifornire di fumetti usati. Nel primo anno di apertura al mese spendevo solo 250 mila lire perché compravo anche materiale da cartoleria. Altrimenti non avrei speso niente. È nato tutto grazie alla fiducia che mi hanno dato i ragazzi aquilani e gli studenti.

Quando nasce la tua passione per i fumetti?

Da quando sono piccolo: mio padre e i miei fratelli leggevano i Bonelli e così ho iniziato anch’io. Sono sempre stato un bambino curioso e prima, negli anni ’50, non c’erano le fumetterie, così con loro giravamo le bancarelle cercando i numeri che ci mancavano e acquistando gli albi che ci incuriosivano. Grazie a queste ricerche ho conosciuto moltissimi fumetti e ho alimentato il mio amore per la carta stampata.

Perché pensi che oggi il fumetto non riesca ad attecchire sui ragazzi come qualche anno fa?





Penso che la cosa più triste attualmente sia che ai ragazzi manca la curiosità. Vengono in fumetteria e comprano solo i fumetti che vedono in televisione, non hanno la voglia di leggere altro. I media hanno monopolizzato le passioni dei ragazzi e li distraggono, facendo perdere loro l’attenzione verso cose che non riguardano affatto la tv. Quando so che sta per uscire un cartone di One Piece, Naruto o Dragon Ball faccio scorta di quei fumetti perché so che arriveranno dozzine di persone a chiedermeli.

Quale pensi sia la ragione per la quale tutte le altre fumetterie che aprono all’Aquila non riescono mai a durare a lungo?

Credo che la grande discriminante nel nostro lavoro sia la fiducia. Avendo una clientela composta quasi tutta da collezionisti, devo dare loro affidabilità perché richiedono qualcuno che curi la sequenzialità dei fumetti da collezionare, la periodicità delle uscite e una persona sicura che glieli tenga in serbo. Se i collezionisti non trovano queste peculiarità nel negoziante, se ne vanno subito.

Ricordi il tuo primo cliente?

Come se fosse oggi. Era un ragazzo un po’ timido che è entrato chiedendomi una cosa che mi mise molto in crisi. Mi domandò se vendevo anche fumetti nuovi e se era possibile potersi abbonare alla Panini. Io non sapevo che rispondere, non sapevo neanche come si facesse ad avere fumetti nuovi perché da lettore non sapevo neanche che ci si potesse abbonare! Poi mi sono informato. Con lui ho fatto il mio primo contratto ed è tuttora il mio primo cliente, nonché caro amico.

Quali ripercussioni ha avuto il terremoto del 6 aprile 2009 sulla tua attività? Che ruolo hai rivestito per i clienti?

La sede storica del negozio si trova in via Pastorelli e quell’edificio purtroppo è stato classificato “E/F”. Per fortuna un amico mi ha offerto la disponibilità di mettere la merce in questo magazzino a Sassa e dopo circa tre mesi tutto era stato spostato lì. Già pochi giorni il sisma, i clienti più affezionati mi chiamavano per chiedere che fine avessi fatto, come poter prendere i fumetti. Così ho chiesto a questo mio amico se potevo far venire qualche cliente e pochi giorni dopo giorno ho iniziato a ricevere le persone e ben presto il negozio era bello e aperto. Questo ad agosto 2009.

Per quale motivo hai deciso di non pubblicizzare la riapertura?

Non è che io abbia deciso di non pubblicizzarla: ho fatto numerosi volantini disseminati per i vari centri commerciali, ma non hanno avuto un grande successo. La pioggia e il vento li hanno subito portati via. La cosa fondamentale è stata il passaparola. Comunque non volevo fare troppa pubblicità perché spero ancora di tornare il prima possibile al negozio storico.

Non hai mai pensato di tornare a stare a Roma?

No. Neanche per un minuto. Ora L’Aquila è la mia città e se la confusione qui c’è stata solo dopo il terremoto, a Roma c’è sempre. Non ne valeva la pena. In tanti mi chiamavano chiedendomi di non andare via, e io sono rimasto!

Stai pensando a qualche iniziativa per portare alla conoscenza delle persone l’arte del fumetto?

Sai, proprio in questo periodo sto sondando il terreno per vedere se è possibile organizzare una fiera del fumetto nel periodo di aprile. La location è ancora tutta da decidere ma già molte persone hanno dato la loro disponibilità. Mi sto muovendo insieme all’Ipa (International police association) che si occupa di organizzare moltissimi eventi e inoltre dona sempre una parte del ricavato alla onlus “L’Aquila per la vita”.

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