MASTERPLAN: MAGGIORANZA REPLICA AL PD, ”PUNTO PER PUNTO LA MALAFEDE DEL CENTROSINISTRA”

11 Agosto 2020 20:36

L'AQUILA – “I fondi del Masterplan Abruzzo sono salvi e con essi anche le 22 opere che il centrosinistra considera cancellate. Un centro-sinistra che ancora una volta non si smentisce nell'incapacità di guardare la realtà, parlando a vanvera nella speranza di trarre in inganno i cittadini abruzzesi che, invece, già in occasione delle scorse elezioni, hanno dimostrato di saper premiare chi fa i fatti piuttosto che le chiacchiere”.

Così, in una nota, i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale, Guerino Testa (Fdi), Pietro Quaresimale (Lega), Daniele D'Amario (Fi) e il vice presidente vicario, Roberto Santangelo, replicano al Pd

“Così come il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha già ampiamente spiegato nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri, anche la realizzazione della rete irrigua del Fucino, la riqualificazione delle aree di risulta a Pescara, e le altre opere inserite nel cosiddetto Masterplan non sono a rischio”, sottolineano.

“I cento milioni di euro verranno restituiti su un nuovo programma, complementare, gestito interamente dallo Stato. Tutti i programmi europei non si fermano, le spese continueranno ad essere programmate ed attuate. Per accedere a fondi da spendere sul territorio attraverso le leggi Cura Abruzzo – spiegano – lo Stato ha dato come unica possibilità di prendere i fondi Masterplan, quelli per lo sviluppo e la coesione. Il Dipartimento della Coesione, retto dal Pd con il ministro Provenzano, ha detto che l’importo di 390 milioni, più della metà dell'intero Fsc, sarebbe stato tagliato perché le opere previste al 31 dicembre scorso non raggiungevano il termine di legge per l'apertura del cantiere”. 

“Perché i consiglieri di centrosinistra non hanno avuto il coraggio di ammettere questo? All'avvento del centrodestra in regione Abruzzo il Masterplan era fermo e incagliato nella quasi totalità delle azioni. A fine 2018 c'era stata una spesa di 35 milioni. In 12 mesi ne sono stati spesi 49,5, dimostrando una grande spinta e
accelerazione”.

Di seguito, punto per punto, il comunicato completo del centrodestra in risposta all'opposizione.

SANITA’ – Probabilmente il centrosinistra ha perso alcune puntate delle vicende riguardanti la sanità regionale, a partire dalla situazione economico-finanziaria del
sistema.

Il 26 maggio scorso il Tavolo di Monitoraggio ha certificato l’equilibrio dei conti 2019 della sanità abruzzese, riconoscendo la legittimità dei provvedimenti adottati dalla Giunta, con cui è stata individuata correttamente, nei fondi dell’articolo 20, la forma di partecipazione al finanziamento del nuovo policlinico di Chieti (in luogo del project financing avviato dal precedente governo regionale di centrosinistra, che avrebbe dissanguato i bilanci delle nostre Asl per decenni, sottraendo risorse all’assistenza e al personale).

Nessuna strigliata, quindi, come racconta l’opposizione. Anzi, il Tavolo ha anche sbloccato le premialità grazie agli sforzi messi in campo per recuperare il ritardo e centrare gli obiettivi 2018, che i nostri predecessori avevano “dimenticato”. Per quanto riguarda il disavanzo delle Asl, purtroppo va registrato come ormai si tratti di un problema strutturale. Nel 2019, ad esempio, la perdita della Asl di Chieti si è attestata allo stesso risultato del 2018, quando governava l’attuale minoranza, che anzi non ha adottato alcun meccanismo correttivo sui conti. Le perdite, infatti, erano sempre state coperte con i fondi della Gsa, la gestione sanitaria accentrata, a cui nel 2015 (sulla base del decreto commissariale 48, firmato dall’ex Presidente Luciano D’Alfonso) fu assegnato un fondo di ulteriori 36 milioni di euro inizialmente destinato in parte al potenziamento dell’assistenza territoriale e in parte al riequilibrio della situazione economico-finanziaria di ogni singola Asl, ma che invece fu utilizzato interamente per il ripiano delle perdite delle aziende sanitarie che si sono registrate negli anni successivi. E’, dunque, evidente come furono utilizzate risorse destinate ad altro per coprire le perdite.

Questo governo regionale, fin dall’insediamento, lavora per raggiungere la reale situazione economico-finanziaria del nostro sistema sanitario, sulla quale predisporre correttivi e interventi, molti dei quali sono già stati avviati. Non si può tacere, inoltre, come negli anni dell’amministrazione D’Alfonso non ci sia stato
alcun investimento in infrastrutture e tecnologie sanitarie. Non sono state eseguite nemmeno le normali manutenzioni, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che noi stiamo iniziando a risolvere.

Tutti gli sforzi erano concentrati sui project financing e sui fantomatici 143 milioni di euro che rappresentavano la quota pubblica per i nuovi ospedali. Ebbene, noi – di milioni – ne abbiamo recuperati 229 (oltre agli oltre 90 per Teramo) che ci permetteranno di costruire i nuovi ospedali di Avezzano, Vasto e Lanciano interamente
con fondi pubblici e senza sottrarre fondi ai servizi sanitari al cittadino. Anche sugli strumenti di programmazione il centrosinistra non ha registrato alcuni
avvenimenti. La rete ospedaliera Covid è stata approvata dal Ministero in questi giorni e quindi non sappiamo a cosa si riferisca la minoranza quando parla di ritardo nella presentazione del piano.

Gli altri programmi (nuova rete ospedaliera, rete territoriale e piano operativo) sono stati presentati alla fine di ottobre scorso e a fine gennaio il Tavolo di monitoraggio ha fornito le prime valutazioni: approfondimento sulla riclassificazione di alcuni ospedali, sostanziale condivisione della rete territoriale e miglioramento della governance su alcuni aspetti. Qualche giorno dopo è esplosa l’emergenza Coronavirus, che ha rallentato tutti i processi, compresa l’interlocuzione sugli atti programmatori con i ministeri affiancanti, ripresa da appena qualche settimana.

Va inoltre puntualizzato come l’Abruzzo, essendo Regione in piano di rientro, ha l’obbligo di inviare ogni provvedimento in preventiva approvazione al Ministero, dopo la quale prenderà il via il normale iter di approvazione nelle Commissioni e in Consiglio regionale. Anche sulle assunzioni di personale rimandiamo al mittente le accuse di immobilismo: è stato questo governo regionale a sbloccare 1755 nuove assunzioni in 3 anni, prevedendo anche la possibilità di sostituire 1 a 1 i dipendenti cessati per pensionamento o dimissioni.

Finora sono entrati in servizio circa 600 nuovi operatori sanitari (medici, infermieri e personale del comparto), circostanza che non si verificava da oltre un decennio. Permangono criticità su alcune figure professionali e per alcuni presidi ospedalieri, con avvisi e concorsi che vanno deserti. Ma si tratta di un problema comune a tutta Italia, che – al di là di correttivi temporanei che una Regione o una Asl possono introdurre una tantum – va risolto a livello nazionale, con interventi legislativi di riforma complessiva dell’accesso alla professione.






URBANISTICA – Anche in materia di urbanistica i consiglieri di centro-sinistra cercano di mischiare le carte per accusare questa amministrazione. Purtroppo per loro sono i fatti che parlano e le risposte che in poco più di un anno sono state date ai cittadini.

È stata definita una legge per salvare e valorizzare i Trabocchi con tanto di approvazione da parte della Corte Costituzionale; è stato snellito il procedimento di deposito dei progetti presso il genio civile con azzeramento dei tempi per dare inizio ai lavori; approvata la graduatoria per concedere i contributi per opere di urbanizzazione ai Comuni, bando che era fermo dal 2017, e ne è stato pubblicato uno nuovo per permettere a tutti i Comini di presentare progetti al fine di avere contributi a fondo perduto per realizzare i lavori (scadenza bando 07/09/2020).

E’ stato istituito un gruppo di lavoro congiunto con Giunta e Consiglio per arrivare a predisporre una riforma organica della legge urbanistica. Per quanto riguarda la proposta di legge esaminata con parere favorevole dalla seconda commissione del Consiglio regionale, corre l’obbligo di precisare che è una norma volta ad accelerare alcuni processi decisionali delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica e di  edilizia per dare risposte a nuove esigenze legate alla pandemia ancora in
atto. Nella proposta non esiste un solo articolo o comma che preveda lo sdoganamento di cemento e speculazioni, tantomeno vi è alcuna intenzione di eliminare controlli ma semplicemente di rendere organiche le varie norme che si sono susseguite dal 1983, anno di entrata in vigore della Legge Regionale sull’urbanistica della Regione Abruzzo, ad oggi.

Il Consiglio ha deciso di accogliere le richieste arrivate dalla minoranza, di sentire alcuni portatori di interesse (richiesta avvenuta solo in Consiglio Regionale e non nelle due sedute di commissione), a dimostrazione della bontà delle proposte e siamo sicuri che con le audizioni in programma alla ripresa dei lavori del Consiglio verrà fuori l’enorme speculazione politica fatta dalle minoranze. Arriveremo ad approvare la proposta di legge al prossimo Consiglio Regionale per permettere ai Comuni di avere uno strumento più agile per dare risposte all’intera comunità.

RIFIUTI – In tema di rifiuti sarebbe stato molto più agevole se il precedente governo di centrosinistra avesse portato avanti una politica concreta e moderna sul sistema circolare di gestione dei rifiuti. Purtroppo non è stato così, tanto che tre giorni dopo l'insediamento dell'amministrazione Marsilio sono cominciati i problemi.

In poco più di un anno è stata risolta la delicata vicenda emergenziale, verificatasi nel marzo del 2019, con il sequestro della terza vasca del Consorzio Civeta commissariato dalla Regione. In pratica il sistema di gestione dell’organico dell’intera Regione è andato in crisi. È stato immediatamente cambiato il Commissario del Consorzio, il quale ha rimesso in piedi quella struttura ed è riuscito a far tornare alla normalità la gestione dei rifiuti organici, rimettendo in ordine anche i conti.

Sono stati sbloccati numerosi interventi di finanziamento per centri di raccolta, centri per il riuso, bonifiche di discariche, finanziamenti per realizzare impianti tecnologicamente all’avanguardia per oltre 15 milioni di euro. Ne sono stati sbloccati altri 20 per la bonifica dell’amianto. In questi giorni l'obiettivo è quello di recuperare un finanziamento del Ministero dell’Ambiente per avere ulteriori fondi per l’impiantistica regionale per il trattamento dei rifiuti.

È stato predisposto un progetto di legge sull’economia circolare, approvato dalla Giunta ed ora all’esame della seconda Commissione, che prevede una serie di interventi per incentivare la raccolta differenziata e soprattutto il riuso dei rifiuti, limitando l’uso della plastica. Un progetto di legge che dispone per la prima volta l’istituzione di un fondo rotativo regionale per finanziare la bonifica di discariche in capo ai Comuni. La minoranza sembra che dell’intero progetto di legge abbia letto solo un articolo, quello che tratta il tema delle cave dismesse e sembra che non abbia neanche capito il senso. 

Il progetto di legge vuole limitare il consumo di suolo per realizzare impianti pubblici di smaltimento rifiuti, usando ove non vi siano rischi di nessun genere per l’ambiente l’uso di cave che risultano dismesse. Una misura di buon senso che si può riassumere in questo modo: anziché realizzare un nuovo buco sul terreno per riempirlo di rifiuti non pericolosi, usiamo un buco esistente abbandonato per riempirlo di rifiuti non pericolosi. Anche in questo caso la Commissione del Consiglio ha audito tutti i portatori di interesse dedicando loro sei sedute. 

Alla ripresa dei lavori la Commissione approverà il progetto di legge, con alcune modifiche scaturite dal dibattito, e approderà in Consiglio per la definitiva
approvazione. Questo atto è di fondamentale importanza per mettere al sicuro il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti dell’intera Regione nel breve periodo, per poi arrivare alla definizione dell’aggiornamento del PGR per la programmazione a lungo termine del sistema.

FONDI EUROPEI – Anche sulla questione dei fondi europei i consiglieri del centrosinistra si dimostrano ancora una volta disattenti e con scarsa conoscenza della materia.

In fin dei conti il risultato negativo sull'utilizzo dei fondi durante la loro legislatura ha creato non poche difficoltà alla nostra regione. I 218 milioni di FSC non sono stati cancellati, ma riprogrammati allo scopo di avere sia liquidità che completamento dell'intervento iniziale.

Per quanto riguarda il Por, invece, la rappresentanza della Commissione europea ha elogiato l'accelerazione di spesa fatta dal centrodestra che, al 31 dicembre 2019, ha per la prima volta superato gli obiettivi finanziari (nonostante i lasciti della vecchia gestione). Se il centrosinistra avesse letto l'articolo n. 242 del DL Rilancio avrebbe scoperto che era prevista la possibilità del cofinanziamento al 100% al quale la Regione Abruzzo, firmando l'accordo con il ministro Provenzano il 16 luglio 2020, ha aderito. I dati del DPCoe sono di giugno 2020 e l'Abruzzo, come tutte le Regioni che hanno aderito al 100%, ha iniziato a rendicontare dopo la firma dell' accordo. Infatti al 31 luglio la Regione Abruzzo ha già superato l'obiettivo finanziario FESR del 31 dicembre.

COMMERCIO – Il disegno di legge chiarisce in maniera inequivocabile il divieto di nuove aperture della media e grande distribuzione, basta saper leggere l'italiano e soprattutto non essere in malafede”.

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