MEDICI DI BASE IN ABRUZZO: PER ORA SOPRA LA MEDIA, IN FUTURO PENSIONAMENTI E CARENZA TURN OVER

28 Novembre 2021 08:44

Regione: Sanità

L’AQUILA – L’Abruzzo ha per ora un numero leggermente superiore alla media italiana di medici di famiglia per abitanti ma in prospettiva, con i tanti pensionamenti in vista, si potrebbe andare incontro ad una carenza drammatica, visto che il turn over è minimo, per carenza oggettiva di medici, laureati e laureandi.

Lo attesta studio dell’Osservatorio conti pubblici italiano (Cpi) diretto dall’economista Carlo Cottarelli, che numeri alla mano dimostra che con una proporzione 1.400 abitanti per medico di base, l’Italia soffre di una carenza di assistenza primaria nel territorio rispetto ai maggiori paesi europei, carenza che questa volta più forte nel Nord rispetto al Sud. ovvero pochi medici di famiglia, liberi professionisti a partita iva, retribuiti dalla Asl, il cui stipendio è proporzionale al numero degli assistiti, e può arrivare cifre considerevoli, anche oltre i 6mila euro al mese. E durante i periodi più acuti della pandemia e deli lockdown, più di una polemica si è sollevata per la defezione nei piccoli centri di alcuni tra medici di base.

Aspetto non secondario, quello fotografato dallo studio: la presenza capillare di un sistema sanitario di prossimità rappresenta il liet motive che viene evocato e snocciolato da anni in convegni, dichiarazioni e sedute di consiglio regionale. Obiettivo ultimo, o meglio fase 2, del riordino della rete ospedaliera, appena approvata dalla Giunta di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia e sotto esame dal tavolo di monitoraggio del ministero. Tanto più urgente alla luce di quello che è accaduto con la pandemia del covid-19, e sul fatto che i medici di famiglia, architrave dell’assistenza di prossimità saranno investiti, nei piano del governo nella campagna di vaccinazione delle terze dosi di vaccino.

L’Abruzzo, risulta dallo studio, ha un medico ogni 1.059 cittadini bisognosi di cure, rispetto ad una media italiana di 1.224, e di quella del Mezzogiorno che è di 1.102.

Meglio fanno solo Molise, Sicilia anche loro con 1.059 pazienti per medico, Calabria (1.055) Basilicata (1.052) e Umbria (1.049).

Secondo gli accordi collettivi nazionali, un medico di base può assistere fino a 1.500 pazienti, anche se alcune regioni hanno aumentato notevolmente questo limite, e la criticità riguarda le regioni del Nord. In dettaglio, le regioni con il maggior numero di assisiti per medico di base sono: Trentino-Alto Adige (1.454), Lombardia (1.408) e Veneto (1.365).

Il deficit di medici di base al Nord ha portato a richieste di maggior finanziamento per borse di studio per completare il percorso formativo e anticipare la fine del corso di formazione per la specializzazione in medicina generale.

Non è però il caso per l’Abruzzo cullarsi sugli allori: il rapporto evidenzia il problema del turn over, che potrebbe diventare drammatico nei prossimo anni: tanti medici andranno in persone, e non potranno essere rimpiazzati.

Nel 2028 si arriverà a perdere, calcola il rapporto 27.310 medici di base in Italia, che andranno in pensione,  e ne entreranno 8.631, con una perdita di 18.670 unità pari al 32%

In Abruzzo andranno in pensione 751 medici di famiglia, e si prevedono 161 ingressi, con una perdita del 21%, ovvero di 590 medici.

“La carenza di medici di base – osserva il rapporto – deve essere interpretata nel contesto del crollo demografico che ha colpito l’Italia negli ultimi decenni. Le coorti dei nati negli anni ’50 e ‘60 (che comprendevano quasi un milione di individui l’anno) sono rimpiazzate dalle coorti dei nati negli anni ’90 che includevano mezzo milione di individui: mancheranno i medici di base ma mancheranno anche gli ingegneri, gli insegnanti, i poliziotti, eccetera.

Fino alla fine degli anni ’80, ogni anno raggiungevano l’età lavorativa quasi un milione di persone l’anno. Nel 2022 raggiungeranno i 20 anni i nati nel 2002 che erano soltanto 520 mila. Raggiungeranno i 68 anni (tranne ovviamente chi è deceduto prima di tale età) i nati del 1954, che erano circa 820 mila.

Va quindi nella direzione giusta l’annunciato finanziamento, con fondi stanziati per la Missione 6 del PNRR, di 900 borse per la formazione dei medici di medicina generale sin da quest’anno per tre anni di fila, da sommarsi ai finanziamenti ordinari.

“Tuttavia, tale intervento non sarebbe sufficiente a colmare il divario tra medici di base in uscita e in entrata”, ammonisce il rapporto numero di borse di formazione in medicina generale e questo acuisce il problema della mancanza dei medici di base nell’intero territorio nazionale, con l’eccezione di Molise e Valle d’Aosta che nei prossimi 7 anni registreranno più medici di base in entrata che in uscita.

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