MEDICINA, DANTE LABS BOARD: “RIVOLUZIONE VICINA, PRESTO GENOMICA STRUMENTO ABITUALE”

11 Marzo 2022 16:48

L'Aquila - Sanità

ROMA – “Genomica e medicina di previsione nel giro di qualche anno saranno strumenti di prevenzione e cura utilizzati abitualmente dal medico per una migliore assistenza del paziente, a partire dai tumori e dalle cardiopatie. La rivoluzione è vicina”.

È quanto emerso dal primo tavolo di confronto seguito all’insediamento del Comitato medico scientifico “DANTE LABS GENOME ANALYSIS REPORTING BOARD”, che si è svolto ieri a Castel Gandolfo (Roma), nel corso del quale si è dibattuto sul futuro della genomica e della medicina di precisione che rappresentano “la rivoluzione nella prevenzione e nelle cure”.

La costituzione del Board che ha una caratura nazionale ed internazionale, è stata voluta dalla multinazionale Dante Labs, tra i leader mondiali in Genomica, che con questa iniziava mira a rafforzare la missione e l’attività di ricerca.





“In Italia si parla molto di contenitori, ma poco di contenuto – ha spiegato il professor Giuseppe Novelli, direttore scientifico del Comitato, studioso di malattie genomiche multifattoriali ed ex rettore dell’università Tor Vergata di Roma – La medicina moderna cerca di rispondere a tre domande: perché uno si ammala e uno no, perché un farmaco funziona su alcuni e su altri meno, e perché quello stesso farmaco fa male ad uno piuttosto che a un altro. La risposta sta nel Dna, leggerlo, capirlo e interpretarlo è fondamentale per trovare le soluzioni adeguate, capendo le differenze individuali che ci sono tra ognuno di noi”.

Nel Comitato medico scientifico, multidisciplinare a carattere operativo, sono presenti scienziati e qualificate figure professionali tra cui genetisti, biochimici molecolari e medici esperti nell’elaborazione e nell’interpretazione di dati “omici”: il lavoro è destinato ad incidere sulle scelte scientifiche e di produzione della multinazionale che ha contatti e commesse in 96 paesi al mondo e che ha il suo centro nevralgico all’Aquila, all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo.

Andrea Riposati, giovane amministratore delegato di Dante Labs, presente all’evento insieme al co-fondatore della multinazionale, prof Mattia Capulli: “La missione è portare la genomica nella cura clinica di tutti i giorni, in tutte le specialità, creando e valutando una scienza clinica che aiuti medico e paziente. Mettiamo insieme capacità ed esperienze diverse, tutte di livello internazionale. Siamo qui per imparare da chi ha studiato questa materia per decenni, sfruttando la tecnologia per diffondere il valore di questa branca. Vogliamo creare una cultura genomica, a tutti i livelli, dal paziente sino alle istituzioni, per comprenderne l’efficacia e facilitarne l’accesso. Tra qualche anno verrà utilizzata in tutti i settori”.





In relazione alla tempistica relativa all’affermazione di questa nuova frontiera della medicina, il professor Salvatore Minisola, ordinario di Medicina Interna presso la Sapienza di Roma, ha spiegato che “quanto manca non lo so, ma molti passi avanti sono stati fatti. Siamo in una fase embrionale di uno strumento che in futuro sarà molto utile per rispondere alle esigenze dei malati. Una mission di questo comitato è semplificare questa materia soprattutto per i medici. Attualmente abbiamo degli importanti margini di ricerca per personalizzare diagnosi e terapie: in futuro ci aspettiamo che gli insuccessi di ieri possano avere chiavi di lettura su base genetica, e che il percorso di alcuni malati con diagnosi poco chiare possa, grazie ad una maggiore conoscenza genetica, avere diagnosi più precise e terapie personalizzate”.

A tale proposito, la professoressa Laura di Renzo, che si occupa di nutri genetica e nutri genomica presso il policlinico di Tor Vergata a Roma, ha sottolineato: “Obiettivo del comitato è quello di raggiungere una reportistica più comprensibile per medici e pazienti. La medicina deve essere predittiva e personalizzata, ma anche partecipata, rendendo partecipe il medico del significato della analisi genomiche e saper spiegare chiaramente al paziente la possibilità di rischio e quella di cura nel momento in cui la patologia viene a conclamarsi. Mi occupo di genomica nutrizionale, studio il rapporto tra patrimonio genetico e ciò che mangiamo, che effetto ha su di me il cibo che consumo rispetto agli altri, e perché l’ambiente incide sui nostri geni, utilizzando i dati genomici in un’ottica terapeutica, cercando di capire come fermare una malattia geneticamente evidente con la nutrizione. La nutrigenetica non ha la presunzione di cura della malattia, quanto piuttosto di prevenzione della stessa”.

Secondo la dottoressa Ylenia Cisale, segretario scientifico e referente del progetto, “il comitato nasce dalla consapevolezza che molti dati genomici vengono oggi mal interpretati. La nostra è una realtà multidisciplinare a carattere operativo, con professionisti esperti. L’obiettivo è dare direttive scientifiche che si trasformino in una reportistica chiara, conforme alle linee guida”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©


    Ti potrebbe interessare:

    ARTICOLI PIÙ VISTI: