MEDICO NO VAX ABRUZZESE, CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO. NEL LAZIO INFERMIERA TORNA IN SERVIZIO

2 Dicembre 2021 16:51

Italia: Cronaca

L’AQUILA – I medici devono curare i malati e non possono aggravare per i loro pazienti il rischio del contagio da Covid 19, non vaccinandosi loro stessi in nome di dubbi “non dimostrati” e che ignorano “l’imponente quantità di studi scientifici” che evidenziano “la netta prevalenza del beneficio vaccinale” per i singoli e per “la riduzione progressiva della pandemia, ancora gravemente in atto”.

Il Consiglio di Stato – si legge sull’Ansa – sbatte la porta in faccia ai medici no vax, respingendo il ricorso di uno di loro contro la sospensione dal lavoro subita come conseguenza del suo rifiuto di ricevere la somministrazione, e confermando così la pronuncia in primo grado del Tar dell’Abruzzo. E ancora una volta ribadisce che prima di tutto va salvaguardata l'”esigenza essenziale di protezione della salute collettiva”.

Nei giorni scorsi, però, a “sbattere la porta in faccia” – per usare l’espressione usata dall’Ansa – all’imposizione del vaccino per gli operatori sanitari è stata la prima sentenza di riassunzione di un sanitario sprovvisto di Green pass: Adele Passerini, che lavora nella Asl Roma H 6, su ordine del Giudice del Lavoro del Tribunale di Velletri, è stata ricollocata preso la Centrale Sats di Marino, in provincia di Roma. (red.)

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