MES: BORGHI, “SE APPROVATA, ITALIA COME LA GRECIA. GUALTIERI SERVO DELL’EUROGRUPPO”

29 Novembre 2020 19:43

ROMA – “Se la riforma del Mes venisse approvata, l’Italia finirebbe in un vicolo cieco, anzi peggio, in una tonnara”.

Lo ha affermato all’Huffington Post Claudio Borghi Aquilini, deputato della Lega ed ex presidente della commissione Bilancio, alla vigilia dell’audizione parlamentare del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e dell’Eurogruppo.

Alla domanda sul perché la Lega oggi si opponga a una riforma concordata a livello di Eurogruppo a partire dal 2018, cioè quando la stessa Lega era al governo, Borgi ha risposto: “Anche allora ci opponemmo, con forza. Facciamo un passo indietro: intanto vorrei dire che l’audizione del ministro Gualtieri, fissata per lunedì (domani, ndr), è come sempre tardiva e insufficiente, su queste cose si discute e si vota con calma, non si fanno informative informali la mattina stessa del vertice”.

“Punto secondo – ha proseguito – fino ad ora abbiamo sempre parlato dei 36 miliardi del Mes sanitario, ma qui occorre precisare che si sta parlando di un’altra cosa ben più radicale ovvero della riforma del Mes, ma nessuno lo ha capito. Concluse le dovute premesse, questa riforma è iniziata nel 2018 ed è stata una delle cause della fine del governo gialloverde perché era quel punto di frizione molto forte che c’è stato tra noi e i 5 stelle da una parte e la parte tecnica, quindi il ministro Tria e il premier Conte, dall’altra”.

“Noi – ha aggiunto l’esponente leghista – avevamo dato un mandato molto preciso sia a Tria sia a Conte, cioè di opporsi in sede europea. E infatti Salvini disse ‘noi non lo firmiamo’ e il M5s esaltò il veto sul Blog delle Stelle. E ora, dopo un anno di pandemia, si torna a parlare della riforma del Mes, che se venisse approvata l’Italia finirebbe in un vicolo cieco, perché a quel punto sarebbe come aver costruito una tonnara con le nostre mani, perché il sistema nuovo del Mes conduce un percorso per gli Stati ad alto debito, come il nostro, che porterà a un esito simile a quello che fu riservato alla Grecia. Quindi Troika e ristrutturazione del debito via Mes. Era un suicidio già nel 2019, figurarsi dopo la pandemia con relativo incremento del debito. Follia”




“Se fai una riforma dove si creano i buoni e i cattivi, e tra i cattivi ci siamo solo noi ovvio che tutti gli altri Paesi siano d’accordo. Com’è possibile che altri paesi hanno potere di veto e noi invece non lo esercitiamo mai? Il problema è che Gualtieri è impossibilitato a dire no a qualsiasi cosa che chieda l’Unione Europea perché è il suo mestiere: il nostro ministro dell’Economia fa in realtà il servo dell’Eurogruppo”, ha quindi risposto Borghi al fatto che l’esecutivo sostiene che il programma Next Generation Eu sia un risultato storico e dunque non accettare la riforma sarebbe controproducente.

Sul “niet” leghista anche al Mes sanitario, il deputato ha spiegato che “Abbiamo già dimostrato che è senza logica, noi in questo momento ci finanziamo sul mercato a tasso zero e senza nessun vincolo. Attenzione: ho letto che i 5stelle hanno proposto uno scambio per il quale si può dare l’ok alla riforma ma non ai soldi del Mes. No! È molto più pericolosa la riforma rispetto ai 36 miliardi. Se la riforma venisse spazzata via in cambio della raccolta di qualche miliardo del Mes sanitario ci si potrebbe anche pensare”.

“È ridicolo, da tutte le parti, in ogni finanziaria, ci sono soldi per assunzioni per la presidenza del Consiglio. Sta diventando un mostro, una specie di accentramento di gestione del potere, un super ministero alla Ceausescu e va di pari passo con l’esautorazione del Parlamento. Se il governo è attrezzato per governare solo con Dpcm è ovvio che ha bisogno di un miliardo di persone, ma la nostra democrazia non dovrebbe funzionare così. C’è il personale dei ministeri, c’è il Parlamento e ci sono le commissioni”, ha infine risposto Borghi alla domanda su una possibile richiesta di collaborare alla Task force e a una struttura molto ampia che Palazzo Chigi sta creando per la gestione dei soldi del Recovery fund.

https://www.huffingtonpost.it/entry/con-la-riforma-del-mes-finiamo-in-una-tonnara-intervista-a-claudio-borghi_it_5fc395bec5b66bb88c67b237?ncid=other_twitter_cooo9wqtham&utm_campaign=share_twitter

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