LAQUILA - Nel 2015 era arrivato ad un passo dal rilevare il 25% delle quote dell'Aquila calcio. Con la sua impresa ha lavorato nella ricostruzione post sisma.
Oggi L’imprenditore siciliano Gaetano Vecchio, patron della Cosedil, è salito alla ribalta delle cronache per aver denunciato ai carabinieri una richiesta di estorsione da 250mila euro, con tanto di pesanti minacce al suo capo cantiere impegnato nel risanamento delle baracche di fondo Fucile a Messina.
Richiesta che ha avuto come messaggero un minorenne, che ha consegnato un telefono al capo cantiere, che ha assistito ad una una videochiamata da due estorsori, collegato uno dal carcere di Palermo, l'altro da quello di Agrigento.
Dopo la denuncia di Vecchio è scattata l'indagine, con tre avvisi di garanzia.
In una conferenza stampa al fianco del sindaco di Messina, Federico Basile, Vecchio ha rivendico la scelta per la legalità e contro la mafia che ammorba la terra siciliana.
"Parlo oggi con un doppio ruolo: quello di amministratore delegato di un’azienda che ha subito un atto estorsivo e quello di presidente di Confindustria Sicilia. Voglio innanzitutto esprimere la mia profonda gratitudine ai nostri collaboratori, che ogni giorno nei cantieri ci consentono di lavorare a schiena dritta, applicando con rigore i protocolli di legalità. La storia della nostra famiglia parte da lontano, ma è grazie a loro se questi valori si traducono in comportamenti concreti".
"Questa denuncia e il contrasto a questi episodi - ha aggiunto - non sarebbero stati possibili senza la straordinaria professionalità delle forze dell'ordine. I carabinieri hanno dimostrato grande tempestività, organizzazione ed efficacia, confermando che lo Stato c’è ed è più forte. In una fase in cui Messina sta affrontando trasformazioni storiche e investimenti importanti, non può essere la criminalità a dettare le regole. Le imprese sane, il sistema produttivo e le istituzioni devono continuare a camminare insieme, senza timori, sapendo di poter contare su uno Stato presente e su un Comune di Messina che sentiamo concretamente al nostro fianco".









