METANODOTTO: SNAM, ”NON IMPATTANTE E GREEN”,
AMBIENTALISTI CHEDONO CANCELLAZIONE MEGA OPERA

8 Giugno 2021 14:03

Regione: Politica

SULMONA – “Anche in Abruzzo, così come in tutte le altre zone d’Italia attraversate dalle infrastrutture della società, i lavori saranno seguiti da accurati interventi di ripristino ambientale che consentiranno di riportare i territori interessati alle condizioni originarie, quando non migliorative in alcuni casi”.

A sostenerlo è Snam in replica alla lettera inviata da alcune associazioni ambientaliste al Governo in cui si chiede di bloccare i progetti per la costruzione di una centrale di compressione a Sulmona  e la realizzazione del metanodotto “Linea Adriatica” di 425 chilometri da Sulmona a Minerbio, in provincia di Bologna.

Questo in replica all’ennesimo attacco alla mega-opera, che prevede la realizzazione di una centrale di compressione a Sulmona, da parte di dieci associazioni nazionali e due regionali che chiedono al Governo di bloccare il progetto.

Si tratta di Mountain Wilderness, LIPU, WWF, Greenpeace, Italia Nostra, Altura, Pro Natura, Gruppo Intervento Giuridico, Salviamo l’Orso, Rewilding Apennines e le regionali ‘Dalla parte dell’Orso’ e Cai Abruzzo.

Il 28 maggio scorso le 12 associazioni hanno inviato una lettera molto dettagliata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, della Cultura Dario Franceschini e della Sanità Roberto Speranza. Nel testo le associazioni evidenziano “l’inutilità delle due nuove infrastrutture e le numerose criticità di un progetto che, se realizzato, avrebbe un impatto notevolissimo sull’ambiente, sulla salute, sulla sicurezza e sulle economie dei territori attraversati”.

Tesi respinta al mittente dalla Snam che sottolinea che “le proprie iniziative sui territori italiani non danneggiano in alcun modo né gli alberi né gli ecosistemi”.

“In particolare, come da prassi – si legge in una nota – la società provvederà al reimpianto di tutte le essenze arboree e alle cure colturali per un periodo di almeno cinque anni, al fine di assicurare il completo ripristino della vegetazione. Peraltro, i progetti saranno realizzati utilizzando le migliori tecnologie disponibili in termini di compatibilità ambientale, incluso l’impiego di soluzioni ‘trenchless’, minimizzando cioè gli scavi a cielo aperto”.

“Da ottant’anni, Snam – prosegue la nota della società – realizza in tutta la Penisola progetti infrastrutturali complessi in totale armonia con l’ambiente, compresi parchi naturali. Un esempio della compatibilità ambientale delle opere di Snam si trova proprio in Abruzzo e in particolare nel Parco della Majella, attraversato per oltre 15 km dal metanodotto Campochiaro-Sulmona”.

Opposta la posizione delle associazioni.

“Sono opere – ha dichiarato Mario Pizzolla di Comitato Cittadini per l’Ambiente Sulmona – che non servono e che porteranno ad un aumento del costo del gas. Questa opera costa 1,9 miliardi di euro. Il gas tra l’altro verrà venduto a Paesi del Nord Europa, ma nonostante questo la Snam, con il sostegno dei Governi va avanti grazie anche agli incentivi di Italia e Unione Europea. Un’opera devastante anche dal punto di vista sismico proprio perché attraversa aree sismiche”.

“In quell’area – spiega poi Stefano Civitareale dell’associazione Salviamo l’Orso – ci sono molti esemplari di orso e branchi di lupi che rischierebbero di sparire. Parliamo poi di un progetto che prevede la scomparsa di pare cinque milioni di alberi e questo rappresenta un grosso danno per il nostro ambiente ed ecosistema per cui invitiamo il Governo con questa lettera a prendere una posizione”.

 

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