METANODOTTO SNAM: PIETRUCCI INCALZA MARSILIO: “IMPUGNI AUTORIZZAZIONE AL TAR DEL LAZIO!”

27 Novembre 2022 11:05

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – “ll presidente della Regione Marco Marsilio, se ha un residuo di dignità politica ed istituzionale impugni, entro il 4 dicembre davanti al TAR del Lazio la delibera del Consiglio dei Ministri, che ha autorizzato la realizzazione del metanodotto Snam. È semplicemente assurdo autorizzare subito il metanodotto e rinviare ad un momento successivo lo studio dell’Ingv  sull’eventuale rischio sismico”.

La perentoria richiesta è del consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci.

Come già riferito da Abruzzoweb, il viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica Vannia Gava, della Lega, ha annunciato che il ministro Gilberto Pichetto, di Forza Italia, firmerà il provvedimento già nei prossimi giorni il definitivo ok alla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno, spiegando che “si tratta di un’infrastruttura strategica per l’Italia e per l’UE ai fini della diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento energetico”.

Funzionale al metanodotto è la centrale di compressione da da 180 milioni di euro di investimento, in località Casa Pente, vicino Sulmona, che  ha già avuto l’okay per la valutazione di impatto ambientale  e manca solo la valutazione di fattibilità del governo. Il metanodotto per il governo rientra in un sistema di gasdotti della lunghezza complessiva di 443 km: il tratto da Sulmona  a Foligno in Umbria, quello da Foligno a Sestino, in Toscana, di cui manca l’approvazione dello stesso ministero, e la tratta da Sestino a Minerbio, hub romagnolo della rete del gas, e dove Snam ha un importante giacimento di stoccaggio, la cui autorizzazione alla costruzione è stata già rilasciata.

A restare fortemente contrari all’opera  i comitati ambientalisti di Sulmona e abruzzesi,  forze politiche come il MoVimento 5 stelle, oltre a più di un comune lungo il tracciato, con uno schieramento bipartisan, visto che ad esempio si oppongono con forza il sindaco di Navelli Paolo Federico di Fdi, e il sindaco di Sulmona, Gianfranco di Piero, del Partito democratico, che assieme ad un fronte di altre decine di sindaci, contestano la pericolosità e potenziale inquinante dell’impianto di compressione e del metanodotto.

LA NOTA DI PIETRUCCI





Il comportamento di Marsilio nella seduta del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre scorso, che ha autorizzato il Metanodotto Sulmona-Foligno, rappresenta una umiliazione e una offesa. Peraltro ciniche e per di più inutili e gravi.

Una umiliazione e una offesa perché Marsilio prima ha tradito la volontà sempre espressa (nel passato e ribadita ancora oggi) da tutti i Comuni interessati e poi ha capovolto, senza alcuna valida ragione, la posizione di contrarietà espressa dalla precedente giunta regionale e dai diversi Consigli regionali succedutisi dal 2010 fino ad oggi.

Egli sostiene di non aver modificato formalmente la negazione dell’intesa espressa dal suo predecessore Luciano D’Alfonso, ma in realtà non ha fatto nulla per difenderla. La sua è pura ipocrisia e con il suo irresponsabile comportamento, non ha fatto altro che spianare la strada all’autorizzazione.

Se ha un residuo di dignità politica ed istituzionale impugni, entro il 4 dicembre davanti al TAR del Lazio la delibera del Consiglio dei Ministri.

Marsilio è stato cinico perché non ha nemmeno avuto il coraggio di parlare esplicitamente ed espressamente: si è nascosto dietro vuoti e anonimi pareri tecnici: la nota n. 188892/22 del Servizio Genio Civile che “non riscontra competenze specifiche per quanto attiene all’aspetto antisismico” (!) e la nota n. 244231/22 del Servizio Politiche Energetiche che comunica “stante la mancanza di dirette competenze, attesta l’assenza di motivazioni tecniche ostative di competenza regionale” (come a dire: non c’entriamo niente, quindi siamo d’accordo!).

Marsilio, infine, avalla una decisione inutile sul piano strategico e dannosa per il futuro.

Infatti già adesso la rete metanifera nazionale ha una capacità di trasporto dal Sud di oltre 50 mld. di metri cubi ed è in buona parte inutilizzata. Ciò nonostante l’Italia, in questa fase geopolitica successiva alla guerra in Ucraina, sta importando più gas dell’anno scorso, tanto da averne finora rivenduto all’estero oltre 2 miliardi e 700 milioni di metri cubi, cosa mai successa in passato e, ribadiamo, con la rete già esistente. Inoltre gli stoccaggi sono pieni al 95%, un livello raggiunto con un mese di anticipo rispetto all’anno passato.





Insomma non è vero che serve accrescere e potenziare la rete: quella che c’è basta e avanza.

Invece, proprio la crisi energetica spinge ad accelerare quella transizione verso fonti rinnovabili che, se fosse iniziata qualche decennio fa, oggi ci renderebbe più indipendenti, liberi e orgogliosi per i risultati ambientali.

Per il metanodotto restano del tutto intatte e gravi le tante criticità da sempre evidenziate, e in particolare il problema della sicurezza legato all’altissima sismicità del territorio.

E invece, la Delibera del Governo autorizza “la realizzazione dell’opera in conformità agli esiti delle verifiche svolte da un Ente terzo con specifico riguardo alla mappatura delle faglie note lungo il tracciato […] e in caso di criticità lo stesso Ente terzo dovrà valutare le soluzioni costruttive più idonee”.

Altro che studio dell’INGV con eventuali modifiche del tracciato per la messa in sicurezza dell’opera!

È semplicemente assurdo autorizzare subito il metanodotto e rinviare ad un momento successivo lo studio dell’INGV! Per qualsiasi opera, pubblica o privata, gli studi sismici sono propedeutici all’autorizzazione. Invece si è stravolto il procedimento solo per favorire la Snam. Al posto dello studio, di cui il Governo e SNAM hanno paura, si offre una misera “compensazione economica” con cui si pensa di comprare la dignità e il silenzio di popolazioni che meritano amministratori degni e coraggiosi e non piegati agli interessi delle multinazionali dell’energia.

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