ELIANA UCCISA CON UN COLPO DI PISTOLA, ARRESTATO IL COMPAGNO 39ENNE

FEMMINICIDIO A MIGLIANICO, L'UOMO SI E' COSTITUITO; IL DELITTO AL TERMINE DI UNA LITE; ARMA DETENUTA ILLEGALMENTE; LA DONNA LASCIA DUE BAMBINI; SINDACO: "SERVIZI SOCIALI AVEVANO SENTITO PIU' VOLTE LA VITTIMA"

19 Dicembre 2022 14:27

Chieti - Cronaca

MIGLIANICO – Sconcerto a Miglianico (Chieti) per la tragica morte di Eliana Maiori Caratella, 41 anni, uccisa con un colpo di pistola al volto.

Uccisa, in casa, dall’uomo con cui aveva una relazione da poco più di un anno, al culmine di una lite. L’ennesimo femminicidio consumato tra le mura domestiche, un copione già ripetutamente visto che si snoda, purtroppo, su storie con sempre nuovi protagonisti.

Giovanni Carbone, 39enne, questa mattina ha impugnato una pistola e ha sparato a bruciapelo i colpi che hanno posto fine alla vita di
Eliana.

Non si sa perché avesse con sé quell’arma, che pare detenuta illegalmente, non è stato ancora possibile capire se lei, trovata esanime in taverna, abbia tentato di sfuggire alla furia di quell’uomo al quale spesso aveva anche affidato i suoi figli.

Perché lei, Eliana, aveva due figli piccoli; con loro e con il nuovo compagno, dopo la separazione dal marito, viveva a Miglianico, piccolo centro immerso nelle campagne della provincia di Chieti.

Lui si è costituito quasi subito, presentandosi ai carabinieri di Miglianico, e nel pomeriggio, a bordo di una gazzella che si è allontanata a sirene spiegate, ha lasciato la caserma.





I figli di Eliana, impiegata di banca, erano a scuola, quando nell’appartamento di via Antonelli, in un complesso di villette a schiera distante dal centro del paese, si è consumata la tragedia. Lì è arrivata, disperata, in lacrime, la sorella di Eliana.

Nel primo pomeriggio, poi, il sostituto procuratore di Chieti Lucia Campo e il medico legale Cristian D’Ovidio; entrambi hanno lasciato l’abitazione senza fare dichiarazioni ai giornalisti.

Neanche l’avvocato Franca Zuccarini, legale assegnato d’ufficio al 39enne, ha parlato con la stampa uscendo dalla caserma dei carabinieri dopo una breve permanenza. Carbone dinanzi al Pm si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La donna, mamma affettuosa, solare, appassionata di sport, di viaggi, come si evince dal suo profilo social, lavorava nell’istituto bancario Intesa San Paolo, in corso Vittorio Emanuele a Pescara.

“L’intera comunità di Miglianico è sconvolta da un evento che mai si era verificato nel nostro territorio e che segnala come purtroppo le relazioni sociali, familiari, sentimentali stiano accusando pesantemente le conseguenze di una situazione generalizzata che non consente più ai singoli di ritrovare il senso di equilibrio dopo una qualsiasi frattura”, le parole del sindaco, Fabio Adezio.

“I servizi sociali del Comune – fa sapere il primo cittadino – avevano sentito più volte la vittima di questo insensato omicidio, cercando di stare vicino alle difficoltà di una mamma di famiglia alle prese con una situazione particolare della propria vita affettiva, ma quando accadono queste tragedie ognuno di noi sente di non aver fatto abbastanza per chi si è trovato a soccombere di fronte ad un gesto insensato e incomprensibile, che non aveva avuto alcun segno premonitore”.

“Viviamo in una realtà in cui generalmente i problemi venivano risolti comunitariamente, in cui il vicinato, la cerchia familiare allargata, la comunità civica aiutavano con grande delicatezza e spesso in maniera incisiva le persone a superare i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana fornendo un supporto che ora l’evoluzione della società, l’individualismo imperante, la rincorsa ad avere l’immagine più bella possibile sui social, buon ultimo, lo straniamento imposto dalla pandemia di Covid-19 hanno fatto venire meno, amplificando le fragilità e il senso di solitudine, mali che spesso conducono a gesti incomprensibili”.





“Oggi però credo che l’atteggiamento giusto da tenere sia il silenzio, unito, per chi crede, alla preghiera, sia per la vittima, sia per i suoi figli, rimasti senza madre, e anche per chi ha compiuto un gesto che non ha possibilità di giustificazione”, conclude il sindaco.

“Eliana frequentava Francavilla al Mare, dove c’è la sua famiglia d’origine, ma viveva da qualche anno nella vicina Miglianico. La nostra comunità è sconvolta – dice il sindaco di Francavilla al Mare, Luisa Russo – Eliana era una ragazza molto conosciuta e benvoluta. Di fronte a un fatto del genere posso solo dire che ritengo si debba lavorare moltissimo sull’educazione, far capire ai ragazzi cos’è l’amore, il
rispetto fra persone; soprattutto, far capire alle donne che devono denunciare, ma per far questo non dobbiamo farle sentire sole, dobbiamo fornire un supporto concreto e reale. Anche se non so se Eliana avesse denunciato qualcosa”.

“Non possiamo che restare sgomenti attorno all’orrore che si è consumato oggi a Miglianico. Ci stringiamo al dolore che ha colpito i figli e la famiglia della donna, strappata alla vita a soli 41 anni da un uomo, il suo compagno. Sempre di più chiediamo l’applicazione della Convenzione di Istanbul in materia di prevenzione perché nei nostri paesi, nelle nostre città non si debbano più vivere giornate come quella odierna”, dichiara Marielisa Serone D’Alò, responsabile Politiche per la parità e i diritti del Partito Democratico abruzzese.

“Un femminicidio – prosegue Serone D’Alò – che non ci lascia indifferenti e che per noi rappresenta un monito per proseguire la lotta contro la violenza sulle donne. Passi in avanti sono stati fatti, ma molto c’è ancora da fare affinché vi sia un profondo cambiamento culturale oltre che sotto il profilo normativo”.

 

 

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