MOBILITAZIONE NEL TERRITORI PER I RECENTI CIRCA 250 EXTRACOMUNITARI INVIATI DAL GOVERNO. NEL CAPOLUOGO REGIONALE, PREOCCUPATO UN GRUPPO DI ABITANTI DI UN INSEDIAMENTO DI VILLETTE, PER IL VICINO CENTRO ACCOGLIENZA: “INTERVENGANO LE ISTITUZIONI, ABBIAMO PAURA DI FAR USCIRE I NOSTRI FIGLI CASA"

MIGRANTI: ABRUZZO IN PIAZZA PER ARRIVI E CONTAGI; L’AQUILA: MONTA PROTESTA FRAZIONE SANT’ELIA

7 Settembre 2020 07:51

L’AQUILA – Monta la protesta nei vari territori abruzzesi per l’arrivo di migranti sbarcati sulle coste siciliane che il Governo nazionale sta inviando nelle regioni italiane: in Abruzzo, nelle ultime settimane, sono arrivati circa 250 migranti e di questi almeno 60 sono risultati positivi al coronavirus, dopo i controlli locali seguiti a quelli che in partenza avevano certificato la negatività. Tanto che l’assessore regionale alla Salute, la leghista Nicoletta Verì, ha già detto di voler effettuare una nuova tornata di tamponi.

A spingere la mobilitazione sono proprio i militanti della Lega che sono scesi in supporto delle comunità preoccupate “per la sicurezza sociale e sanitaria messa a rischio dalla presenza di clandestini, anche in piccoli centri, ad alta concentrazione di anziani e bambini”.

Dopo la mobilitazione nella Marsica, a Civita d’Antino, quella dei giorni scorsi a Paterno, frazione del comune di Avezzano, ha portato al trasferimento a soli due giorni dall’arrivo nella struttura dello Ial Cisl ritenuta inadeguata dal punto di vista strutturale, di 25 migranti, di cui 13 a Vasto, dove nei giorni scorsi erano già stati assegnati 30 extracomunitari, e 12 all’Aquila nella struttura del Movimento celestiniano diretto da Padre Quirino Salomone, nelle vicinanze del quartiere di Pettino e della sede del comando regionale della Guardia di Finanza.

La Prefettura dell’Aquila aveva ritenuto idoneo lo spazio, secondo fonti interne, per una sistemazione momentanea, ad affrettare lo sgombero in un territorio al voto il prossimo 20 e 21 aprile, è stato un provvedimento del commissario prefettizio di Avezzano, Passerotti.

Tra gli altri paesi al centro di polemiche e proteste, oltre a Vasto, Gissi e Civitella del Tronto: ma è nel capoluogo regionale che sta crescendo la tensione per la presenza di un numero sempre maggiore di migranti nella frazione di Sant’Elia in una struttura che insiste nelle immediate vicinanze di un insediamento abitativo residenziale.

Si tratta della seconda, in città, la prima, infatti, si trova nel cuore del quartiere di Pettino nel già citato centro dove opera il Movimento celestiniano.

Nella frazione di San’Elia un gruppo di residenti si è fatto sentire, sia pure chiedendo di rimanere anonimi, lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni: “intervenire per rimuovere la problematica, altrimenti sarà mobilitazione”.

“Nel caldo silenzioso agostano nasce un centro migranti a Sant’Elia – attaccano i residenti -, ormai non ci sono più dubbi, è stato realizzato a Sant’Elia un vero e proprio centro di raccolta migranti. La loro presenza rischia di stravolgere le abitudini e la vita dei residenti della zona, peraltro, fino ad adesso, sempre tranquillissima. Il pericolo, che sembrava scongiurato nell’agosto del 2017 da alcuni considerato una bufala estiva, si è trasformato in un vero e proprio incubo che gli abitanti della frazione residenziale si ritrovano a vivere in questi giorni”.

Per il gruppo di cittadini, “si sta assistendo ad un vero e proprio ‘sbarco’ di migranti tra le villette della zona residenziale con sconcerto e disappunto dei residenti. Un numero imprecisato di migranti è stato collocato nell’edificio dell’albergo Villa delle Rose di Sant.Elia, accanto al ristorante Frank Ross, chiuso dai tempi del terremoto e considerato fatiscente ed abbandonato. I migranti si aggirano per via dei Manieri destando paura e sconcerto tra i residenti. Il numero dei migranti è in continua crescita e la situazione sembra diventare esplosiva”.

Alcuni cittadini confessano di aver preso “precauzioni”: “alcuni residenti – racconta un proprietario di una colletta – hanno vietato ai figli di passeggiare intorno alle case e si stanno organizzando per scongiurare una situazione che potrebbe diventare pericolosa. Ci si chiede come sia possibile trasferire in una zona residenziale a ridosso della città e, in un edificio fatiscente, dei migranti e lasciandoli girovagare con cuffiette e telefonino e parcheggiarli senza far nulla nelle vicinanze delle case? Se, giustamente, non potevano stare a Paterno perché devono alloggiare in una zona residenziale del capoluogo? Forse L’Aquila è più adatta ad ospitare centri di migranti? Quali gli interessi in gioco? Perché creare degrado e svalutare una zona residenziale della città dell’Aquila? La politica si mobiliti immediatamente per fermare questo scempio altrimenti i residenti si organizzeranno autonomamente. Attendiamo risposte immediate altrimenti sarà mobilitazione – concludono i cittadini di Sant’Elia. 

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