“MIO MANDATO IN TUA IN SCADENZA, DECIDA REGIONE”, GIULIANTE, “FUTUR-A E’ ALTROVE DA CERTA POLITICA”

INTERVISTA A PRESIDENTE SOCIETA' REGIONALE DEI TRASPORTI DOPO L'ADDIO ALLA LEGA. ALTRE BORDATE A SEGRETARIO D'ERAMO, "DECIDEVA LUI CHI AVEVA DIRITTO DI VOTO, ALTRI AMMINSTRATORI PRONTI AD USCIRE", SUL NUOVO MOVIMENTO, "REALTA' PLURALE, RADICATA SU TERRITORIO"

di Filippo Tronca

22 Novembre 2021 16:17

Regione: Abruzzo

PESCARA – La rivelazione di essere pronto a farsi da parte dalla presidenza della Tua, la società regionale dei trasporti, dopo l’approvazione del Piano strutturale e del bilancio, ovvero a gennaio, “visto che sono alla fine del terzo anno del mandato, e facendo scuola rispetto a diverse situazioni che si sono verificate in questo territorio, il giorno stesso che ho lasciato la Lega, ho  scritto al presidente Marco Marsilio”. Altre bordate al suo ormai ex partito, e al segretario regionale, il deputato aquilano, Luigi D’Eramo, partito, assicura da cui usciranno tanti altri amministratori, scontenti dell’andazzo. Il suo nuovo movimento civico, Futur-a, definito come un movimento plurale, e “l’altrove rispetto ad un modo di fare politica non radicato nel territorio”, a chi “gestisce i partiti con una chat”.

E’ un fiume in piena, nell’intervista in  diretta streaming di Abruzzoweb, Gianfranco Giuliante,  presidente della Tua, ex assessore regionale, che pochi giorni fa ha dato il suo addio alla Lega, in cui era entrato nel 2017, dopo decenni di militanza nel centrodestra e in Forza Italia.

Giuliante, all’Aurum di Pescara sabato ha lanciato il progetto politico Futur-A, di cui è coordinatore, annunciando la costituzione  un think thank che si occuperà di redigere una serie di proposte per disegnare il futuro dell’Abruzzo. A guidarlo sarà il presidente emerito della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, definito “tecnico d’area”, coadiuvato da Gianluca Luminari, responsabile del Movimento Partite Iva Unite, da Giancarlo Silveri e da Pino Farchione.

Presenti numerosi amministratori e politici abruzzesi, dei consiglieri regionali Manuele Marcovecchio e Marianna Scoccia, che dopo l’uscita dall’Udc e il passaggio al gruppo misto avrebbe così trovato una nuova casa, dei vertici abruzzesi e del Gruppo del Comune di Pescara dell’UDC e di Abruzzo al Centro, formazione civica ispirata da Gianni Di Pangrazio.

Marcovecchio è uno dei tre consiglieri su dieci, insieme Simone Angelosante, ex sindaco Ovindoli, non riconfermato alle elezioni di ottobre,  Antonio Di Gianvittorio che hanno lasciato la Lega in dissenso con lo “stile” di comando del segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo, per costituire il gruppo Valore Abruzzo. Lo stesso Giuliante, da tempo ai ferri corti con D’Eramo, ha demolito l’azione del partito in Abruzzo.

A rappresentare letteralmente il futuro impegno politico, di Giuliante è dunque ora il nuovo movimento civico, tanto che, almeno a suo dire,  non sarebbe un dramma per lui  lasciare libera la sua poltrona alla Tua.

“Facendo scuola rispetto a diverse situazioni che si sono verificate in questo territorio, il giorno stesso che ho lasciato la Lega – afferma Giuliante – ho mandato una email al presidente della Regione Marco Marsilio,  spiegando che appena definiti due importanti provvedimenti che stiamo per licenziare, il Piano strutturale e il bilancio, mi rimetto alle valutazione della proprietà , ovvero della Regione. Sono del resto alla fine del terzo anno di mandato, e spetterà alla Regione Abruzzo decidere quale sarà la nuova composizione dei vertici della società”.

Assicura poi che Futur-a non vuole minare il campo dell’attuale maggioranza.

“Futur-a è una confederazione plurale, ha un perimetro particolare: a chi mi dice se è di centro, destra o sinistra, io rispondo che in questa fase è ‘altrove’, rispetto a chi è abituato a gestire un partito via chat, a chi non conquista posizioni sul territorio sudandosele, rispetto a scelte che no condividiamo. Dialoghiamo con  Marcovecchio, Di Gianvittorio e Angelosante che hanno già dichiarato esplicitamente di voler continuare a sostenere l’amministrazione regionale di Marsilio E c’è dall’altra parte Marianna Scoccia che oggi è all’opposizione, ed è uscita da quella maggioranza”.

Assicura dunque che ci sono  “oltre 120 amministratori che hanno aderito a questo progetto per provare ad  uscire da uno stagno in cui si è cacciato dalla politica in Abruzzo che si consuma nelle chat, con le foto postate e sotto le manine che applaudono,  i pollici e i muscoli.  Riteniamo che bisogna ricostruire un rapporto col territorio, e ci sono non a caso  decine e decine di realtà civiche che hanno dimostrato interesse a questo progetto e molte hanno già aderito”.

Giuliante non perde poi l’occasione per  lanciare altre bordate alla Lega e in particolare al suo segretario regionale.

“Come ho già evidenziato nella lettera scritta a Matteo Salvini – afferma Giuliante -,  sono stato oggetto di un ‘daspo’, perché nella Lega abruzzese il segretario regionale decide chi è elettorato attivo e chi passivo, chi può partecipare alla vita politica in senso stretto della  Lega, e chi no. Io sono stato messo in questa seconda categoria, in un partito che ha appena 120 iscritti, fatto davvero straordinario, visto che ha ben  44 persone nell’esecutivo, e quindi ho preso atto di questo tipo di realtà e mi sono regolato di conseguenza”.

Assicura poi Giuliante che non sarà certo l’ultimo che dirà addio alla Lega, preconizzando una vera e propria fuga di amministratori, molti dei quali pronti ad aderire al suo progetto politico.

“Sono a conoscenza di molti malumori  e alcuni già si sono manifestati prima che il progetto di Futur-a si concretizzasse. Ricordo che prima delle elezioni amministrative sono usciti dalla Lega  due consiglieri comunali a Vasto, l’intero gruppo di consiglieri a Francavilla. Poi come noto sono usciti i tre consiglieri regionali, ancora prima c’erano state persone che hanno abbandonato il gruppo della Lega a L’Aquila. La Lega oggettivamente dovrebbe porsi il problema del perché ci siano talmente tanti persone che dopo aver aderito in maniera convinta hanno deciso di lasciare o stanno per farlo”.

La domanda scontata è dunque “lei che idea si è fatto, che risposta può dare in tal senso?” E Giuliante risponde, puntando di fatto il dito ancora una volta contro DEramo: “E’ un partito che probabilmente ha avuto una scarsa capacità di relazionarsi al proprio interno  questo ha creato disagio nelle persone che avevano convintamente aderito. La Lega in un particolare momento storico ha goduto della capacità di fascinazione del leader e ha  preso percentuali altissime, ma  poi questo consenso deve essere messo a frutto, strutturandosi sul territorio. Invece si è pensato soltanto di sopravvivere con la presenza dei leader e varia umanità, pensando di aver fatto 13 al Totocalcio”.

LA DIRETTA 

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