MONDIALI IN QATAR, CI MANCANO SOLO GLI SCANDALI SPORTIVI

7 Dicembre 2022 08:53

Mondo - Cronaca, Sport

Il calcio, purtroppo, nella sua storia ha avuto tantissimi scandali sportivi. E se vedi l’articolo troverai un utile approfondimento. Almeno nel momento in cui scriviamo, sembra che in Qatar, dove è successo di tutto, mancherebbe solo il calcio scommesse.

Eh sì, perché i Mondiali 2022 sono stati molto discussi, osteggiati, supportati, a seconda di era favorevole o no all’assegnazione a questa penisola araba di ospitare la competizione più importante in assoluto. E le polemiche sono state davvero tante. Ripercorriamole.

C’è stata davvero la corruzione?
Aleggiano delle strane diceria sull’assegnazione al Qatar dei Mondiali 2022. Ci sarebbero ipotesi di corruzioni – al momento comunque non confermate – che avrebbero consentito al Qatar di poter ospitare questa competizione e ottenere prestigio da tutto il mondo.





Al momento, non si sa con chiarezza la verità però mai nella storia, salvo per ragioni geopolitiche, nessuna edizione dei Mondiali ha visto in maniera così insistente le voci sulla corruzione. Forse, solo Italia ’90.

Il dramma dei lavoratori morti
Questo è un dramma di cui se ne è parlato davvero troppo poco. Anche perché gli sceicchi hanno praticamente ‘vietato’ ai giornalisti stranieri di indagare mentre quelli del paese, ovviamente, hanno fatto in modo di sostenere come i lavoratori morti per costruire gli stadi non sarebbero così tanti come si pensa.

Anche in questo caso, è davvero difficile sapere la verità perché il Qatar è uno stato molto ‘chiuso’ e non permette certamente la libertà di stampa. Il fatto certo è che, comunque, i lavoratori non hanno certamente svolto il loro mestiere nelle migliori condizioni possibili poiché lì non c’è una vera e propria legge sulla sicurezza come siamo abituati a pensare.

La ‘cancellazione’ del diritto di parola
I calciatori devono fare i calciatori. Questa è stata la motivazione con cui le autorità hanno ‘costretto’ alcune Federazioni a mettere a tacere le iniziative che i capitani di alcune squadre volevano mettere in atto per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle minoranze.





Qualcosa, però, è passato come ad esempio la protesta dei calciatori iraniani che non hanno cantato l’inno nazionale nella prima partita. Una scelta pagata a carissimo prezzo tanto che le loro famiglie sarebbero state in pericolo che i giocatori avessero continuato nella loro iniziativa.

Per non parlare, poi, della fascia arcobaleno ‘OneLove’: Kane era pronto a indossarla ma di fronte a una sanzione sportiva (si era parlato di ammonizione) la Federazione inglese ha deciso di ‘bloccare’ l’attaccante. Infine, da menzionare le bocche cucite della Germania che non sono state neppure inquadrate dalla regia.

Tifosi ‘finti’ allo stadio?
I faraonici stadi del Qatar sono semivuoti. Sì, questa è la verità. A nulla sono valsi i tifosi finti che ogni volta cambiavano la bandiera per illudere della presenza di persone straniere che sono giunte lì a tifare per la propria Nazionale.

Emblematico fu il caso, divenuto virale sui social, di uno pseudo tifoso che indossava la maglia dell’Arabia Saudita per poi sfilarsela mettendosi quella della Polonia. Mezzucci di uno stato che, dal punto di vista calcistico, ha ancora molto da imparare.

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