RECUPERATA SALMA 37ENNE DI CITTA' SANT'ANGELO, SUL MONTE CAMICIA, DISPERSO VENERDI'; FATALE GHIACCIO PER 58ENNE DI LANCIANO E 55 ENNE DI SORA, PRECIPITATI IN UN BURRONE A RAVA DEL FERRO

MONTAGNA CHE UCCIDE: UN ESCURSIONISTA MUORE SUL GRAN SASSO, DUE SULLA MAJELLA

1 Dicembre 2019 13:08

L'AQUILA – Giornata drammatica sulle montagne d'Abruzzo, con tre vittime nel giro di poche ore.

Il corpo senza vita di Matteo Martellini, 37 anni, di Città Sant'Angelo, è stato ritrovato da una squadra di tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo sul versante Sud-Ovest del monte Camicia, in un piccolo canale parallelo al sentiero del Centenario a 2.200 metri di altezza. Aveva fatto perdere le sue tracce da venerdì.

A stretto giro, un'altra terribile notizia: l'elicottero del 118 di stanza a L'Aquila, con a bordo due tecnici di elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sta operando sulla Majella, in località Rava del Ferro, per il recupero dei corpi senza vita di Gianpiero Brasile, 58 anni, originario di Lanciano, e Antonio Muscedere, 55, originario di Sora e residente a Posta Fibreno (Frosinone). Il secondo escursionista sarebbe precipitato nel tentativo di raggiungere e soccorrere il compagno che per primo è scivolato sul ghiaccio.

I due, morti sul colpo, erano insieme ad altre quattro persone. L'incidente è avvenuto in località Rava del Ferro, a 2.500 metri di quota, nel territorio comunale di Sant'Eufemia a Maiella (Pescara), all'interno del Parco nazionale della Majella. Due degli escursionisti sono riusciti a raggiungere i compagni precipitati ed hanno atteso l'arrivo dei soccorritori.

Sono stati trasportati in elicottero all'ospedale di Pescara in stato di choc, ma le loro condizioni di salute sono buone.

Gli altri due del gruppo sono rimasti in quota e sono riscesi a piedi insieme ai tecnici del Cnsas. Le salme sono state trasportate in obitorio dagli elicotteri del 118 e dei Vigili del Fuoco per tutti gli accertamenti del caso. Sul posto anche i Carabinieri della Compagnia di Popoli (Pescara) e quelli Forestali del reparto Majella.   

La vittima del Gran Sasso, Matteo Martellini, non era sposato, era un ex giocatore di pallamano e una guida alpina esperta, con esperienze di alplinismo maturate anche in Norvegia.

Presente sul luogo anche il sindaco di Città Sant'Angelo, Matteo Perazzetti, che dal centro di coordinamento di Campo Imperatore, sta seguendo da questa mattina le operazioni di ricerca e recupero.

Il giovane escursionista aveva fatto perdere le sue tracce venerdì, dopo che si era avventurato da solo lungo il sentiero del Centenario a circa 2.500 metri, sul Gran Sasso.





L’allarme è scattato venerdì alle 23,30 da parte di un amico, che sapendo che il giovane era andato sul Gran Sasso, non lo aveva visto tornare. La sua auto era parcheggiata a Fonte Vetica e la bicicletta a Vado di Sole. Le ricerche sono state portate avanti con un considerevole numero di tecnici non soltanto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ma anche della Guardia di Finanza Il lungo sentiero del Centenario, è stato sorvolato in entrambi i versanti dai due elicotteri del 118 e dei Vigili del Fuoco. Oggetto delle ricerche sono stati anche sentieri e canali che la persona dispersa si suppone avesse percorso per sfuggire al maltempo che nel pomeriggio di ieri si è riversato sul Gran Sasso. Tutto inutile.

Secondo una prima ricostruzione Martellini, aveva lasciato la bici nel punto in cui sarebbe dovuto arrivare a piedi e poi aveva parcheggiato l'automobile nel piazzale, per iniziare l'escursione. L'incidente sarebbe avvenuto a poca distanza dall'auto. Non è escluso, si apprende, che il giovane sia morto a causa dei traumi riportati nella caduta. Martellini era uno sportivo ed un grande amante della montagna e della bici. Numerosissime, sui suoi profili social, le immagini scattate nel corso delle sue avventure, in Italia e all'estero.

In passato aveva anche giocato come portiere nella squadra di pallamano di Città Sant'Angelo, paese in cui attualmente viveva dopo varie esperienze fuori. In un caso, insieme ad alcuni amici cicloturisti, aveva attraversato la Norvegia in bici. Quell'avventura è poi diventata un documentario dal titolo “Road to Norway 2019”.

Proprio in Norvegia il 37enne aveva vissuto per un periodo ed aveva lavorato come guida escursionistica.

Il sindaco Perazzetti, che ha seguito tutte le operazioni di ricerca e recupero dalla sede del coordinamento soccorsi di Campo Imperatore, dice: “Lo conoscevo molto bene, avevamo la stessa passione per la montagna. La scorsa estate mi propose di fare un'escursione insieme, ma poi non riuscimmo ad organizzarci a causa dei miei impegni istituzionali”. “Matteo purtroppo non ce l'ha fatta – scrive sui social il primo cittadino – la sua passione più grande la Montagna oggi non è stata sua amica. Tutta la nostra comunità si stringe al cordoglio dei famigliari e degli amici. Voglio personalmente ringraziare l'immenso lavoro che hanno svolto in questi due giorni i soccorritori”.

“La montagna, soprattutto d'inverno, non è un videogioco, bisogna affrontarla dopo approfondite verifiche e con la adeguata preparazione fisica e tecnica: quando si commette un errore ci si può rimettere la vita, come è accaduto allo sfortunato escursionista”. Così il luogotenente della Guardia di Finanza, Paolo Passalacqua, comandante della stazione dell'Aquila del Soccorso alpino.

 

 

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