MONTE VELINO: PROSEGUONO RICERCHE DISPERSI;
VALANGA POTREBBE AVERLI TRAVOLTI

26 Gennaio 2021 08:28

L’AQUILA –  Sono ripartiti alle prime luci del giorno le squadre dei soccorritori sul Velino, dove da due giorni sono dispersi 4 escursionisti avezzanesi.

Si tratta di 8 militari della stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso a bordo di 2 mezzi e 13 della stazione dell’Aquila a bordo di 4 mezzi. I soccorsi sono scattati da Massa D’Albe (L’Aquila) da cui i 4 sono partiti ormai 48 ore fa per la gita finita forse tragicamente.

Sul posto sono presenti Carabinieri, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Gdf Cnas, mentre gli alpini del IX reggimento hanno allestito strutture da campo per agevolare i soccorsi. Si sta valutando anche se far ripartire l’elicottero AV169 da Pratica di Mare.

La speranza per quanto flebile di trovarli in vita non si è spenta, e continua ad essere imponente e determinata la mobilitazione delle squadre di soccorso.

L’indizio a cui si lavora è il segnale di uno dei telefoni cellulari dei quattro, localizzato ieri dalla Guardia di Finanza a quota 1.800 metri, in prossimità del luogo dove ieri le squadre di soccorso hanno identificato una valanga, all’incrocio tra la Valle Majelama e quella del Bicchero. Valanga che potrebbe essere anche dei giorni scorsi e segnale che non dimostra comunque che i quattro fossero esattamente lì in quel momento.

Sull’area della valanga è in corso una ricognizione aerea per valutare la possibilità di portare i soccorsi dall’alto.

Approfittando di una buona visibilità al momento sono in volo tre elicotteri: quello del 118 partito dall’aeroporto aquilano di Preturo, un 139 della Gdf arrivato da Pratica di Mare e un 412 Vigili del Fuoco di Pescara.

Far scendere uomini, cani e attrezzi consentirebbe di abbreviare i tempi per raggiungere l’area e ridurre i rischi. L’area dove si concentrano le ricerche si trova infatti a dieci km a piedi dal campo base di partenza.

Escluso l’uso dell’escavatore, la valanga dovrà essere perlustrata e scavata a mano, con l’uso delle pale.

Gli Alpini del IX reggimento L’Aquila hanno montato due tende pneumatiche riscaldate, da poter usare per i briefing, come ricovero o refettorio. Montata anche una postazione radio di raccordo tra campo base e operazioni in quota. Sono presenti sul posto 20 Alpini con mezzi fuoristrada e il cingolato blindato composto di due unità, detto “bruco”. Sono al momento 51 gli operatori a terra: Soccorso Alpino e Speleologico, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, 118 regionale, Esercito Italiano e Carabinieri. Sono in arrivo altri 20 soccorritori, anche unità cinofile

“L’ipotesi, e purtroppo drammatica, è quella che la valanga posso averli travolti. Noi però stiamo lavorando per trovare quattro persone vive, che al momento sono disperse”, ha spiegato però Fabio Manzocchi, il capo stazione del Cnsas di Avezzano.

“Abbiamo individuato questa grande valanga, un grande scarico di neve: la situazione al momento è veramente critica, continua a nevicare e quindi oltre gli accumuli vecchi c’è anche la neve nuova – ha proseguito il responsabile del Cnsas – dobbiamo aspettare”.




I dispersi sono tre commercianti avezzanesi, Gianmauro Frabotta, 30 anni, Tonino Durante, Giammarco Degni assieme a Valeria Mella, tutti molto esperti di montagna tanto da aver frequentato anche vette in Nepal.

Tonino Durante è proprietario di una coltelleria in piazza Torlonia ad Avezzano, 60 anni,  Valeria Mella hostess di Harmonia Novissima e il fidanzato Gianmarco Degni è figlio del titolare di un negozio di articoli sportivi di Avezzano, entrambe 26enni, e Gian Mauro Frabotta, 33 anni, vive e lavora a Milano ed è il figlio di Mauro Farabotta, proprietario di una nota salumeria sempre ad Avezzano.

Proprio nelle ultime ore si è tenuto un tavolo tecnico per studiare una strategia di accesso all’area di ricerca.

Nella mattinata di oggi erano presenti al campo base delle ricerche, per il coordinamento delle operazioni, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il direttore dell’Agenzia di Protezione Civile Regionale, Mauro Casinghini, e il dirigente di Protezione Civile, Silvio Liberatore.

A causa della neve, della nebbia e del forte vento, che soffia da nord ovest e ha causato accumuli di neve e numerosi e continui smottamenti, le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico e quelle della Guardia di Finanza hanno dovuto ieri  momento sospendere le ricerche. Nessuna traccia dei dispersi nei rifugi montani.

I quattro erano usciti domenica mattina alla buon ora per una ciaspolata in montagna, lungo Valle Majelama, conosciuta anche come la valle delle aquile, ai piedi del monte Cafornia.

Non si sa dove i quattro fossero diretti, quello che è certo è che non sono rientrati in serata ed è dunque scattato l’allarme.

Sono degli amanti della montagna, escursionisti con esperienza, ed erano partiti dal rifugio di Casale da Monte a Forme, frazione di Massa d’Albe, dove avevano lasciato le automobili.

I primi a avviare le ricerche i vigili del fuoco, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo. In serata si è mobilitato il Soccorso alpino di Avezzano, Sulmona e L’Aquila e la Guardia di Finanza.

All’opera, decollato dalla base di Pratica di Mare anche un elicottero dell’Areonautica militare a dare manforte agli 11 uomini, due squadre del Soccorso Alpino e una delle Fiamme Gialle, che con gli sci hanno battuto valle Majelama, cercando di seguire il percorso dei quattro dispersi.

I cellulari dei dispersi sono muti, ma questo dipende dal fatto che nella Valle Majelama c’è assenza di segnale. I carabinieri hanno chiesto alle compagnie telefoniche i codici per geolocalizzare gli apparecchi dei quattro.

Altre tre valanghe sono state individuate nella zona delle ricerche, a testimonianza

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