MONTE VELINO, SOSPESE RICERCHE 4 DISPERSI:
INDIVIDUATA CELLA TELEFONICA A 1800 METRI

AVEZZANO: ORE DI ANGOSCIA PER SORTI ESCURSIONISTI PARTITI IERI MATTINA PER CIASPOLATA LUNGO LA VALLE MAJELAMA; CELLULARI MUTI E VALANGA LUNGO ITINERARIO, OPERATIVO ANCHE ELICOTTERO AERONAUTICA MILITARE; A COMPLICARE OPERAZIONI IL MALTEMPO

25 Gennaio 2021 14:45

L’AQUILA – Interrotte al momento le ricerche dei quattro dispersi sul Velino, a Valle Majelama, a causa delle condizioni meteo che rendono impossibili ed estremamente pericolosi i soccorsi.

A causa della neve, della nebbia e del forte vento, che soffia da nord ovest e sta causando accumuli di neve e numerosi e continui smottamenti, le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico e quelle della Guardia di Finanza hanno dovuto al momento sospendere le ricerche dei dispersi, che ieri mattina erano partiti a piedi dal rifugio Casale da Monte per una passeggiata a Valle Majelama, non si sa ancora se diretti verso punta Trento o punta Trieste, le due cime del massiccio del Velino.

E sono ore di angoscia per le sorti del 33enne Gianmauro Frabotta, il 26 enne Gianmarco Degni, la cui famiglia gestisce un negozio di articoli sportivi, la 25enne Valeria Mella, fidanzata di Degni, e del 60enne Tonino Durante, 60 anni, titolare della coltelleria di via Marconi, sempre ad Avezzano.

“L’ipotesi, e purtroppo drammatica, è quella che la valanga posso averli travolti. Noi però stiamo lavorando per trovare quattro persone vive, che al momento sono disperse”, ha spiegato Fabio Manzocchi, il Capo stazione del Cnsas di Avezzano, intervistato poco fa da Il Messaggero nelle pagine social dell’edizione abruzzese.

Un ulteriore possibile indizio è il segnale di uno dei telefoni cellulari dei quattro, localizzato dalla Guardia di Finanza a quota 1.800 metri, in prossimità del luogo dove stanotte le squadre di soccorso hanno identificato una valanga, all’incrocio tra la Valle Majelama e quella del Bicchero. Valanga che potrebbe essere anche dei giorni scorsi e segnale che non dimostra comunque che i quattro fossero esattamente lì in quel momento.

Nei rifugi inoltre non c’è traccia dei 4 dispersi, spiega ancora Manzocchi, il Capo stazione del Cnsas di Avezzano.

I rifugi sono stati bonificati già ieri sera dai soccorritori. “Abbiamo individuato questa grande valanga, un grande scarico di neve: la situazione al momento è veramente critica, continua a nevicare e quindi oltre gli accumuli vecchi c’è anche la neve nuova – ha proseguito il responsabile del Cnsas – dobbiamo aspettare. E’ stato geolocalizzato intanto l’ultimo contatto di un cellulare, ossia è stato individuato l’ultimo segnale di un telefono che però non è nello stesso luogo dove si può trovare il disperso”

Le operazioni sono andate avanti quasi tutta la notte e sono riprese stamattina all’alba, da parte delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo e della Guardia di Finanza, partite ieri sera appena è scattato l’allarme da parte del papà della ragazza che ieri mattina era andata con gli amici in montagna, preoccupato perché la figlia in serata non era ancora tornata a casa.

I quattro erano usciti ieri mattina alla buon ora per una ciaspolata in montagna, lungo Valle Majelama, conosciuta anche come la valle delle aquile, ai piedi del monte Cafornia.




Non si sa dove i quattro fossero diretti, quello che è certo è che non sono rientrati in serata ed è dunque scattato l’allarme.

Sono degli amanti della montagna, escursionisti con esperienza, ed erano partiti dal rifugio di Casale da Monte a Forme, frazione di Massa d’Albe, dove avevano lasciato le automobili.

I primi a avviare le ricerche i vigili del fuoco, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo. In serata si è mobilitato il Soccorso alpino di Avezzano, Sulmona e L’Aquila e la Guardia di Finanza.

Ieri notte è decollato dalla base di Pratica di Mare anche un elicottero dell’Areonautica militare a dare manforte agli 11 uomini, due squadre del Soccorso Alpino e una delle Fiamme Gialle, che con gli sci hanno battuto valle Majelama, cercando di seguire il percorso dei quattro dispersi, due ragazzi di 25 anni e una coetanea in compagnia di un uomo di 60 anni. Tutti e quattro amanti della montagna ed escursionisti esperti, conosciuti ad Avezzano.

Durante la notte, l’elicottero dell’Aeronautica militare, l’unico con i visori notturni in grado di volare al buio e con visibilità scarsa per le difficili condizioni meteo, ha fatto salire a bordo alcuni tecnici del Soccorso Alpino e ha poi sorvolato sull’area di Valle Majelama, controllando tutte le posso aree di riparo della zona: rifugi, bivacchi e stazzi.

Ma purtroppo le ricerche dall’alto non hanno dato alcun esito e sono riprese all’alba con le squadre di terra del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza, che stanno tuttora battendo la zona. Ci sarebbero inoltre tracce di una valanga nell’area che in valle Majelama incrocia la valle del Bicchero, ma lo smottamento potrebbe essere anche di qualche giorno.

I cellulari dei dispersi sono muti, ma questo dipende dal fatto che nella Valle Majelama c’è assenza di segnale. I carabinieri hanno chiesto alle compagnie telefoniche i codici per geolocalizzare gli apparecchi dei quattro.

Altre tre valanghe sono state individuate nella zona delle ricerche, a testimonianza dell’alta pericolosità della zona per l’instabilità del manto nevoso. “Invito a rimanere a casa”, dice il colonnello Gabriele Nastasi, comandate provinciale guardia di finanza L’Aquila.

“In questo condizioni meteo non bisogna avventurarsi in montagna, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Le altre valanghe individuate nella zona del Velino testimoniano la pericolosità di quell’area. La neve fresca che sta continuando a scendere rende instabile il manto nevoso, bisogna essere rispettosi della natura e degli altri, evitando di avventurarsi in situazioni inutilmente pericolose”, rinnova il colonnello, il quale sta coordinando le operazioni per riprendere al più presto e ricerche dei quattro dispersi sul Velino.

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