VIAGGIO NEL CRATERE/40. UNO DEI PRIMI AD ADOTTARE IL PIANO MA NON PARTE

MONTEBELLO: VIAGGIO NEL CRATERE, BUROCRAZIA OSTACOLO PEGGIORE

Autore dell'articolo: Arianna Iannotti

15 Maggio 2012 08:03

MONTEBELLO DI BERTONA – Il terremoto non ha fatto vittime a Montebello (Pescara) ma ha comunque inferto un duro colpo al piccolo centro delle aree interne, famoso per essere stato tra i primi a inventarsi la formula delle sagre paesane che ha poi spopolato in Abruzzo.

La sagra degli “Antichi sapori” di Montebello si è fermata, però, proprio a causa del terremoto, visto che si teneva nel suggestivo centro storico, l’area più danneggiata dal sisma, dove è situata ancora la zona rossa.

“Zona rossa – spiega il sindaco, Venanzio Fidanza, eletto due mesi dopo il sisma – che è stata nel frattempo ridimensionata e che attualmente si riduce a due sole strade del centro storico, via Ducale e via Sant’Orsola”.

Arrivando a Montebello si nota subito il grande squarcio nelle mura dell’edificio più grande del centro storico, ingabbiato dalle strutture di sicurezza. La messa in sicurezza del palazzo ducale, di palazzo Falco, dell’edificio Tarquini e del cimitero è stata in effetti tra le prime emergenze affrontate nel paese.

“Abbiamo anche realizzato otto moduli abitativi provvisori – continua il sindaco – e restaurato la chiesa della Madonna del Carmine. Stiamo per riaprire la chiesa madre di San Pietro apostolo, manca solo il restauro dell’affresco, ma contiamo di farcela per il 29 giugno, giorno in cui ricorre la festa del patrono che è proprio san Pietro”.

A bloccare la riapertura della chiesa, in realtà, spiega il sindaco insieme all’assessore Massimo Macrini, sono soltanto problemi burocratici, perché i lavori sono finiti da tempo.

Ed è proprio la burocrazia l’ostacolo maggiore che l’amministrazione comunale si è trovata a fronteggiare alle prese con la ricostruzione post-terremoto: “Ci sono troppe strade da percorrere prima di arrivare alla meta – lamenta il sindaco – occorre assolutamente snellire le pratiche”.

“Montebello – spiega l’assessore Macrini – è stato uno dei primi all’interno dell’area omogenea 5, quella del Pescarese, ad adottare il piano di ricostruzione. Siamo però in attesa delle autorizzazioni del commissario delegato alla ricostruzione per avviare i lavori nel centro storico”.

Gli interventi più importanti sinora realizzati riguardano il complesso scolastico: il primo lotto da 520 mila euro ha permesso di riaprire a gennaio scorso le scuole medie ed elementari. Una seconda tranche di lavori deve ancora iniziare ma è già stata finanziata per 436 mila euro. Ci sono poi 500 mila euro per la scuola materna, ancora chiusa da dopo il terremoto.

Tutti finanziamenti stanziati ma non ancora disponibili e anche in questo caso il Comune scalpita per accorciare i tempi.

Il piano per la ricostruzione ammonta a 23 milioni di euro. Per portarlo a termine, secondo il sindaco, occorrono almeno sei anni. Anche se il Comune si è subito rimboccato le maniche prendendo due dipendenti a contratto e mettendoli a lavorare nel settore.

“Siamo soddisfatti per quanto fatto finora – dice l’assessore Macrini – abbiamo completato la ricostruzione degli edifici catalogati A e quasi completato quella degli edifici B e C, mentre siamo al 50 per cento di quelli catalogati E”.

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