MONTESILVANO: SPACCIO E FURTI, ARRESTI E DENUNCE DEI CARABINIERI. SEQUESTRATI 100 GRAMMI DI HASHISH

2 Novembre 2022 11:16

Pescara - Cronaca

PESCARA – Proseguono costanti ed intensificate le operazioni dei militari dell’Arma dei Carabinieri nel Comune abruzzese volte al contrasto ed alla repressione delle attività illecite.

Durante la settimana trascorsa, sono state eseguite da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Montesilvano, delle mirate attività di polizia giudiziaria volte alla repressione dei reati in genere.

In particolare nelle giornate del 25 e 29 ottobre, a seguito di una serie di perquisizioni eseguite dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesilvano, veniva tratto in arresto un uomo residente in questo centro con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio mentre un altro soggetto veniva deferito all’A.G. competente per il medesimo reato.





Nello specifico il primo, a seguito di perquisizione veicolare, veniva trovato in possesso di 65 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisa in più dosi e pronta per essere venduta sul mercato. Espletati gli accertamenti di rito, il reo è stato sottoposto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari in attesa del rito di convalida.

Per quanto riguarda invece il secondo soggetto, in seguito a mirata perquisizione personale eseguita dai militari dell’Aliquota Radiomobile di Montesilvano all’interno del parco “Cormorano”, veniva trovato in possesso di 42 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e per tale motivo, una volta espletate le formalità di rito, veniva deferito in stato di libertà all’A.G. per il reato di detenzione ai fini di spaccio.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla repressione dei reati predatori infatti, nella giornata del 27 ottobre i Carabinieri della Stazione di Città Sant’Angelo hanno tratto in arresto una donna cl. 65 in virtù dalla misura di aggravamento emessa dalla procura generale della Repubblica di l’Aquila che ha sostituito la precedente misura dell’affidamento in prova a cui la stessa era già sottoposta con quella più afflittiva della detenzione in carcere.





 

 

 

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