MORTE ANTONIETTA CENTOFANTI, ABRUZZO IN LUTTO: SE NE VA LA GUERRIERA DEL POST SISMA 2009

30 Aprile 2021 10:22

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Ha lasciato un vuoto immenso, la scomparsa di Antonietta Centofanti, 71 anni, storica addetta stampa di associazioni culturali, tra cui Atam e Solisti aquilani.

Ma soprattutto, dopo il drammatico terremoto del 2009 dell’Aquila, una delle protagoniste più importanti della battaglia di giustizia e verità sul sisma che l’aveva coinvolta in maniera molto pesante a livello personale: nella tragica notte del 6 aprile 2009 aveva perso il nipote Davide, giovane universitario tra le vittime della casa dello studente.

Tantissimi e addolorati i messaggi di cordoglio. Centofanti è morta ieri per un arresto cardiaco nella sua casa di via dei Farnese all’Aquila. È stata trovata sul divano senza vita da un’amica.  Nelle ore precedenti aveva lamentato un forte dolore all0 stomaco. Inutile ogni tentativo di soccorso. Una vicina di casa ha raccontato alla polizia di averla incontrata verso le 14.

Era nata a Pescina il primo aprile del 1950. In prima linea nel sostenere il processo alla commissione Grandi Rischi sulla sottovalutazione del rischio sismico da parte di esperti e scienziati nel corso dello sciame che ha preceduto la tragedia, la Centofanti, donna di cultura, si è distinta per alcune fondamentali iniziative nel campo sociale e della sicurezza.

Nota e stimata in città, è stata una delle anime organizzative della fiaccolata in memoria delle 309 vittime del sisma che negli ultimi due anni non si è potuta svolgere per le restrizioni legate all’emergenza covid: dal 2009 è stata portavoce del comitato familiari delle vittime della casa dello studente.

La sua morte ha lasciato attonita e commossa la comunità aquilana e nel dolore e nella disperazione i tanti che l’avevano conosciuta.

Ricordiamo le sue parole nell’ultima intervista rilasciata ad AbruzzoWeb alla vigilia del 12esimo anniversario del terremoto dell’Aquila, proprio all’interno del Parco della Memoria, a piazzale Paoli, un luogo per il quale ha fortemente combattuto: “Non si tratta di un luogo cimiteriale, ma è il fondamento del cambiamento. Perché se non ricordiamo cosa è accaduto in passato, non possiamo migliorare il presente e il futuro”.

Alla famiglia le condoglianze della redazione di AbruzzoWeb.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO

Marsilio, “Sua scomparsa lascia un vuoto in Abruzzo”

“La scomparsa di Antonietta Centofanti crea un vuoto in Abruzzo e nella città dell’Aquila in particolare. Il suo amore per il territorio è stato il fil rouge che ha contraddistinto la sua vita sia nel lavoro sia nel tempo libero. Negli ultimi anni facendosi portavoce delle vittime del sisma ha saputo tenere unita un’intera comunità provata dal dramma del terremoto, sapendo infondere speranza e voglia di ricominciare. Ai familiari esprimo il cordoglio personale e dell’intera giunta regionale”. Dichiarazione del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Biondi, “Mancherà  a tutti”

“Mancherà a tutti”. Con queste commosse parole il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, commenta la scomparsa di Antonietta Centofanti. “In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscerla e confrontarmi spesso con lei, individuando sempre un punto di d’incontro su temi di interesse comunitario: decisivo il suo apporto nell’organizzazione delle fiaccolate in memoria delle vittime del sisma così come per la condivisione sull’idea degli spazi che oggi ‘animano’ il Parco della memoria. Perché quell’area, come amava sottolineare, deve rappresentare la vita e la speranza per il futuro, oltre che un luogo di commemorazione. Ricorderemo la sua forza, l’instancabile operosità a servizio dei Solisti Aquilani e la capacità di saper essere protagonista nonostante la sua discrezione. A nome della Municipalità e a titolo personale rivolgo sentite condoglianze ai famigliari di Antonietta”.

Cgil, “Era la politica sana, e molto di più”

La CGIL dell’Aquila si unisce al cordoglio di tutta la comunità aquilana per la perdita improvvisa di Antonietta Centofanti. Antonietta Centofanti era una donna tenace e tenera. Una resistente indomita ed un’amica per molti e molte di noi. Ha rappresentato la voce di tutti e tutte coloro che non hanno creduto alle narrazioni ufficiali post sisma ed ha continuato con estrema lucidità e compostezza a chiedere verità e giustizia per le vittime del terremoto. Antonietta, però, era anche molto più di questo”.

Così in una nota la Cgil della provincia dell’Aquila.

“Era la politica sana. Era la musica. Era l’amore incondizionato per gli animali, come per ogni sofferente della terra. Era la forza della verità. Era la forza dell’amicizia. Era la forza della bellezza che si oppone al suo contrario. Era la semplicità della condivisione più vera e più spontanea. Questa città perde con Antonietta Centofanti una delle sue cittadine più belle, più oneste, più forti, più intimamente convinte che non possa esserci libertà senza giustizia. Possiamo solo ringraziarla e provare, insieme ai tanti e alle tante che oggi la piangono, a continuare il percorso che ha indicato a tutti e tutte noi”,

Liris, “Simbolo della resistenza pacifica”

“La morte di Antonietta Centofanti lascia interdetti. La sua resistenza pacifica e silenziosa, ma ferma e decisa, ha contrassegnato in modo indelebile il periodo del post terremoto”.

Lo dichiara l’assessore regionale Guido Liris di Fratelli d’Italia .

“Ha combattuto per una giusta causa, riuscendo anche a intessere una rete di relazioni a livello nazionale per unire i familiari delle vittime di stragi e catastrofi. Il suo volto e la sua voce pacata resteranno per sempre nella nostra storia. Mi piace anche ricordare la sua straordinaria sensibilità, che traspariva tutta dall’impegno sociale e culturale e dal grande amore per gli animali. Dobbiamo far tesoro di tutto, tenendo ben saldi i principi a cui si è ispirata e a cui ha dedicato un’intera esistenza, in particolare nel sofferto ultimo tratto. Giungano da parte mia e della Regione le più sentite condoglianze”.

Pezzopane, “Mi inchino davanti ad una grande donna”

“Antonietta, Antonietta, Antonietta. Continuo a ripetere il tuo nome, come se questo bastasse a tenerti tra noi. Ma non basta, no, non basta. Te ne sei andata in un pomeriggio di primavera, a casa tua, circondata dai tuoi gatti, i tuoi libri, la tua musica. In silenzio, quasi per non disturbare. Ti conosco da sempre, Antonietta, nelle prime contestazioni femministe tu c’eri, nel gruppo delle donne più grandi, quelle che hanno iniziato per prime. E che hanno insegnato a noi”.

Così Stefania Pezzopane ricorda l’amica Antonietta Centofanti, animatrice di tante battaglie post terremoto, deceduta improvvisamente ieri a L’Aquila“Poi c’eri negli spettacoli teatrali e nei concerti, tanti eventi  hai seguito, curato, guidato. Ma è quel 6 aprile che ha segnato tutto irreparabilmente. Li sei stata la più grande. La donna coraggio, senza reticenza, hai chiesto giustizia. Giustizia per Davide, che era finito sotto le macerie. La casa dello studente, maledetta e assassina. Poi i processi, le manifestazioni, le fiaccolate. Chiedevi giustizia per tutti, i morti del terremoto e Viareggio e Amatrice. Fino all’ultimo 6 aprile, insieme a te a piantare  i fiori davanti alla casa dello studente e sotto il grande telo con i nomi delle 309 vittime. Il cuore tuo si è fermato ieri pomeriggio, ma diciamo la verità. Il cuore tuo si era spezzato irrimediabilmente, quella notte, alle 3.32 quando la terra tremò e risucchiò la vita di 309 persone. Il sorriso cambiò da allora, cambiò lo sguardo, sempre più orgoglioso e battagliero, ma triste infinitamente triste. Perdo una grande e cara amica, una sorella di tante battaglia. E L’Aquila perde un simbolo della sua resistenza, una donna  coraggiosa, tenace, capace di amore vero e puro. Mi inchino alla tua  bellezza, alla tua forza, alla tua rude dolcezza. Ciao amica mia, ciao Antonietta”, scrive Pezzopane.

 

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