MORTE CECCHINI RIACCENDE RIFLETTORI SU DELITTO BALSORANO, CAPOCCITTI: “PEZZOPANE RISPETTI SENTENZE”

6 Gennaio 2021 07:28

L’AQUILA – Mentre L’Aquila piange la scomparsa dell’avvocato Attilio Cecchini, venuto a mancare ieri a causa di un male incurabile all’età di 95 anni, si apre una dolorosa polemica che ruota attorno ad una pagina nera della storia del Paese, il delitto di Balsorano, che nell’agosto del 1990 costò la vita a Cristina Capoccitti, una bambina di appena 7 anni.

A risvegliare strazianti ferite il messaggio di cordoglio della deputata Pd Stefania Pezzopane che ricordando il ruolo di Cecchini, che all’epoca del processo difese il muratore Michele Perruzza, da subito diventato “il mostro di Balsorano”, ha scatenato la reazione di Giuseppe Capoccitti, papà della vittima.

“Faccio le condoglianze alla famiglia Cecchini per la morte dell’avvocato Attilio Cecchini. Le persone vanno rispettate sempre a maggior ragione quando muoiono.  Non mi unisco a coloro che oggi lo ricordano  perché l’ho conosciuto durante i processi che hanno visto la morte di mia figlia Cristina e il mio parere sulla sua condotta nel processo dove ha difeso colui che ha ucciso Cristina, non l’ho né condivisa né apprezzata. Ma non è di lui che voglio parlare, ma delle dichiarazioni della senatrice Pezzopane riportate sul web che lo ricordano”, spiega Capoccitti in una lettera inviata ad AbruzzoWeb.

Il riferimento è alle parole della deputata Pd:  “Quando torna in Italia (Cecchini), torna a L’Aquila per occuparsi per decenni di centinaia di casi, tra cui alcuni assai importanti ed eclatanti. Cominciai a seguirlo proprio in occasione del delitto Capoccitti, ricordo quanto rimasi colpita da come difendeva Michele Perruzza, da tutti considerato un mostro. Ricordo in particolare un sua intervista al tg3 assai coinvolgente: un caso di cronaca che scosse  il Paese e che ancora oggi, grazie anche alle sue interviste e testimonianze, tiene aperti scenari inquietanti.  Cose e fatti raccontati egregiamente dal giornalista Angelo De Nicola, grazie al quale, molte cose sappiamo ed abbiamo potuto conoscere in questi anni della vita e delle intraprese dell’avvocato e giornalista Attilio Cecchini”.

E Capoccitti, prendendo in esame le parole della Pezzopane, sottolinea: “Scrive la senatrice ‘Cominciai a seguirlo proprio in occasione del delitto Capoccitti, ricordo quanto rimasi colpita da come difendeva Michele Perruzza, da tutti considerato un mostro’.  Vorrei ricordare alla senatrice Pezzopane che quando si parla del delitto Capoccitti, si sta parlando di una bambina di non ancora sette anni di nome Cristina e non freddamente come da lei citato ‘Delitto Capoccitti’.  Vorrei sottolineare anche alla senatrice che la sua espressione, ‘Da tutti considerato un mostro’, come se quel termine  non gli appartenesse,  è esattamente ciò che tre gradi di giudizio hanno sentenziato. O forse la senatrice che si dovrebbe occupare di ben amministrare la cosa pubblica per il ruolo che ricopre, pensa che tre gradi di giudizio in nome del popolo italiano non bastino? Continua la senatrice: ‘Un caso di cronaca che scosse il Paese e che ancora oggi, grazie anche alle sue interviste, (riferimento all’avv. Cecchini) tiene aperti scenari inquietanti’. Qui resto basito!  Tiene aperti scenari inquietanti? Cosa vuole dire la senatrice?”.




“Sono trascorsi 30 anni da quell’orribile delitto e il processo è terminato con un giudizio di condanna definitivo da parte della Cassazione nel 1992. I principali esponenti ‘in negativo’ della vicenda, dall’autore del delitto di mia figlia, dal mondo del giornalismo e da quello forense,  sono tutti morti e quindi sarebbe auspicabile un sano silenzio. Invito la senatrice a rispettare le sentenze e a parlare con cognizione di causa. Ricordare una persona che è morta è lecito e doveroso, parlare di aspetti che non si conoscono basandosi solo su giudizi di parte è ingiusto soprattutto per una senatrice che dovrebbe conoscere meglio di altri le regole di un paese civile e democratico e per questo rispettoso della giustizia”.

“La mia amarezza come padre per le sue parole, cara senatrice derivano anche dal fatto che lei in quanto  donna e madre dovrebbe  condannare le violenza sulle donne a maggior ragione sulle bambine e dovrebbe astenersi da vicende che non conosce, facendo insinuazioni senza senso”, chiosa Capoccitti.

Qui i link per approfondire

https://abruzzoweb.it/delitto-di-balsorano-i-dubbi-ventanni-dopo/

https://abruzzoweb.it/balsorano-ventanni-dopo-la-cronistoria-del-delitto/

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