MORTE DI ROBERTO STRACCIA: CASSAZIONE, NO AD ARCHIVIAZIONE

17 Aprile 2018 09:51

PESCARA – È stato ritenuto ammissibile dalla Corte di Cassazione il ricorso contro l'archiviazione delle indagini sulla morte di Roberto Straccia, lo studente universitario di 24 anni, originario di Moresco (Fermo), scomparso a Pescara il 14 dicembre del 2011 e rinvenuto cadavere il 7 gennaio del 2012 nelle acque antistanti il litorale di Bari.

“Abbiamo presentato ricorso per due ragioni – spiega il legale della famiglia Straccia, Marilena Mecchi – la prima è per questioni di competenza territoriale, visto che su questa vicenda ci sono state rivelazioni di alcuni pentiti della criminalità organizzata e dunque la competenza è della Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila. La seconda – prosegue l'avvocato – riguarda violazioni del diritto di contraddittorio, dato che il caso è stato archiviato nel marzo del 2017 senza che a noi sia stata data alcuna comunicazione né dell'udienza né della decisione”.

Il caso, dunque, il 7 giugno prossimo approderà davanti alla prima sezione penale della Corte di Cassazione.






“È stato superato il primo filtro e adesso siamo fiduciosi – prosegue l'avvocato – non significa che il ricorso verrà accolto, ma anche la famiglia è molto contenta perché per la prima volta qualcuno si è accorto che ci sono i fondamenti per indagare in altre direzioni”.

Sulle stesse ragioni poggia anche il reclamo che è stato presentato al tribunale monocratico di Pescara e che adesso approderà in Cassazione, dopo che il giudice si è riservato inviando il fascicolo alla Suprema Corte.

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