MORTE GIULIA DI SABATINO, SCOPERTA NUOVA FOTO TRA LE PROVE: “SI TRATTA DI OMICIDIO”

18 Ottobre 2021 10:40

Teramo: Cronaca

TERAMO – Una fotografia scattata dalla forze dell’ordine, che mostra una maglietta arrotolata, contenente capelli biondi. E’ la nuova prova emersa, tra quelle mai analizzate in precedenza, incluse copie forensi di alcuni dei dispositivi elettronici coinvolti nel caso, al momento archiviato come suicidio di Giulia Di Sabatino, deceduta il 1 Settembre 2015, i cui resti furono trovati sull’autostrada A14, non distante da Tortoreto, in provina di Teramo.

A darne notizia, nella giornata di ieri, gli stessi consulenti di Emme Team, che la scorsa settimana hanno avuto accesso a prove mai analizzate in precedenza dalla famiglia della vittima.

Una fotografia, spiegano, “scattata dalla forze dell’ordine quella mattina, che mostra come la maglietta che indossava la vittima quella notte fu in realtà trovata a bordo strada, nella corsia di emergenza, arrotolata e senza tracce di sanque, con tutti i capelli della ragazza raccolti al suo interno, a dimostrazione di un intervento di terzi, che prima rasò la testa di Giulia e successivamente trasportò e ripose la maglietta sull’asfalto”.

Secondo gli stessi consulenti di Emme Team, “questo incredibile nuovo indizio, dimostra il coinvolgimento di altre persone, definitivamente cambiando lo scenario di quanto gli inquirenti pensavano fosse accaduto quella notte, in quanto se si dovesse seguire quanto ricostruito dalla Procura all’epoca, aggiungendo questa fotografia come element nel sostenere la teoria del suicidio, Giulia Di Sabatino si sarebbe da sola tagliata tutti i capelli, per poi spogliarsi, usando la maglietta per raccoglierli, sarebbe entrata nella zona autostradale, per poi riporre i suoi stessi capelli arrotolati nella maglietta sull’asfalto, svestita sarebbe in seguito uscita dalla A14, senza essere notata dalle auto che pssano quella notte, avrebbe raggiunto il cavalcavia, da cui gli inquirenti hanno sostenuto si sarebbe lanciata, dopo aver scavalcato in quella situazione una protezione alta due metri, per poi essere uccisa dall’impatto di autoveicoli che giungevano ad una velocità di 120 km/h”.

Uno scenario, aggiungono sui social, “già di per se impossibile in quanto non solo non vi è nelle immagini di quel giorno traccia dei sei litri di sangue che Giulia avrebbe dovuto avere dentro il proprio corpo, come qualsiasi essere umano e che avrebbero lasciato una traccia ben definita sull’asfalto, ma la ricostruzione del suicidio diventa ancora più irreale, considerando che di fatto non vi è presenza di alcun veicolo coinvolto in alcun tipo di incidente quella notte, in quel punto.
Un quadro ancora più impossibile se si aggiunge che sui resti del corpo sono presenti lacerazioni da taglio provocato da lama, dato confermato dai consulenti della famiglia, cosi come quello della presenza di DNA esterni, lasciati su quella stessa maglietta che conteneva i capelli rasati della povera Giulia, come dimostrato dai RIS che si sono occupati del caso”.

Emme Team sta intanto procedendo a controllare le copie forensi finalmente ottenute e a breve consegnerà una consulenza firmata dai vari esperti chiamati sul caso, per chiedere giustizia per Giulia Di Sabatino e la sua famiglia.

Già nel settembre scorso, dai dispositivi della giovane sarebbero stati recuperati 134mila file, di cui 3mila foto e 500 messaggi vocali, oltre ad alcuni selfie scattati poche ore prima della morte. Senza contare, gli accessi da remoto al suo telefono per cancellare i file e nuove testimonianze e perizie. Tutti elementi che per la famiglia smonterebbero la tesi del suicidio.

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