MORTE LEADER NO PASS A PESCARA: LIBERIAMO L’ITALIA, “GIORNALISTI SCIACALLI”

16 Gennaio 2022 18:35

L'Aquila: Abruzzo

PESCARA – “Lo sciacallaggio dei media continua. Vaccinati e non vaccinati si contagiano e si ammalano allo stesso modo, ma per loro la morte di un non vaccinato è un’occasione troppo ghiotta per non buttarcisi sopra. Non poteva fare eccezione la morte del nostro amato Luigi Marilli, di cui abbiamo dato notizia due giorni fa”.

Così Liberiamo l’Italia in una nota, Luigi Marilli, 63 anni, geometra, uno dei leader del movimento contrario al green pas in Abruzzo, e referente territoriale di Liberiamo l’Italia, presente a tutte le manifestazioni di piazza. La causa della morte, riferisce il quotidiano il Messaggero, e molte altre testate nazionali, sarebbe quella del covid-19.

“Dopo aver trascorso alcuni giorni in isolamento domestico, Luigi Marilli è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale Covid a Pescara dove è deceduto a causa del virus,” scrive il sito di Rete8.

LA NOTA COMPLETA

“Prendendo spunto da quanto scritto sui social da usn tal Marino Recchiuti, molti giornali hanno riportato le sue indecenti parole come fossero oro colato. Secondo costui – peggio, secondo gli organi di stampa che lo hanno ripreso – sarebbero state le nostre idee a portarlo alla morte.

Dunque, lo avremmo “sulla coscienza. Questa cattiveria è un insulto alla persona ed alla memoria di Luigi Marilli, che non aveva certo bisogno della testa di altri per pensare.

E’ una cattiveria gratuita, di chi peraltro (a differenza di noi) non conosce i problemi di salute di cui Luigi soffriva.

La cosa grave è l’ululato monocorde di una stampa foraggiata per trasmettere il pensiero unico del regime. Meno il vaccino funziona, più ci si accanisce con chi ha deciso di non iniettarselo: un’assurdità che non ha bisogno di commenti.

In questo caso, non potendo certo descrivere Luigi come un assatanato “no vax”, qualcuno ha deciso di giocare la carta delle “pericolose amicizie”, ancor più pericolose perché parte di un progetto politico di opposizione al regime autoritario costruito dal governo Draghi. Da qui l’attacco a Liberiamo l’Italia (Lit), della cui Direzione nazionale Luigi Marilli faceva parte.

A difesa della sua dignità di uomo impegnato nella lotta per la liberazione del nostro Paese, Lit diffida tutte le testate giornalistiche dal continuare con la strumentalizzazione e lo sciacallaggio nei confronti di una persona che ci ha lasciato. In questo senso abbiamo già dato mandato ai nostri avvocati affinché procedano, nella maniera più adeguata, nelle opportune sedi legali”, si legge sulla nota.

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